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TESTO GONGYO SCARICA

Posted on Author Negor Posted in Film


    Contents
  1. Studio di Gongyo e Daimoku registrazioniInformatica.
  2. Preghiere silenziose
  3. Gongyo Italiano – grande – Esperia Shop
  4. Il Rito buddista di Daimoku e Gongyo | Soka Gakkai

Gongyo è la lettura di una porzione del capitolo Hoben (Espedienti) e del Capitolo 6 a pag NOTE DI PRONUNCIA Il testo del Sutra è trascritto in caratteri latini . Download Full EPUB Ebook here { kurdistanonline.net }. Con il termine Gongyo (giapp. pratica assidua) si intende, in senso proprio, l' intero rito quotidiano, che comprende la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (la . annunciata una versione aggiornata delle preghiere silenziose, parte integrante della cerimonia quotidiana di Gongyo. Clicca sui link per scaricare i testi. TESTO GONGYO SCARICA - I Dati degli Aderenti saranno conservati e trattati conformemente agli Scopi sopra esposti fino a quando la Persona risulterà iscritta.

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Nichiren - Dal Gosho: Leredit della legge fondamentale della vita. Nam-myoho-rengeLa recitazione di Nam-myoho-renge-kyo la pratica principale del Buddismo di Nichiren Daishonin.

Myoho-renge-kyo il titolo Daimoku del Sutra del Loto, al quale il Daishonin ha aggiunto il prefisso Nam, che significa dedicare la vita. Il significato letterale di Nam-. In pratica, recitare Nam-myoho-renge-kyo risveglia il mondo di Buddit inerente alla nostra Nam-myoho-rengevita e lo fa risuonare con la Buddit delluniverso. Di seguito vengono analizzati uno ad uno i differenti ideogrammi ed i loro principali significati.

Namu abbreviato in nam deriva dal sanscrito namas, che significa lode, onore, devozione, e viene tradotto come dedicare la propria vita. Il suo significato duplice: da un lato significa entrare in armonia con la Legge, dallaltro significa attingere da questa fusione lenergia e la saggezza necessarie a superare le difficolt della vita. Letteralmente myo-ho significa mistica Legge. Myo in sanscrito sad si traduce con: mistico, senza pari, insondabile; rappresenta lessenza della stessa vita. Ho in sanscrito Dharma si traduce in Legge e rappresenta tutti i fenomeni delluniverso, sia materiali che spirituali, che traggono sostanza da quellessenza.

Renge il fiore di loto, e rappresenta il principio di simultaneit di causa ed effetto il loto lunica pianta in cui il fiore e il frutto compaiono simultaneamente. Questo carattere venne usato per tradurre il sanscrito sutra sermone , che linsegnamento della Legge. La parola Daimoku formata da due ideogrammi: dai, che significa "titolo", e moku, "occhio". Dai indica l'azione di estrarre il succo di qualcosa.

Nel dizionario giapponese la definizione di Daimoku : "Il contenuto di un libro o di un trattato espresso in sintesi". Il Daimoku, nel Buddismo del Daishonin, Nam-myoho-renge-kyo, che Nichiren pronunci per la prima volta il 28 aprile Dunque il Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo, il succo del Buddismo.

Letteralmente il titolo del Sutra del Loto, ma in realt il succo dell'intero Buddismo, il nome della Legge universale. Spesso con la parola Daimoku si indica erroneamente il titolo del Sutra del Loto, che Myoho-renge-kyo. Ma in realt il Daimoku molto di pi di un semplice titolo: Nam-myohorenge-kyo la Legge, il nome del Budda - questo diceva Toda - e infatti la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo la "pratica" della scuola Nichiren.

Nel Buddismo di Nichiren "fare" equivale a recitare Daimoku. Se avviciniamo il nostro cuore alla compassione di Nichiren, quando recitiamo Daimoku manifestiamo immediatamente la nostra natura di Budda.

Il Daishonin dice che la felicit pi grande recitare Daimoku e usare la propria vita, ogni situazione della propria vita, per gli altri. Usando ogni situazione per gli altri scompare del tutto l'attaccamento al proprio desiderio. Facendo cos si sta gi mettendo in pratica la compassione di Nichiren, o il pensiero del Budda.

Quindi sono importanti il pensiero e la motivazione che ci spingono a recitare Daimoku, e le azioni concrete che compiamo nella vita quotidiana. Ciascuno di noi riesce a pregare a seconda di quello che pensa. Perci bisogna sforzarsi di avere il cuore sempre pi grande, il pi possibile. Desiderare che tutte le persone, senza alcuna eccezione, diventino felici.

L'efficacia della preghiera dipende da quanto profondo e forte il desiderio della felicit delle altre persone. Ed difficile, normalmente, pensare e agire per le altre persone.

Nam-myoho-rengeNon c' felicit pi grande per gli esseri umani che recitare Nam-myoho-renge-kyo. Nella frase che apre questo Gosho Felicit in questo mondo, SND, 4, il Daishonin dichiara che il massimo della felicit che noi tutti stiamo cercando consiste nel recitare Nam-myoho-renge-kyo.

