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SCARICARE LE CRONACHE DI NARNIA IL PRINCIPE CASPIAN GRATIS

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    Un giorno il richiamo del corno li proietta nuovamente nel mondo magico che ben conoscono o, meglio, che credono di conoscere. I quali in questo momento avrebbero un legittimo erede al trono, il principe Caspian, il quale è costretto alla fuga perché lo zio, Lord Miraz, vuole ucciderlo per conquistare il potere da cedere in futuro al suo primogenito appena nato.

    I quattro fratelli Pevensie, aiutati dai sopravvissuti discendenti degli abitanti di Narnia, si mettono in azione per contrastare Miraz e i suoi uomini. Login to your account Remember Me Register a new account Lost your password? Le cronache di Narnia — Il principe Caspian Tutto quello che conosci sta per cambiare per sempre May.

    I quattro fratelli Pevensie, aiutati dai sopravvissuti discendenti degli abitanti di Narnia, si mettono in azione per contrastare Miraz e i suoi uomini. Stai commentando usando il tuo account WordPress. Stai commentando usando il tuo account Google. Stai commentando usando il tuo account Twitter. Stai commentando usando il tuo account Facebook. Notificami nuovi commenti via e-mail. Notificami nuovi post via e-mail. I grandi orsi non vedevano l'ora di partecipare al banchetto, ma erano intenzionati a ripartire subito dopo l'assemblea, magari l'indomani stesso.

    Zampalesta e gli altri scoiattoli sostennero di poter mangiare e discutere nello stesso tempo: quindi, perché non tenere il banchetto e l'assemblea contemporaneamente? Le talpe proposero di scavare innanzi tutto una trincea intorno a Prato Ballerino, mentre i fauni erano dell'avviso che si dovesse iniziare con una danza solenne.

    Il vecchio corvo, d'accordo con gli orsi nel ritenere che non conveniva fare l'assemblea prima di cena perché sarebbe andata per le lunghe, chiese il permesso di pro- nunciare un breve discorso di apertura. Ma Caspian, sostenuto dai nani e dai centauri, non tenne conto dei suggerimenti di nessuno e insistette nel dichiarare aperto un vero e proprio consiglio di guerra.

    Erano creature della foresta abituate a essere cacciate, e alle parole di Camillo rimasero immobili come tante statue di marmo.

    Poi gli animali puntarono il naso nella direzione indicata da Camillo. Tutti aspettarono in silenzio, mentre i tre nani e i due tassi trotterellavano in direzione degli alberi, a nord-ovest del prato. Ecco, sono disarmato. O tassi illustri, vi porgo le braccia, ma vi prego di non morderle. Desidero solo conferire con Sua Maestà. Tutti si fecero intorno ai due. Posso tagliargli la gola con la spada?

    Ma ditemi, come avete fatto a trovarci? Dobbiamo fuggire tutti, all'istante. Qualcuno, purtroppo, vi ha tradito e Miraz sta marciando contro di voi. Prima di domani a mezzogiorno, Maestà, sarete circondato.

    E da chi? Dopo che siete stato disarcionato il cavallo è tornato alla stalla nel castello: in questo modo si è venuto a sapere della vostra fuga. Naturalmente ho tagliato la corda, perché non avevo nessuna voglia di essere interrogato nella sala di tortura, e grazie alla mia sfera di cristallo vi ho trovato.

    Per tutto il giorno, e mi riferisco all'altro ieri, ho visto Miraz alla ricerca delle vostre tracce nella foresta; ieri ho saputo che aveva spedito il suo esercito.

    Perdinci, avete lasciato tracce dappertutto; non siete stati accorti per niente. Comunque, Miraz ha saputo che la vecchia Narnia vive ancora e sta marciando contro di voi. Vostra Maestà ha reclutato nel suo esercito insetti o cavallette? È un topo! Signor topo, lasciate che mi presenti. Sono onorato di conoscere un animale coraggioso come voi. Dobbiamo affrontare il nemico o fuggire a gambe levate? Il re ha ragione! Daremo battaglia dove vogliamo noi. Avanti, troviamoci un posto più sicuro.

    Proprio una saggia proposta — disse Tartufello. Secondo me dobbiamo andare a oriente, lungo il fiume, fino alle Grandi Foreste.

    Per questo hanno permesso che le foreste crescessero a dismisura; secondo le vecchie credenze, l'antica Cair Paravel si trova proprio alla sorgente del fiume. Bisogna tener presente che quella zona ci è amica, mentre è odiosa e ostile ai nostri nemici. Avanti, in marcia verso la Casa di Aslan. È un tumulo piuttosto elevato che gli abitanti di Narnia, nei tempi antichi, innalzarono su un luogo magico.

    Lassù posero una magica pietra che forse c'è ancora. Sotto il tumulo si diramano grotte e gallerie, e la pietra dovrebbe trovarsi nella caverna centrale. In quella costruzione organizzeremo i nostri depositi e magazzini, e chi ha bisogno di un nascondiglio o è abituato a vivere sottoterra, ne potrà usufruire.

    Gli altri si nasconderanno nei boschi.

    In caso di emergenza, a parte i giganti potremo rifugiarci all'interno del tumulo, dove saremo al sicuro da tutto: esclusa la fame, naturalmente. Meglio sarebbe che i nostri capi pensassero alle armi e alle vettovaglie, anziché dar credito a questi racconti da lavandaie. Ma tutti gli altri approvarono la proposta di Cornelius e quella stessa notte, circa un'ora più tardi, si misero in marcia.

    Prima che spuntasse l'alba raggiunsero la Casa di Aslan. Senza dubbio era un luogo che incuteva un certo timore: una specie di collina verde, circolare, che sorgeva su un'altra collina coperta dai boschi, con un minuscolo ingresso che conduceva in profondità. I corridoi che percorrevano il tumulo erano un vero e proprio labirinto, per lo meno fino a quando non si imparava a riconoscerli e a districarsi.

    Erano affiancati l'uno all'altro e coperti, come su un tetto, da pietre levigate. Sulle pietre Caspian poté distinguere strane figure che ondeggiavano come serpenti alla luce del crepuscolo, e disegni a forma di leone.

    Descrizione

    Sembrava che appartenessero a una Narnia ancora più antica e remota della vecchia Narnia di cui gli aveva parlato la nutrice. Dopo aver piazzato gli accampamenti intorno alla Casa di Aslan e al suo interno, i nostri amici si videro voltare le spalle dalla fortuna. Certo gli uomini di Miraz avevano terrore degli alberi, ma ancor più temevano il loro sovrano, e con lui alla testa dell'esercito ingaggiarono una tremenda battaglia, spingendosi nel bosco e fin quasi alla Casa di Aslan.

    Nonostante tutto, Caspian e gli altri comandanti fecero alcune sortite nell'aperta campagna. Era piovuto incessantemente per tutto il giorno, e ora, al posto della pioggia, era venuto un freddo tremendo. Al mattino Caspian aveva deciso la tattica di quella che si annunciava come la battaglia decisiva e i suoi nutrivano grandi speranze. Secondo i piani, allo spuntar del giorno Caspian, insieme a un nutrito contingente di nani, avrebbe dovuto sfondare l'ala sinistra dell'esercito reale; una volta fatto questo, il gigante Tempesta, affiancato dai centauri e dagli animali più forti, avrebbe dovuto sfondare da un altro lato, per fare in modo che l'ala destra delle truppe di Miraz rimanesse isolata dal resto dell'esercito.

    Nessuno aveva detto a Caspian, perché nessuno a Narnia se lo ricordava, che i giganti non sono Tempesta, poveretto, era forte come un leone, un gigante in tutto e per tutto, ma intervenne al momento sbagliato.

    Il più triste di tutti era il gigante Tempesta, il quale sapeva che era colpa sua. Sedeva in silenzio, versando lacrimoni che si raccoglievano sulla punta del naso e ricadevano con un poderoso splash! Che disdetta! Le bestiole avevano appena finito di asciugarsi e se ne stavano al caldo. Saltarono su, scrollandosi l'acqua dalle orecchie e scuotendo le lenzuola inzuppate, e chiesero al gigante, con la loro vocina sottile ma decisa, se non pensasse che erano già abbastanza fradici per meritare altra acqua.

    A quel punto si svegliarono anche gli altri e protestarono, dicendo ai topi che erano stati arruolati come guide, non per combattere, e che per piacere stessero tranquilli. Intanto, nella sala magica e segreta nel cuore della Casa di Aslan, re Caspian, Cornelius, il tasso, Nikabrik e Briscola tenevano consiglio. Robusti pilastri, creati un tempo da mani abili e capaci, sostenevano il tetto; al centro della stanza c'era la Tavola di Pietra, una lastra crepata nel mezzo e coperta da quelle che dovevano essere scritte, ma il cui significato era diventato incomprensibile.