Questa affermazione sbalorditiva, al tempo stesso semplice e straordinariamente profonda, contenendo l'essenza dell'insegnamento di Nichiren. Ognuno di noi aspira alla felicit, e pi o meno esplicitamente si comporta in modo da poterla ottenere, per lo meno cercando di avvicinarvisi. Tuttavia estremamente difficile trovare qualcuno che si possa definire felice.

Ci dipende innanzitutto dalle illusioni su cosa sia effettivamente la felicit, cosa ci possa fare davvero felici e quali siano i mezzi per ottenere questa condizione. La felicit di cui parla il Daishonin la felicit assoluta dello stato di Budda, che non viene influenzata dalle circostanze esterne poich scaturisce direttamente dalla vita stessa.

Il Daishonin la chiama anche "gioia che deriva dalla Legge". Questo tipo di gioia noi la otteniamo e la proviamo in prima persona, dipende solo e unicamente da noi stessi.

Vincendo la tendenza a incolpare dei propri problemi qualcun altro o qualcos'altro, lo stato vitale si dilata enormemente. A quel punto possibile gustare liberamente tutta la gioia che deriva dalla Legge Daisaku Ikeda, Gli. Dunque, recitare Daimoku la strada per arrivare a provare questo tipo di gioia ma, ancora di pi, di per s fonte di gioia. Di solito, all'inizio della pratica, si ritiene che il Daimoku sia soprattutto un mezzo per risolvere i problemi e realizzare i desideri, sottintendendo che la presenza di problemi e desideri a costituire un ostacolo alla nostra felicit.

Invece, approfondendo il punto di vista del Buddismo, si scopre che quella che deriva dalla realizzazione dei desideri una felicit relativa in quanto "in relazione" con i fenomeni e dunque soggetta a continui mutamenti, mentre ci che resta come felicit pi duratura il modo in cui si arrivati al cambiamento: l'emergere di quello stato vitale fresco, disincantato, risvegliato.

Di quella forza e chiarezza che ridimensiona tutte le paure. Per questo Nichiren spiega che problemi e desideri non sono altro che un mezzo, un'occasione per recitare Daimoku. In altre parole, la felicit vera non un effetto della pratica, ma la pratica stessa. Il Daishonin dice che la felicit Secondo il Buddismo di Nichiren Daishonin Nam-myoho-renge-kyo il nome della Legge che regola l'universo, la Legge di causa ed effetto.

Nam Myo Renge Kyo la nostra vita che pulsa. Nam Myo Renge Kyo il nostro cuore che batte forte. E il sangue che scorre nelle nostre vene E ci d calore. E laria che respiriamo, la chiave che apre tutte le porte. Nam Myo Renge Kyo il ruggito del leone Che fa eco nelluniverso.

Lo senti che incalza e smuove Ogni cosa. E il ritmo della nostra vita, come decidiamo di viverLa. E dentro che pulsa Forte e si manifesta con la gioia, Lamore e il rispetto per la vita, per noi stessi. Noi esseri umani meravigliosi, dotati di ogni strumento per essere felici.

Noi siamo la forza che Pu cambiare il mondo. Recitare N. Maria I. Scrive il Daishonin: Questo mndala non in alcun modo uninvenzione di Nichiren. E loggetto In esso sono rappresentati tutti i dieci mondi, illuminati da Nam-myoho-rengekyo, la Legge mistica iscritta al centro del Gohonzon, e in tal modo rivelano la loro intrinseca natura illimitata. Liscrizione Nam-myoho-renge-kyo Nichiren al centro del Gohonzon indica lunicit di Nam-myoho-rengeNichiren Nam persona e Legge ninpo ikka.

I Budda Shakyamuni e Taho rappresentano la fusione di realt e saggezza Kyochi myogo. Nichiren spiega: Non cercare mai questo Gohonzon allinfuori di te. Il Gohonzon esiste solo nella carne mortale di noi, persone comuni, che abbracciamo il Sutra del Loto e recitiamo Nam-myoho-renge-kyo. Il Gohonzon rappresenta quindi la causa esterna per far emergere la Buddit da dentro noi stessi.

Non un talismano e non ha alcun potere autonomo di irradiare benefici; possiede i poteri del Budda e della Legge, ma per attivarlo sono necessari i poteri della fede e della pratica.

La mappa della vita Cosa c' scritto nel Gohonzon? Questo mandala non in alcun modo un'invenzione di Nichiren. I cinque caratteri del Sutra del Loto sono iscritti al centro della Torre preziosa, mentre i quattro Re celesti sono seduti ai quattro angoli. Seduti sotto di loro sono i bodhisattva Fugen e Monju e gli uomini di Studio, inclusi Shariputra e Maudgalyayana.

A fianco di questi stanno gli di del sole e della luna, il Demone del sesto cielo, il Re Drago e Ashura; Fudo e Aizen si collocano rispettivamente a sud e a nord. Ci sono anche il perfido traditore Devadatta e l'ignorante figlia del Re dei Naga. Il demone Kishimojin appare con le sue dieci figlie, che succhiano la linfa vitale delle persone in tutto l'universo. Sono presenti anche le divinit guardiane del Giappone: Tensho Daijin e il bodhisattva Hachiman in rappresentanza dei sette ranghi di di celesti, dei cinque ranghi di di terreni e di tutte le altre divinit maggiori e minori.