    Senza contare che secoli e secoli di pioggia, vento e neve le avevano consumate, cancellando buona parte di quello che si leggeva nei tempi antichi, quando la Tavola era in cima alla collina e il tumulo non era stato eretto su di essa. Caspian e compagni non sedevano intorno alla Tavola: era magica, non si poteva usarla normalmente. Si erano sistemati, piuttosto, su dei ceppi vicini, e fra un ceppo e l'altro c'era un rozzo tavolo di legno sul quale troneggiava una specie di lampada di argilla.

    La lampada, di fattura molto primitiva, illuminava i volti pallidi dei presenti, proiettando grandi ombre sulle pareti. Alcuni giorni prima Caspian aveva parlato del prezioso tesoro che portava con sé. Se dovessimo affrontare una situazione davvero critica e avessimo già suonato il corno?

    E anche di quel pezzo di pietra laggiù Sono tutte stupidaggini, baggianate. Per me, che suoniate o non suoniate quell'affare è lo stesso. L'unico punto su cui insisto è che l'esercito sia tenuto all'oscuro.

    Non è bello farli sperare in un aiuto magico che poi, ne sono convinto, deluderà le aspettative. Non sappiamo come si manifesterà l'aiuto richiesto: voglio dire, non ne conosciamo la forma. Aslan in persona potrebbe venire dal mare, per esempio Ma secondo me il corno riporterà dal passato il Re supremo Peter e i suoi compagni.

    In ogni caso, non credo che l'aiuto si materializzerà dove ci troviamo adesso. È vero che noi ci troviamo nel più antico e più magico, quindi è il più probabile secondo le apparenze, ma ce ne sono altri due. Uno è Lanterna Perduta, sul fiume a ovest della Diga dei Castori: secondo la leggenda è là che i fanciulli reali comparvero a Narnia per la prima volta.

    L'altro luogo possibile è alla foce del fiume, dove una volta sorgeva il castello di Cair Paravel: il loro castello, la residenza reale. Maestà, vorrei inviare dei messaggeri in entrambi i luoghi, a Lanterna Perduta e alla foce del fiume, per riceverli o riceverlo Bisogna dare il benvenuto a chiunque venga in nostro aiuto.

    L'unico di cui fidarsi per una missione del genere è Zampalesta. Tartufello, so bene che acconsentiresti ad andare, ma tu non sei abbastanza svelto. E neppure voi, Cornelius. Ci vuole un nano che controlli la situazione, perché i nani vengano trattati bene. Mandate me, Sire, io voglio andarci. Posso sacrificare la vita in un'impresa disperata o morire qui, non ha nessuna importanza. Voi siete il mio re e io conosco la differenza fra dare un consiglio e prendere ordini.

    Avete ascoltato i miei consigli, Maestà, ora vi dico che è giunto il momento di obbedire agli ordini. Visto che, come tutti gli scoiattoli, era coraggioso, pieno di energia ed entusiasmo, birichino e, non per dire, un po' vanitoso, non avevano ancora finito di parlargli che già fremeva per partire.

    Fu stabilito che lo scoiattolo andasse a Lanterna Perduta, mentre Briscola avrebbe affrontato il viaggio più breve per la foce del fiume. Dopo un pasto veloce partirono entrambi, con la benedizione del re, del tasso e di Cornelius. L'aria era impregnata di una musica forte e possente come il tuono; sembrava venire da lontano ed era dolce e fresca come un concerto sull'acqua, eppure vibrante in un modo da scuotere i boschi.

    Allora pensai: "Se questo non è il corno, voglio diventare un coniglio! Camminai per tutta la notte e poi, quando stava per venire l'alba, rischiai una sortita in aperta campagna per risparmiare un po' di strada ed evitare l'ansa del fiume.

    Fu un'azione maldestra e sconsiderata, per intenderci come quelle dei giganti; fui catturato. Non dall'esercito, ma da un vecchio pazzo pieno di sé che ha il compito di custodire un piccolo castello, l'ultimo avamposto di Miraz prima della costa. Inutile dire che non sapevano chi fossi, ma ero un nano e tanto bastava.

    Per tutti i papaveri! Per fortuna il siniscalco era tronfio e borioso: chiunque al posto suo mi avrebbe fatto fuori subito, lui invece voleva fare le cose in grande. Non posso crederci Adesso è tutto chiaro. Ci sono un sacco di storie che raccontano di come si possa trasferire qualcuno in un altro posto e a volte in un altro mondo. Non ricordi Le mille e una notte? Il mago chiama il genio e quello deve rispondere all'appello. Anche noi dovevamo rispondere e infatti siamo qui.

    Insomma, non ci si chiede mai da dove venga il genio! Ricordate che papà dice sempre che siamo schiavi del telefono? A me sembra che questo sia molto più pericoloso.

    Vero, ragazzi? Noi siamo qui. Sembrava che gli si fosse intasata la pipa, e comunque era tutto indaffarato a pulirla. Il re, Tartufello e il dottor Cornelius si aspettavano Per farla breve, vi credono dei grandi guerrieri. Forse lo siete, e a noi i ragazzi piacciono tanto Mi appello alla vostra comprensione. Puoi dire quello che vuoi, tanto io so che Siete d'accordo? Dopotutto lui è il Re supremo. Secondo me ha appena avuto un'idea. Alla vista dei preziosi oggetti che si trovavano sulle mensole, gli occhi del nano brillarono anche se doveva stare in punta di piedi per guardare e lo sentirono borbottare fra sé: — Nikabrik non dovrà mai vedere tutto questo.

    Non fu difficile trovare una cotta di maglia per il nano, una spada e un elmo della sua misura; l'elmo era in rame e tempestato di rubini, l'elsa della spada era coperta d'oro. Briscola non aveva mai visto niente di simile e soprattutto non lo aveva mai indossato. Quando arrivarono in cima alla scala, con le cotte che tintinnavano, erano molto più simili ai veri abitanti di Narnia che a degli scolari quali erano.

    Peter e Edmund chiudevano la fila e sembrava che stessero discutendo sul da farsi. Se vinco io, per lui sarà più che una sconfitta. Se invece perdo, per noi non sarà una gran delusione. Appena sbucarono alla luce del sole, Edmund si rivolse al nano con queste gentili parole: — Avrei qualcosa da chiederti.

    Vedi, i ragazzi come noi non hanno spesso l'opportunità di incontrare un grande guerriero come te. Vuoi provare a tirar di scherma con me? Mi faresti un grande regalo. In un attimo sfoderarono le spade, mentre gli altri tre saltavano giù dalla predella e si mettevano a guardare. Ne valse la pena: non era un duello come quelli che si vedono a teatro con finte spade a due mani, e non era un duello con gli spadini, di quelli che neppure si riescono a distinguere.

    Era un duello in piena regola, con spadoni veri. In tal caso, quando il nemico si avvicina devi saltare a pie' pari, in modo che la lama passi fra il terreno e i tuoi piedi. Il nano era avvantaggiato, naturalmente, perché Edmund era molto più alto e doveva chinarsi di continuo. Se avesse combattuto contro Briscola soltanto ventiquattro ore prima, Edmund non avrebbe avuto alcuna possibilità, credetemi; ma da quando erano arrivati sull'isola, l'aria di Narnia aveva avuto un benefico effetto su di lui.

    Se a questo si aggiunge il ricordo delle antiche battaglie, è facile capire come le braccia e le dita di Edmund riacquistassero ben presto l'abilità dimenticata. Si sentiva di nuovo re Edmund e i duellanti continuarono ad affrontarsi in cerchio, colpo dopo colpo, mentre Susan, che non era mai riuscita ad abituarsi a questo tipo di cose, non faceva che esclamare: — Sta' attento, sta' attento! Ti sei servito di un trucco che non conosco — rispose Briscola, risentito. Secondo me dovremmo offrire a Briscola un'altra possibilità, magari in un'altra disciplina: che ne diresti di cimentarti con mia sorella nel tiro con l'arco?

    Come se non avessi visto come tira la ragazza, dopo quello che è successo stamattina. E va bene, proviamo. Raggiunsero il cortile tutti e cinque. Potrebbe andar bene quella che pende sul muro — propose Susan. Il nano scosse la testa. Fecero testa o croce per decidere a chi spettava il primo tiro con grande curiosità di Briscola, che non aveva mai visto lanciare una moneta in aria prima di allora e Susan perse.

    Avrebbero dovuto tirare dalla cima delle scale che portavano dalla sala d'ingresso al cortile; dalla posizione che il nano aveva assunto, e da come impugnava l'arco, capirono tutti che sapeva il fatto suo.

    Ecco il primo tiro, indubbiamente ottimo. Poi fu la volta di Susan, che raggiunse la cima della scala e tese l'arco. E non è una giustificazione il fatto che, quando il braccio è tornato indietro, la cicatrice della mia ultima ferita abbia rallentato il tiro.