Dal momento che tutti gli di appaiono nella loro essenza, devono apparire anche nelle loro manifestazioni. Il capitolo Hoto afferma: "Tutta l'assemblea stava sollevata in aria". Nel Gohonzon dimorano tutti i Budda, bodhisattva e Illuminati dai cinque caratteri della Legge mistica, rivelano la natura illuminata che possiedono intrinsecamente. Un'immagine da leggere con il cuore, pi che con gli occhi. Anzi, concentrarsi sul significato di ogni singolo ideogramma pu addirittura allontanarci dal sentire quella profonda relazione con la vita del Budda che Nichiren voleva esprimere iscrivendo il Gohonzon.

La Torre preziosa Questa allora la scena che abbiamo davanti agli occhi: in alto Shakyamuni e Taho, l'uno che espone il Sutra del Loto, l'altro che ascolta rapito e beato ed esclama: Eccellente, eccellente!

SDL, Di lato, di sotto, a destra e a sinistra, Budda, bodhisattva, re, divinit protettrici, esseri divini ma anche demoniaci. Tutti "seduti" intorno a Namu-myoho-renge-kyo e a Nichiren, come se rendessero omaggio a questa Legge universale, come se partecipassero a una cerimonia il cui centro, Nam-myoho-renge-kyo, risuona e risplende.

E in effetti partecipano davvero a una cerimonia. La cerimonia dell'apparizione della Torre preziosa, che emerge dalla terra e si libra in cielo, raccontata nell'undicesimo capitolo del Sutra del Loto. Una scena di grande meraviglia, di infinita magia, che rende con parole poetiche e toccanti quello che si riesce a percepire sedendosi di fronte al Gohonzon e recitando Nam-myoho-renge-kyo.

Cos si sente che la vita infinita. Che un accumulo di gioielli. Che vasta come l'universo. Che si innalza nel cielo e affonda le radici nella terra. Che proprio l, proprio dove queste radici si ramificano, diventano forti, crescono e si nutrono, proprio l dove ci sono la sofferenza e l'arroganza, il dolore e la gioia, proprio l, si trova anche uno stato perfetto, come un fiore di loto che emerge candido dalla melma dello stagno.

Nello specchio della Torre preziosa cio del Gohonzon - dice Daisaku Ikeda nella Saggezza del Sutra del Loto - vediamo la Torre preziosa che esiste dentro di noi, percepiamo che noi stessi siamo la Torre preziosa La saggezza del Sutra del Loto, Esperia, vol. Dice anche: La nostra vita una maestosa Torre preziosa, ma una verit che ci sfugge. Vedere la Torre La cerimonia della Torre preziosa lo specchio che ci rivela la vera entit della nostra vita. Anche il Gohonzon iscritto da Nichiren Daishonin ispirandosi a questa cerimonia il limpido specchio in cui possiamo scorgere il nostro vero io Ibidem, p.

E infatti Nichiren nel Gosho scrive: Ora, quando Nichiren e i suoi seguaci recitano Nam-myoho-renge-kyo, vedono e comprendono tutti i fenomeni come riflessi in un limpido specchio. Celate nelle profondit del Sutra del Loto, furono rivelate per la prima volta da Nichiren Daishonin.

Perch sono segrete? Le tre grandi Leggi segrete sono: loggetto di culto honmon no honzon , linvocazione o Daimoku honmon no daimoku e lalto santuario honmon no kaidan.

Il termine honmon significa essenziale ma, in questo contesto non si riferisce allinsegnamento essenziale del Sutra del Loto inteso come i secondi quattordici capitoli del sutra, bens alla sua dottrina fondamentale che, come Nichiren insegn, nascosta nelle profondit del capitolo Juryo Durata della vita del Tathagata SND, 1, Si chiamano leggi segrete perch n Shakyamuni n i suoi successori, in India o in Cina, le rivelarono mai esplicitamente; esse rimasero celate nel testo del sedicesimo capitolo del Sutra del Loto sino a quando non furono rivelate da Nichiren Daishonin.

Inoltre si considerano segrete perch vanno oltre le capacit di comprensione dei comuni mortali. Precetti, meditazione, saggezza Nel corso della sua vita Shakyamuni espose un enorme numero di insegnamenti, preparandosi a rivelare il suo messaggio fondamentale nel Sutra del Loto.

E poich nel sutra sono implicite le tre grandi Leggi segrete, i discepoli diretti di Shakyamuni furono in Ma, nellUltimo giorno della Legge, il periodo che inizia duemila anni dopo la morte di Shakyamuni, le condizioni del mondo erano tali che le persone non potevano pi ottenere lIlluminazione attraverso il Sutra del Loto cos come Shakyamuni lo aveva insegnato. Perci Nichiren Daishonin decise di rivelare esplicitamente le tre grandi Leggi segrete.

La Legge che permise a Shakyamuni di ottenere lIlluminazione nel remoto passato la verit fondamentale senza inizio n fine che Nichiren Daishonin defin Nam-myoho-renge-kyo delle tre grandi Leggi segrete.

Nichiren materializz la sua stessa vita, o ichinen sanzen concreto, nella forma del Gohonzon e insegn che, abbracciandolo, tutte le persone possono manifestare la loro Buddit innata. Tradizionalmente, nel Buddismo ci sono tre tipi di discipline in cui i praticanti dovrebbero perfezionarsi sempre di pi: i precetti, la meditazione e la saggezza.