    Poi fece una pausa. Sarai certo un medico portentoso, come tuo fratello è un mago della spada e tua sorella non ha rivali nel tiro con l'arco. Sotto la fasciatura comparve un taglio abbastanza profondo, gonfio e infetto. Sembro nuovo! Non siete offesi, vero? E grazie ancora per avermi salvato la vita, per avermi curato, avermi offerto la colazione e I ragazzi dissero che tutto era a posto e che non dovevano parlarne più. Ci vuole circa mezza giornata di marcia, da laggiù al guado di Beruna.

    Camminando velocemente, potremmo raggiungere Caspian in un giorno e mezzo. Voglio dire, Vostra Maestà — fece Briscola con un sorrisetto.

    Perché non navighiamo verso sud, fino al fiumicello di Acquacorrente, e cominciamo a risalirlo? Arriveremo dietro la collina della Tavola di Pietra e fino a che saremo in mare potremo considerarci al sicuro. Se ci mettiamo subito in marcia, prima che cali la notte toccheremo il Capo di Acquacorrente. Possiamo dormire qualche ora e poi, domani mattina di buon'ora, raggiungere Caspian. Nessuno di noi sa niente di Acquacorrente. Siamo qui da quasi tre giorni e non abbiamo ancora concluso niente.

    Uno degli impermeabili venne usato come sporta e vi misero una bella quantità di mele, poi si dissetarono al pozzo perché sapevano che non avrebbero trovato acqua fresca finché non avessero raggiunto la punta dell'insenatura, e infine si diressero verso la barca.

    Ai ragazzi dispiaceva lasciare Cair Paravel perché, anche in mezzo alle rovine, si sentivano a casa. A governi la barca — disse Peter. Un momento, ragazzi: togliamoci la cotta di maglia, perché fra poco sentiremo un gran caldo.

    Le ragazze staranno a prua e indicheranno la direzione a P. Nano, a te il compito di portarci al largo e farci allontanare dall'isola. Tutt'intorno la distesa d'acqua sembrava sconfinata: di un blu scuro in lontananza e un bel verde vicino alla barca, dove la corrente gorgogliava. Ogni cosa odorava di sale e c'era un gran silenzio, interrotto solo dallo sciabordare dell'acqua che si frangeva sul fianco della barca, dai remi che fendevano le onde e dallo scalmo, che di tanto in tanto sobbalzava.

    Il sole picchiava sempre più forte. Per Susan e Lucy era piacevole stare in plancia. Ogni tanto si sporgevano con le mani protese verso il mare, ma non riuscivano a raggiungerlo.

    L'acqua era talmente limpida che si poteva distinguere il fondo, con la sabbia bianca interrotta di tanto in tanto da macchie di erba marina d'un colore violaceo.

    E a Galma? Arrivammo fino alle Sette Isole e alle Isole Solitarie E le enormi lanterne a poppa? Avevano superato l'isola e si avvicinavano alla spiaggia opposta, deserta e boscosa.

    La ricordavano diversa, accarezzata da una brezza leggera, aperta e sempre affollata dagli amici più cari. Susan e i due ragazzi erano stanchi di remare e a Lucy doleva la testa: colpa delle lunghe ore sotto il sole cocente e del riflesso dell'acqua. Anche Briscola non vedeva l'ora che il viaggio finisse. Il posto in cui sedeva per guidare la barca era stato creato per gli uomini, non per i nani, con il risultato che i suoi piedi non toccavano il fondo.

    Immaginate quanto fosse scomodo! A mano a mano che la stanchezza aumentava, il morale si abbassava. Fino a quel momento i ragazzi avevano avuto un pensiero fisso: come raggiungere Caspian. Adesso si chiedevano cosa avrebbero fatto una volta arrivati, e come un gruppo sparuto di nani e creature della foresta avrebbe sconfitto il grande esercito degli esseri umani. La luce si fece più debole e il cielo più scuro, le sponde opposte si avvicinarono e gli alberi incombenti sulle due rive formarono una specie di cupola verde.

    Finalmente raggiunsero la riva e si resero conto che era troppo tardi per accendere il fuoco. Quindi, dopo aver mangiato in silenzio le mele, si distesero su un tappeto di muschio e foglie morte in mezzo a quattro grossi faggi, e ammucchiati l'uno addosso all'altro caddero in un sonno profondo. Quanto tempo fa! Una volta sapeva riconoscere le stelle, perché, come principessa di Narnia, non era costretta ad andare a letto presto come tutti i ragazzi in Inghilterra.

    Ecco le costellazioni estive. Sdraiata, riusciva a distinguerne almeno tre: la Nave, il Martello e il Leopardo. Ma invece di addormentarsi, Lucy era sempre più sveglia. Per meglio dire, era sprofondata in una sorta di dormiveglia, come se sognasse a occhi aperti. Intanto l'acqua del fiume si era fatta più luminosa. Lucy sapeva che la luna splendeva su di essa, anche se non riusciva a vederla. L'aria era fresca e frizzante, pervasa da mille profumi. Il resto era un susseguirsi di chiazze d'acqua grandi e piccole in cui si rifletteva la luna, ma siccome luna e ombre si mescolavano e intrecciavano fra loro, era difficile farsi un'idea precisa del luogo.

    Gli occhi di Lucy si erano abituati alla luce magica e poteva distinguere chiaramente gli alberi più vicini. Ricordava perfettamente il modo di esprimersi di ognuno e la forma quasi umana che potevano assumere. Se solo fosse riuscita a svegliarli Un tempo la voce dell'albero era stata dolce e delicata, e le sembianze ricordavano quelle di una ragazza alta e slanciata, con lunghi capelli che le incorniciavano il viso e innamorata della danza. Che magnificenza! Si trasformava in una dea bellissima, elegante e delicata signora dei boschi.

    Non mi riconoscete? Che mi dite dei tempi passati? Oh driadi, e voi amadriadi, uscite, venite da me. Anche se non tirava un alito di vento, le foglie degli alberi vibrarono e i fruscii sembrarono parole.

    L'usignolo smise di cinguettare, come se volesse ascoltare. Pareva che Lucy dovesse capire da un momento all'altro quello che gli alberi cercavano di dirle, ma il momento non venne e gli alberi tacquero. Lucy sentiva di aver tralasciato qualcosa d'importante, come quando vuoi ricordare un nome o una data, ce l'hai sulla punta della lingua e sul più bello scompare.

    Era come se si fosse rivolta agli alberi un secondo troppo presto o troppo tardi; come se avesse usato tutte le parole adatte tranne una, e avesse pronunciato la parola sbagliata.

    Al mattino il risveglio fu gelido e poco accogliente. Una luce grigiastra permeava la foresta il sole non si era ancora alzato e tutto intorno era bagnaticcio e pieno di fango. Si alzarono, si stiracchiarono e diedero un'occhiata intorno. Il bosco era fitto e lo sguardo non poteva spingersi lontano in nessuna direzione. Pensavo che dovessimo camminare lungo il fiume. Peter, hai con te la bussola tascabile, vero?

    Perfetto, siamo a cavallo. Non dobbiamo far altro che an- dare a nord-ovest, attraversare quel piccolo ruscello, il Il Rapido?

    Le cronache di Narnia: Il principe Caspian (videogioco)

    Lo attraversiamo e ci arrampichiamo sulla collina. Raggiungeremo la Tavola di Pietra A questo punto non ci resta che sperare che re Caspian ci offra una bella colazione.

    A un certo punto ebbero l'impressione di percorrere un sentiero già battuto, ma se qualcuno di voi si intende di foreste, saprà che i viandanti trovano spesso sentieri immaginari: quei viottoli, in effetti, scompaiono dopo pochi minuti, e quando si pensa di averne trovato un altro sperando sempre che sia il precedente , anche quello svanisce nel nulla.

    Dopo aver concluso di essersi definitivamente perduti, ben presto ci si rende conto che erano sentieri immaginari. Per fortuna i ragazzi e il nano erano abituati alla foresta e solo per pochi secondi si lasciarono ingannare dai falsi sentieri. Si fermarono tutti. Guardate laggiù a sinistra. Per alcune decine di metri procedettero sul terreno all'aperto, cercando di tenere gli occhi spalancati. Arrivarono in un punto dove il sottobosco era quasi impenetrabile e dovettero passare vicino all'intrico.

    Lo avevano quasi superato, quando apparve qualcosa che ringhiava e mandava lampi: era emerso fra i ramoscelli spezzati e pareva un fulmine. Lucy cadde a terra e per un attimo rimase senza fiato. Anche lui era rimasto profondamente scosso dall'accaduto.