Secondo Nichiren, nellUltimo giorno della Legge, esse corrispondono alle tre grandi Leggi segrete. I precetti corrispondono allalto santuario, la meditazione alloggetto di culto e la saggezza allinvocazione o Daimoku.

Studio di Gongyo e Daimoku registrazioniInformatica.

Sei leggi che diventano una La prima grande Legge segreta loggetto di culto, il Dai-Gohonzon che il Daishonin iscrisse il 12 ottobre e che possiede i due aspetti della persona e della Legge.

Loggetto di culto nei termini della persona Nichiren Daishonin, il Budda originale del tempo senza inizio. Loggetto di culto nei termini della Legge Nam-myoho-renge-kyo, il principio intrinseco in tutti i fenomeni delluniverso. Il Gohonzon rappresenta lunicit di Legge, Nam-myoho-renge-kyo, e persona, il Daishonin che manifest la Legge nella sua vita.

Preghiere silenziose

La seconda Legge segreta il Daimoku o invocazione di Nam-myoho-renge-kyo, che letteralmente significa dedicare nam la propria vita a Myoho-renge-kyo. Il Daimoku corrisponde alla saggezza della Legge mistica. Anche questa seconda Legge ha due aspetti: il Daimoku della fede e quello della pratica.

Il primo significa credere nel Gohonzon e il secondo significa recitare e insegnare agli altri. La terza grande Legge segreta, lalto santuario, corrisponde ai precetti. Osservare i precetti nel Buddismo significa impedire lerrore e fermare il male dentro di s. Kaidan, il termine giapponese per santuario, in origine denotava il palco per lordinazione di coloro che facevano voto di osservare i precetti monastici. Ma nel Buddismo di Nichiren Daishonin lunico precetto o regola abbracciare il Gohonzon e recitare Nam-myoho Perci il luogo in cui si recita Nam-myoho-renge-kyo al Gohonzon lalto santuario.

Anchesso ha due aspetti: il santuario specifico, quello che sar eretto al tempo di kosen-rufu secondo le istruzioni di Nichiren e dove dovr essere custodito loggetto di culto da lui iscritto per tutta lumanit, e il santuario generale, che qualsiasi luogo in cui si recita davanti a un Gohonzon.

Poich, come abbiamo visto, ognuna di queste tre grandi Leggi ha due aspetti, il ventiseiesimo patriarca Nichikan Shonin le defin anche sei grandi Leggi segrete. Inoltre poich linvocazione di Nam-myoho-renge-kyo diretta verso loggetto di culto e lalto santuario costruito per alloggiare loggetto di culto, questultimo, il Gohonzon, comprende in s le tre grandi Leggi segrete e per questo viene chiamato lUnica grande Legge segreta.

Con questa convinzione devi mettere la tua fede in pratica SND, 4, 5. In questo brano "il nome del Budda" Nam-myoho-renge-kyo, e recitare il sutra vuol dire leggere mattina e sera il libretto di Gongyo, quindi ogni azione basata sul Gohonzon porta benefici e fortuna, perci recitare Gongyo e Daimoku sono le basi della pratica, le altre sincere offerte al Gohonzon sono un mezzo per mostrare la nostra fede e ottenere benefici.

Per prima cosa dobbiamo avere la "convinzione" che fare offerte al nostro oggetto di culto equivale a farle a noi stessi, ad apprezzare e stimare la nostra vita per quella che e per quella che diventer, illuminata dai caratteri di Nam-myoho-renge-kyo, per cui ogni azione deve essere sincera, spontanea e non formale: anche il semplice offrire l'acqua ogni mattina un gesto che racchiude molti significati.

Ma cerchiamo di saperne di pi. Per prima cosa quando riceviamo il Gohonzon, una volta a casa lo appendiamo nel butsudan, un armadietto, da tenere sempre ben spolverato, che serve a contenerlo e a proteggerlo, e che andr collocato nel posto migliore della casa, qualunque sia il tipo di casa, ovviamente agendo con buon senso e nel rispetto dei familiari o amici che dividono l'abitazione con noi.

Il Gohonzon deve essere ben illuminato senza zone d'ombra, in modo da poterlo vedere chiaramente ed essere cos pi concentrati nella recitazione di Gongyo e Daimoku. Quali sono le offerte che generalmente dedichiamo al Gohonzon?

L'offerta dell'acqua: il suo contenitore pu essere di varie forme, lo mettiamo davanti al Gohonzon prima della recitazione di Gongyo mattina e lo togliamo prima del Gongyo serale.

Questa tradizione ha radici che si perdono nella notte dei tempi e nasce in India, la culla del Buddismo. Offrire acqua, in un paese cos torrido e siccitoso era considerato un gesto di grande riguardo e rispetto verso gli ospiti, e in seguito nacque l'usanza di donarla anche davanti alle tombe e nei templi buddisti. Essa rappresenta la purificazione della propria vita ogni giorno e anche il desiderio di mantenere una fede pulita e costante come l'acqua che scorre e non ristagna.

L'offerta delle candele, un tempo unica fonte di luce per illuminare l'oggetto di culto e non solo, la ritroviamo in molte religioni e riti e anche in vari sutra citata l'azione di offrire al Budda la luce di lampade a olio. Generalmente sono due le candele che offriamo al Gohonzon, ma non una regola; ne possiamo mettere anche una soltanto, basta attenersi a dei semplici accorgimenti, per esempio non facendole bruciare troppo vicino al. Pi profondamente le candele stanno a significare la verit di non sostanzialit o potenziale della vita latente ma rappresentano anche la propriet della saggezza o la propriet spirituale illuminata del Budda e la potenziale saggezza di risvegliarci alla nostra innata natura di Budda.

L'incenso, posto orizzontalmente nel bruciaincenso o in altro contenitore di fronte al Gohonzon, una volta acceso, serve a creare un profumo fragrante e un'atmosfera accogliente e serena in tutta la stanza mentre recitiamo Gongyo e Daimoku. Anche questa offerta, come le candele comune a molte religioni. Per anche se presente in svariate fragranze non gradito da tutti ed quindi bene bruciarlo solo se i presenti sono d'accordo. Nel Buddismo rappresenta la verit della Via di mezzo, la propriet essenziale del Budda o della propriet della Legge e il potenziale della nostra innata natura di Budda.

I sempreverdi che adornano lo spazio laterale o antistante il butsudan stanno a simboleggiare l'eternit, la permanenza e la purezza della vita; esprimono anche vitalit perch le loro foglie, come l'alloro, possono perdurare anche per qualche anno di seguito. Oggi i sempreverdi sono l'offerta pi usata, ma non esiste una prescrizione che impedisca di offrire fiori o altri tipi di piante, infatti in svariati Gosho il Daishonin cita le offerte di fiori. Le piante, con il loro colore e profumo, hanno la funzione di rendere pi piacevole e rilassante l'ambiente dove si svolge la pratica buddista.

Il suono della campana durante Gongyo serve per offrire un piacevole suono al Gohonzon e per armonizzare la recitazione; significa anche lodare il Budda. Il suo suono non deve essere forte o stridente, ma piacevole all'ascolto.

Ovviamente dobbiamo fare attenzione a non disturbare i vicini o chi divide l'appartamento con noi. Offrire del cibo al Gohonzon un gesto di profonda gratitudine e generalmente si usa offrire frutta fresca. Dal Giappone deriva la tradizione di offrire il riso bollito, che come afferma il Gosho: [ Rappresenta quindi il nutrimento e la forza vitale dell'esistenza.

Perch fare offerte al Gohonzon? Innanzitutto importante ribadire che le offerte che i credenti fanno al Gohonzon non devono essere una rigida formalit: ogni persona doner quello che le sembra pi opportuno. L'azione dell'offrire pu contribuire a migliorare la nostra relazione con il Gohonzon; un momento per dimostrare a noi stessi prima di tutto, il desiderio di fondere la nostra vita con quella del Budda originale. Questi gesti sinceri produrranno un sentimento e un legame pi profondo verso il Gohonzon, proprio come quando facciamo un regalo a una persona cara, e accresceranno anche il rispetto per la nostra vita, che la cosa pi preziosa e nobile che esiste.

Ma la cosa fondamentale la sincerit delle nostre offerte qualsiasi esse siano! Budda Nel passato Tokusho Doji offr una torta di fango al Budda e rinacque come re Ashoka che regn su tutta Jambudvipa. Una povera donna si tagli i capelli e li vendette per comprare l'olio e nemmeno i venti che soffiano impetuosi dal monte Sumeru poterono quell'olio estinguere la fiamma della lampada alimentata da quell'olio Risposta a Onichinyo, SND, 9, I cardini del Buddismo di Nichiren Daishonin sono la fede shin , la pratica gyo e lo studio gaku.

Se manca anche uno solo di questi tre elementi non pu esserci una pratica buddista corretta. Nel Gosho Il vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin spiega: Credi nel Gohonzon, il supremo Oggetto di culto in tutto Jambudvipa.

Rafforza costantemente la tua fede e ricevi la protezione di Shakyamuni, di Molti Tesori giapp. Taho e dei Budda delle dieci direzioni. Impegnati nelle due vie della pratica e dello studio. Senza pratica e studio non pu esservi Buddismo. Devi non solo perseverare tu, ma anche insegnare agli altri. Sia la pratica che lo studio sorgono dalla fede. Insegna agli altri come meglio puoi, anche una sola frase o una sola parola WND, ; cfr.

SND, 4, La Fede La base fondamentale del Buddismo di Nichiren credere profondamente che il Gohonzon l'Oggetto di culto per manifestare la Buddit.

Nel momento in cui ci sforziamo di recitare Daimoku con fede nel Gohonzon, possiamo "aprire" la nostra natura di Budda e manifestare nella nostra vita il meraviglioso potere della Legge. La fede l'unica strada per entrare nella Buddit e per manifestare la saggezza, la forza e la compassione del Budda.

Una fede pura, libera dal dubbio, consente di affrontare qualsiasi difficolt e trasformare l'impossibile in possibile. Non si tratta, come a prima vista si potrebbe pensare, di una fede cieca, di rinunciare alle proprie capacit di giudizio o reprimere sistematicamente qualsiasi dubbio sorga nella nostra mente.

Avere dubbi non significa che stiamo praticando male o non otterremo alcun beneficio e nemmeno che la nostra fede non sincera. Richard Causton spiegava che in questo brano di Gosho il Daishonin non dice di non avere dubbi ma di non nutrire dubbi.