    Ma ci sono ancora alcuni animali parlanti. Non potevate saperlo, e d'altra parte non potevate certo aspettare di capire che tipo di animale fosse questo. Voleva solo papparsi una ragazzina a colazione, ecco tutto. E a proposito di colazione Voi sperate che re Caspian ci offrirà qualcosa di buono da mettere sotto i denti e non vorrei deludere le vostre aspettative, ma all'accampamento la carne scarseggia.

    Guardate quest'orso: possiamo mangiare tutta la carne che vogliamo. Sarebbe un vero peccato abbandonarne la carcassa senza prenderne un po', e vi assicuro che l'operazione non ci ruberà più di mezz'ora. Voi due, i più giovani Insomma, sapete come si scuoia un orso? Quando si furono sistemate, disse: — Susan, mi è venuta un'idea assurda. Un po' come avviene per gli animali di qui, al punto da non poter riconoscere chi è feroce?

    Raggiunsero il nano e i ragazzi, che nel frattempo avevano tagliato più carne che potevano dalle parti migliori dell'animale ucciso. Certo non è divertente riempirsi le tasche di carne cruda, ma cercarono di fare del loro meglio, avvolgendo la carne nelle foglie fresche. Per esperienza, infatti, sapevano che ben presto avrebbero cambiato idea su quell'orribile pacchet- to molliccio, e che dopo aver camminato un po' sarebbero stati assaliti dalla fame.

    Intanto la stanchezza del giorno prima, causata dal lungo remare, cominciava a scomparire. Ripresero a camminare lentamente.

    Nell'aria non si sentivano che il tonfo dei piedi e il tintinnare della maglia di ferro. Si resero conto che il nano li guardava, ansioso.

    Eppure non disse una parola. Ripresero il cammino e le cotte di maglia diventarono caldissime e pesanti. Senza rendersene conto erano arrivati in cima a un burrone da cui si scorgeva una gola con un fiume che scorreva sul fondo.

    Da un lato della gola, le rocce erano più alte. Il problema era che nessuno di loro, a parte Edmund, sapeva scalare una roccia Non sono mai stato qui prima d'ora. Il nano emise un lungo fischio. Non serve a nulla, e lui sta facendo il possibile. Rientrare all'isola e ricominciare tutto da capo, ammesso che sia possibile, non servirebbe a niente.

    Miraz avrà la meglio su Caspian prima che possiamo raggiungerlo. Eravate su questa terra centinaia, forse migliaia di anni fa. Non potrebbe essersi trasformata? Magari una valanga ha sbriciolato una parete della collina, ed ecco spiegati i precipizi a ridosso della gola.

    Nel corso degli anni il Rapido ha scavato il suo letto sempre più in profondità, ed ecco spiegato il dirupo che abbiamo raggiunto da questo lato. Oppure c'è stato un terremoto, o qualcosa di simile. Nel mio viaggio di andata ho attraversato un torrente che forse Quindi, se seguiamo la corrente, tenendo la destra, troveremo il Grande Fiume. Forse non nel punto sperato, ma sarà sempre meglio della strada che vi avrei fatto prendere io. Non vedete? Sul suo viso era dipinta un'espressione diversa e gli occhi le brillavano.

    Da questo lato della gola, ma in alto, non in basso; è la direzione opposta a quella che abbiamo deciso di seguire. Vedete, vuole che noi andiamo dove si trova, lassù Gli altri si guardarono l'un l'altro, mentre scendeva un silenzio imbarazzato. Ma non è affatto detto che sia un leone amico, e soprattutto che parli: pensate all'orso in cui ci siamo imbattuti ieri.

    Ma anche se fosse rimasto lo stesso, cosa avrebbe potuto impedirgli di diventare feroce e cattivo come gli altri animali? Il viso di Lucy si fece rosso e secondo me avrebbe aggredito Briscola, se Peter non le avesse messo immediatamente la mano sulla spalla. E come potrebbe? Briscola, devi convincerti che noi conosciamo Aslan. Certo non molto, ma lo conosciamo. E ti invito a usare un tono diverso, quando parli di lui.

    Da un lato, non porta bene mancargli di rispetto; dall'altro è una sciocchezza. Ma la domanda a cui rispondere è una sola: se Aslan si trova veramente laggiù. Qual è il tuo voto? Aslan era là o no? Invece, se giriamo a destra e scendiamo, in un paio d'ore ci imbatteremo nel Grande Fiume.

    Se veramente ci sono dei leoni, è meglio starne alla larga che avvicinarli. Sono stanca morta. Cerchiamo di uscire da questa maledetta foresta il prima possibile e tornare all'aperto. E poi nessuno, a parte te, ha visto niente.

    Se ben ricordate, nessuno le credeva eppure aveva ragione. Perché non dovremmo crederle anche stavolta? Io sono d'accordo con lei. Voi siete il Re supremo! Dobbiamo prendere una decisione, ragazzi. Cominciarono a scendere, seguendo il corso della corrente.

    Lucy, amareggiata e con le lacrime agli occhi, era l'ultima del gruppo. Si erano messi in marcia da poco e si trovarono alle prese con un'abetaia, proprio al margine estremo. Cercarono di passare attraverso gli alberi, facendosi largo e camminando curvi per una decina di minuti, ma si resero conto che avrebbero impiegato un'ora per fare un chilometro.

    A quel punto temettero di essersi perduti. Nessuno sapeva che ora fosse, ma sembrava che si avvicinasse la parte più calda del giorno. Quando furono in grado di tornare sull'orlo della gola, almeno un chilometro più in basso rispetto al punto da cui erano partiti, scoprirono che le rocce, da quella parte, erano più basse e frastagliate.

    Trovarono immediatamente una via che conduceva alla gola e proseguirono il cammino fino alla sponda del fiume. Qui si fermarono per una breve sosta e bevvero a sazietà. Ormai nessuno faceva cenno alla colazione, o al pranzo, che avrebbero dovuto consumare con Caspian. Avevano fatto bene a rimanere vicini al fiume, invece di camminare sul- l'orlo della gola. In questo modo non correvano il rischio di perdersi, visto che poco prima, nell'abetaia, si erano disorientati e avevano temuto di sparire nella foresta.

    Era molto antica, la foresta, e non c'erano sentieri, cosa che rendeva impossibile seguire un percorso regolare. Rovi ovunque, alberi caduti, zone paludose e un sottobosco quasi impenetrabile: questa era la boscaglia. Ma anche la gola del Rapido non era un bel posticino, per un viandante, e chi andava di fretta poteva trovare qualche difficoltà.

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    Viceversa, sarebbe stato un luogo ideale per un tè sull'erba, visto che c'era tutto quello che serve per un'occasione del genere: rapide spumeggianti e argentee, piscine naturali dalle acque profonde color dell'ambra, rocce coperte di un morbido manto erboso e sugli argini dove ci si poteva immergere fino alle ginocchia verde muschio e felci di ogni tipo, libellule che parevano gemme preziose, falchi e persino un'aquila questo almeno sostennero Peter e Briscola.

    Ma quel che interessava al nano e ai ragazzi era il Grande Fiume, Beruna, e la via che conduceva alla Casa di Aslan. Potete star certi che i cinque non toglievano gli occhi dalle pendici sulla sinistra, nella speranza di trovare il posto adatto a scalarle.

    Ma niente, le rocce sembravano inaccessibili. C'era da diventare pazzi Ai ragazzi e al nano era venuta voglia di accendere un bel fuoco per cuocere la carne dell'orso. Susan era contraria perché voleva proseguire, lasciarsi alle spalle quell'orrenda foresta e raggiungere il campo. Dal canto suo, Lucy era troppo stanca per esprimere qualsiasi opinione.

    Ma dal momento che nei dintorni non c'era legna asciutta per il fuoco, i loro desideri contavano ben poco. Naturalmente, se i ragazzi avessero intrapreso un viaggio simile pochi giorni prima, quando si trovavano ancora in Inghilterra, non ce l'avrebbero fatta e la fatica li avrebbe sfiniti. Per un terzo sapeva di essere una ragazzina che per la prima volta andava in collegio, e per due terzi si sentiva la regina Lucy di Narnia. Un giorno il richiamo del corno li proietta nuovamente nel mondo magico che ben conoscono o, meglio, che credono di conoscere.

    I quali in questo momento avrebbero un legittimo erede al trono, il principe Caspian, il quale è costretto alla fuga perché lo zio, Lord Miraz, vuole ucciderlo per conquistare il potere da cedere in futuro al suo primogenito appena nato.

    I quattro fratelli Pevensie, aiutati dai sopravvissuti discendenti degli abitanti di Narnia, si mettono in azione per contrastare Miraz e i suoi uomini. Login to your account Remember Me Register a new account Lost your password? Le cronache di Narnia — Il principe Caspian Tutto quello che conosci sta per cambiare per sempre May. Avventura Famiglia Fantasy. Watch trailer youtube. Info Cast.


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