C una bella differenza! Avere dubbi naturale, quello che non si deve fare crogiolarsi nel dubbio permettendogli di corrompere la nostra fede. Lo scopo della pratica buddista manifestare lo stesso stato vitale del Budda insito nella nostra vita; per realizzare ci necessario perseverare ogni giorno. La pratica consiste di due aspetti indissolubili: la pratica per s e la pratica per gli altri giapp.

Queste sono come le due ruote di uno stesso asse, se ne manca una la pratica non completa. La "pratica per s" consiste nel recitare quotidianamente, mattina e sera ossia fare Daimoku, la pratica fondamentale, e Gongyo, i due capitoli del Sutra del Loto, la pratica di supporto per realizzare il grande desiderio di kosen-rufu e la nostra rivoluzione umana. La "pratica per gli altri" consiste nel fare shakubuku, cio propagare il Buddismo del Daishonin per far s che anche le altre persone possano ottenere i benefici della Legge.

Nichiren Daishonin scrive: Adesso, nell'Ultimo giorno della Legge, il Daimoku che recita Nichiren diverso da quello delle epoche precedenti.

Nam-myoho-renge-kyo che comprende la pratica per s e la pratica per gli altri Le tre grandi Leggi segrete, GZ, Le varie attivit alle quali ci dedichiamo per kosen-rufu rientrano nella pratica per gli altri. Sia la recitazione di Daimoku e Gongyo, che lo shakubuku costituiscono la grande forza per trasformare la nostra vita, perch fanno emergere in noi la stessa compassione, la stessa saggezza e lo stesso coraggio di Nichiren Daishonin.

Nel Vero aspetto di tutti i fenomeni il Daishonin afferma: Devi non solo perseverare tu ma anche insegnare agli altri. Lo Studio Lo studio consiste nell'apprendere gli insegnamenti buddisti e i principi fondamentali basandosi sulla lettura dei Gosho, gli scritti del Daishonin.

In questo modo possiamo approfondire la nostra fede e praticare correttamente. Studiare il Buddismo non serve per raggiungere un determinato livello di conoscenza, ma per sviluppare la fede e metterla in pratica nella vita quotidiana con pi consapevolezza.

Significa ascoltare ci che Nichiren vuole dirci, cercando di cogliere lo spirito, il cuore che lo animava, per superare i dubbi e per non abbandonare la fede nei momenti cruciali della vita. Se non si studia, facilmente si pu cadere in una interpretazione del tutto personale delle dottrine. Come scrive il Daishonin: Se non fai domande e non risolvi i tuoi dubbi, non puoi disperdere le oscure nuvole dell'illusione Lettera a Niike, SND, 4, Nella Nuova rivoluzione umana Daisaku Ikeda scrive: Dovreste tener presente che per quanto la fede corretta permetta di ottenere grandissimi benefici, anche irta di ostacoli e difficolt.

A meno che non abbiate delle solide basi dottrinali, quando sorgeranno dei problemi comincerete a dubitare. Il significato del juzu. Fino dalle origini, il juzu ha accompagnato la pratica buddista. Ricco di significati simbolici, pu essere considerato soprattutto un valido supporto durante la recitazione al Gohonzon.

A seconda della setta, si trovano juzu di varie forme e dimensioni e diverso numero di grani; le origini di questa tradizione sono da rintracciare nel Sutra Mokugenshi, dove si narra che una volta il re Haruri chiese aiuto al Budda Shakyamuni perch il suo paese era devastato dalla carestia e dalle epidemie. Allora il Budda chiese che i suoi fedeli portassero un rosario di sfere ricavate dal legno dellalbero mokugenshi con lo scopo di aiutare gli abitanti del paese a esprimere la profonda devozione ai tre tesori il tesoro del Budda, della Legge e del Prete.

Il juzu nel Buddismo di Nichiren Daishonin contiene grani tutti uguali, numero che rappresenta i desideri terreni, pi altri quattro pi piccoli che simboleggiano le quattro guide dei Bodhisattva della Terra; in legno o in plastica, sono infilati nel cordoncino principale. Le due palline pi grosse che sono diametralmente opposte sono dette grani "genitori".

Il grano "madre", quello unito a tre nappine, significa mistico myo oppure invisibile ; il grano "padre", quello legato a due nappine significa Legge ho o anche visibile. Rappresentano i regni oggettivo kyo e soggettivo chi della vita, o, in altri termini, la realt oggettiva dell'esistenza e la saggezza necessaria per percepirla. I due cordoncini che si staccano dal grano "padre" rappresentano il Budda e la Legge, sono annodati perch la Persona e la Legge sono la stessa cosa.

Le altre tre nappine Sono detti tesori perch conducono tutte le persone all'Illuminazione. Le quattro palline di forma allungata che si trovano nelle nappine rappresentano i vasi contenenti i benefici che sgorgano dal Gohonzon tramite le nostre preghiere. Tra i quattro grani a forma di piccolo vaso e i grani "genitori" ci sono altri trenta grani che rappresentano i tremila mondi di ichinen sanzen, cio i tremila potenziali stati vitali contenuti in un singolo istante di vita.

Tutti i grani, a eccezione dei quattro a forma di vaso, sono rotondi a significare che l'insegnamento del Daishonin armonico, completo e comprende tutto. Quindi impugnare il juzu significa prendere in mano la nostra vita e decidere dal profondo del cuore di alzarsi da soli e cambiare il proprio destino. Per quanto interessante tutto questo possa essere, importante non lasciarsi distrarre dal simbolismo del juzu o forzarsi in atteggiamenti innaturali durante la recitazione di Gongyo e Daimoku.

Kosen-rufu la diffusione della Legge mistica nel mondo che crea le condizioni per una societ pacifica in cui gli esseri umani hanno la possibilit di manifestare il loro pieno potenziale. Ko significa ampio, vasto, sen dichiarare e rufu propagare. Kosen-rufu significa quindi letteralmente proclamare e diffondere ampiamente, quindi realizzare la profezia contenuta nel brano del ventitreesimo capitolo del Sutra del Loto, che afferma: Nel quinto periodo di cinquecento anni dopo la mia morte, realizzate kosen-rufu in tutto il mondo e non permettete mai che il suo flusso si esaurisca.

Il primo luogo dove si deve realizzare kosen-rufu la nostra vita piena di problemi; il secondo luogo la nostra terra. Spesso tutto questo identificato con la pace mondiale.

Ma la pace, intesa come assenza di guerre, non che uno dei suoi effetti. Il Buddismo di Nichiren Daishonin, il Buddismo della vera causa, ha uno scopo pi ambizioso: seminare la pace nel cuore di ogni persona. Solo con una rivoluzione globale nella mente di tutte le persone si potranno porre le basi per una societ pacifica e felice. Daisaku Ikeda ha scritto che la rivoluzione umana di un singolo individuo contribuir al cambiamento nel destino di una nazione e condurr infine a un cambiamento del destino di tutta lumanit.

Questo brano significa che bisogna partire da noi stessi, sforzandoci nella realt di tutti i giorni per superare i nostri limiti e manifestare ci che realmente siamo: dei Budda. Per cambiare il mondo, bisogna innanzitutto trasformare s stessi, la propria visione della vita e della morte, la percezione del proprio io in rapporto agli altri.

La rivoluzione umana, unespressione moderna sinonimo di Illuminazione, e kosen-rufu, sono entrambi manifestazioni del risveglio della natura di Budda: la prima a livello individuale, laltra a livello dellambiente e della societ.

Si legge nel Gosho I tre ostacoli e i quattro demoni: Si verifica sempre qualcosa fuori dal comune allalzarsi e allabbassarsi delle maree, al comparire e scomparire della luna In quel momento i tre ostacoli e i quattro demoni invariabilmente appariranno: il saggio si rallegrer, mentre lo stupido indietregger. Nel Sutra del Nirvana scritto che loscurit innata della vita si manifesta attraverso lapparizione dei tre ostacoli e dei quattro demoni, o sansho shima. Gli ostacoli sono le manifestazioni del karma negativo, mentre i demoni rappresentano le forze distruttive che ostacolano il praticante sulla via dellIlluminazione.

Essi sono:. Gli ostacoli derivanti dal karma negativo. Gli ostacoli dovuti alle retribuzioni karmiche delle azioni commesse nei tre cattivi sentieri Inferno, Avidit e Animalit. Il demone che deriva dalle cinque componenti mentali e fisiche, o Il demone dei desideri terreni, che ci conduce a compiere azioni cattive ed errori. Il demone della morte, che indica la paura della morte.

Il demone imperatore, o demone del sesto cielo. E il pi pericoloso. Si manifesta come una persecuzione da parte delle autorit, dello stato o di unautorit religiosa, o anche da parte di un familiare genitore, consorte, figlio. E scritto nel Gosho: Sebbene una persona abbia professato la fede nel Sutra del Loto molte volte sin dallinfinito passato, la mancanza di coraggio che gli impedisce di raggiungere la Buddit.

Il coraggio si manifesta nel trasformare la difficolt in unesperienza che rafforzi ulteriormente la nostra fede. Secondo Tien-tai, il Sutra del Loto linsegnamento supremo perch contiene il principio di ichinen sanzen tremila condizioni in un solo istante di vita che rivela il mistico rapporto tra Legge e fenomeni.

Letteralmente, ichinen sanzen significa tremila condizioni nellunica mente. Ichinen una sola mente lespressione filosofica della natura immutabile della Legge delluniverso. Sanzen, invece, indica la pluralit di fattori che rappresenta il mondo fenomenico. Nel Maka shikan, Tien-tai incluse i dieci Mondi nella teoria di ichinen sanzen, la quale spiega tutti i fenomeni della vita utilizzando i seguenti principi: 1.

Si parla quindi di tremila mondi sanzen in quanto, moltiplicando i numeri relativi ai suddetti principi 10x10x10x3 si ottiene il numero tremila relativo alle differenti condizioni dellesistenza.

I dieci Mondi rappresentano dieci condizioni o stati vitali che lessere umano sperimenta come sensazioni soggettive dellio.

Tutti i dieci Mondi sono contenuti in forma latente nella vita di ogni individuo, anche se si manifesta un solo Mondo alla volta. Possiamo raggruppare questi mondi in diversi modi. La classificazione pi comune distingue i sei Mondi pi bassi in cui siamo, per cos dire, schiavi del karma, dai quattro nobili sentieri superiori,che costituiscono invece quattro vie di liberazione. E importante tenere presente che molti sutra Mahayana criticano i Mondi dei Due Veicoli pi ferocemente dei tre cattivi sentieri in quanto labisso di questi due Mondi colmo di arroganza ed egocentrismo.

Questo nasce dalle maggiori possibilit di potere che le persone appartenenti a questi due Mondi possono esercitare sugli altri. Nonostante queste qualit permettano di agire meglio verso il bene, molte volte sono utilizzate in direzione opposta. Linferno la disperazione della morte. Linferno dentro di noi. In questa condizione vitale nulla. Gli uomini affidano allistinto la loro sopravvivenza. Impulso irrefrenabile di sovrastare tutti gli altri, non solo con violenza fisica e verbale.

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Caratteristiche COLLERA principali sono: orgoglio, superbia, arroganza, prepotenza, aggressivit, odio; secondariamente vi sono: vanit ed esibizionismo. Caratteristiche: tranquillit, calma, buon senso, autocontrollo, senso morale, accordo con.

Questa condizione pu essere sia il trampolino di lancio verso la Buddit, sia una tregua effimera. E lo stato di benessere, soddisfazione, gioia. Questa condizione, la pi desiderata dagli uomini, pu rivelarsi la pi pericolosa per il conseguimento dellilluminazione.

La libert solo apparente: se la fonte di gioia si inaridisce, questo Mondo si dissolve e si precipita allInferno. Chi si addentra nello Studio, seguito da un. Per, la consapevolezza pu divenire prevaricazione e prepotenza; le proprie doti possono essere indirizzate verso il male.

Anche qui, le proprie doti possono essere indirizzate verso il male ad es. La virt tipica di questo Mondo la compassione. E lo stato vitale che si serve dei nove Mondi per BUDDITA costruire unidentit salda, una forza vitale senza limiti,una libert assoluta e una felicit indistruttibile. Nessun Mondo una conquista definitiva. Il passaggio da un Mondo allaltro non neppure graduale perch qualsiasi Mondo contiene se stesso e gli altri nove, per cui impossibile stabilire con sicurezza che allistante successivo la vita sar condizionata dallo stesso Mondo, da uno inferiore o da uno superiore.

In ognuno esiste comunque una tendenza vitale prodotta dal karma che fa emergere uno dei Mondi pi frequentemente di altri e che determina i tratti della personalit. Teoricamente, tutte le dieci vie sono accessibili e si intersecano in ogni istante di vita.

Noi per possiamo viverne solo una alla volta; le altre restano latenti in attesa di essere percorse. Ciascuna di queste cento possibilit funziona secondo i dieci fattori, portando cos a mille le combinazioni secondo cui si manifesta la Legge delluniverso. Ovviamente, ciascun Mondo li fa funzionare in modo diverso, ma tutti i Dieci fattori entrano in gioco in ognuno dei dieci Mondi, anzi, in ognuna delle cento combinazioni sorte dal mutuo possesso dei Mondi.

I dieci fattori possono essere suddivisi in due gruppi: i primi tre si occupano dellessere, gli altri del divenire. I primi tre esamineranno quindi la realt dal punto di vista statico, descrivono la natura ontologica, dicendoci com fatta; gli altri la esamineranno dal punto di vista dinamico, ci dicono come la realt cambia, qual il meccanismo che genera il flusso degli eventi. E ci che visibile e pu essere percepito dai sensi o con lausilio di strumenti scientifici: materia, forma, colore, suono, odore, ecc.

Nelluomo indica il suo corpo ed il suo comportamento visibile. E intrinseca, cio impercettibile dallesterno. Tien-tai la definisce immutabile tendenza interna; Nichiren Daishonin scrive: la natura interiore la mente. Possiamo definirla personalit o identit. E la combinazione tra il corpo e la mente, la vera essenza di tutte le cose, la nostra stessa vita. E la capacit di agire in ognuno dei dieci Mondi.

E lenergia potenziale, che varia a seconda dello stato vitale. Quando il potere si concretizza, si trasforma in azione. Lazione luso della parola, del pensiero o del corpo per creare il bene o il male. E grazie allazione che si crea la causa karmica. Ogni azione mentale, verbale o fisica deposita un seme karmico nellottava coscienza, ove vi rester per un tempo pi o meno variabile, secondo la natura.

Toccher alla causa esterna, o relazione, portare questo seme alla maturazione e produrre leffetto. E il rapporto tra karma e occasione esterna.

La relazione. Scrive Nichikan Shonin: Il fatto che la nostra mente produca felicit o disgrazia dipende dallaverle prodotte in passato. In questo senso, ci che la mente ha prodotto la causa interna, ci che produrr leffetto latente.

La causa interna la tendenza accumulata dentro di noi per le azioni compiute, mentre leffetto latente la direzione che prender la nostra vita; la prima la faccia del karma che guarda al passato, la seconda quella che guarda al futuro. La retribuzione ci che la causa ha meritato. Downloader caos rimanente del caos di caos. Sony spettralayers pro portatile pa. Codice errore canon ip driver. Requisiti di licenza investigatore privato indiana. Hprof android cancella tutti i contatti.

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