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    Contents
  1. Hospitals in Alabama - United States - Hospitals in the United States
  2. Mya Fracassini – Curriculum Vitae | Homme Armé
  3. Comici Cabarettisti
  4. Il.Messaggero.Ed.Naz.07.09.11

MP3 MYA FRACASSINI SCARICA - Web policy Redazione centrale. La clemenza di Tito, Act I Scene 5: Share your thoughts with other customers. Brani MP3. MP3 MYA FRACASSINI SCARICA - Grazie, o numi crudeli! Del più sublime soglio Tito. Amazon Music Stream millions of songs. Amazon Inspire Digital. SCARICA MP3 MYA FRACASSINI - Amazon Music Streaming di milioni di canzoni. Go Unlimited Start your day free trial. Che per pietà m'addita Vitellia, Sesto. SCARICARE MP3 MYA FRACASSINI - Se mai senti spirati sul volto Sesto. O felici occhi miei. Ha cantato sotto la guida di direttori tra cui S. Basta, basta, o Quiriti.

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BWV Furchte dich nicht doppio coro in la magg. BWV Jesu meine Freude coro a cinque voci in mi min. BWV Komm, Jesu, komm doppio coro in sol min. Tuttavia c è un aspetto ignorato da questo tipo di analisi e che riveste un ruolo primordiale nella musica vocale di Bach: la retorica musicale; questo elemento è in grado da solo di trasfigurare completamente le parole da una semplice lettura del testo.

Tre sono i principali musicologi che hanno iniziato a dimostrare questa tesi: Philipp Spitta Passionmusiken von J. Bach und H. Bach ; successivamente molti loro discepoli hanno continuato su questo tracciato.

Molto interessante è il fatto che questo Mottetto sia strutturato principalmente sulla figura retorica della Decoratio, che in musica significa l applicazione di un idea musicale ad ogni sistema di pensiero: Der Geist - lo Spirito hilft - aiuta linee di sedicesimi appoggiatura dei soprani 6 Schwachheit - debolezza asimmetria ritmica, trillo auf - via i bassi raggiungono l apice superiore della curva melodica denn - poiché Suspiratio. Bach ne predispose, dopo la morte del padre, una strumentazione per una esecuzione da lui curata due gruppi di archi in raddoppio a ognuno dei cori.

Il primo viene trattato musicalmente con la tecnica del doppio coro responsoriale, mentre il secondo dà vita a una Choralbearbeitung elaborazione sul corale in forma di fuga a tre voci sulle strofe 11 e 12 del Corale di Paul Gerhardt Warum sollt ich mich dem grämen L aspetto più notevole è il riferimento quasi oppressivo ai numeri 3 e 7 per mezzo della figura retorica della Circulatio: il tema incessantemente cromatico di questa fuga sulle parole ich habe dich erlöset - io ti ho redento sottinteso: con il mio sangue - si ripercuote per 33 volte ed è a sua volta ricavato da un motivo della parte centrale della melodia del Corale di Gerhardt, mentre ognuna delle strofe del suddetto Corale viene sviluppata da Bach in 37 battute.

Ogni strofa del testo del Corale poi, risulta strutturata a sua volta in 7 segmenti. Se si osserva poi l incidenza delle entrate tematiche della fuga in rapporto a quelle del Corale che non cadono in concomitanza con esse, si ottengono per ogni strofa 3 segmenti di 7 entrate vedi grafico 1.

Inoltre le entrate tematiche della Fuga in ogni strofa si possono raggruppare in 3 sezioni quasi speculari simmetricamente fra loro vedi grafico 2. Infine, in ogni strofa, la somma delle entrate della fuga con quelle del Corale risulta di Tale numero infatti é usato da Bach anche nel basso continuo del Incarnatus est della Messa in si min.

Jesu meine Freude Gesù, mia gioia Scritto per la cerimonia commemorativa tenuta il 18 luglio in memoria Johanna Maria Rappold, figlia del rettore della Nikolaikirche e vedova del consigliere comunale e commerciante Johann Jakob Kees, morta il 29 giugno e sepolta il 2 luglio dello stesso anno, questo mottetto si basa su una melodia del Corale di Johannes Grüger su testo di Johann Franck ; le 6 strofe di questo testo si dipanano intercalate da 5 versetti del cap.

Ne risulta, dunque, un complesso di 11 momenti disposti secondo un preciso ordine architettonico e condotti di volta in volta con un diverso numero di voci da 3 a 5 secondo la tecnica della variatio per choros: Komm, Jesu, komm!

Vieni, Gesù, vieni! Non se ne conosce la destinazione precisa, ma fu anche questa opera funebre. E un vero mottetto in senso rinascimentale in quanto ogni segmento del testo produce un incipit musicale. E articolato in quattro sezioni di cui la terza si apre alla contemplazione e risulta assai più lunga delle altre. L autenticità del brano è stata messa in dubbio a più 9 riprese e oggetto di numerose discussioni.

L altra differenza fondamentale con gli altri Mottetti è che certamente non ebbe destinazione funebre. Singet dem Herrn ein neues Lied Cantate al Signore un canto nuovo La data di composizione di quest opera è generalmente assegnata agli anni e vi è applicata la forma del concerto strumentale veloce - lento - veloce.

BWV e appunto Singet dem Herrn; fra l altro, la fuga Pleni sunt coeli del suddetto Sanctus ha un affinità strettissima con quella conclusiva di Singet Alles was Odem hat, lobe dem Herrn.

Il carattere brillante della prima e dell ultima parte, secondo il Terry è dovuta al fatto che Mentzel, uomo di primo piano nella vita pubblica civile e religiosa di Lipsia, fosse un vero benefattore e un uomo particolarmente devoto, morto per di più alla veneranda età per l epoca di 72 anni: quindi la scelta del testo e della musica per la sua commemorazione non poteva che essere, appunto, particolarmente aperta alla speranza.

Hospitals in Alabama - United States - Hospitals in the United States

Martin Luther Lo Spirito viene in aiuto alla nostra deb olezza 10 I - Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, poiché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare nelle nostre preghiere; ma lo Spirito stesso intercede per noi al meglio, con singhiozzi inesprimibili.

Martin Lutero Fürchte dich nicht I - Fürchte dich nicht, ich bin bei dir; weiche nicht, denn ich bin dein Gott! Ich stärke dich, ich helfe dir auch, ich erhalte dich durch die rechte Hand meiner Gerechtigkeit.

Fürchte dicht nicht, du bist mein! Paul Gerhardt Non temere I - Non temere, perchè io sono con te; non piegarti, perché io sono il tuo Dio! Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto; e ti sostengo con la mano destra della mia giustizia.

Isaia 41,10 II - Non temere perchè io ti ho redento, ti ho chiamato per nome, tu sei mio! VI - Ihr aber seid nicht fleischlich, sondern geistlich, so anders Gottes Geist in euch wohnet.

Andante: Wer aber Christi Geist nicht hat, der ist nicht sein. Gute Nacht, du Stolz und Pracht! X - So nun der Geist des, der Jesum von den Toten auferwecket hat, in euch wohnet, so wird auch derselbige, der Christum von den Toten auferwecket hat, eure sterbliche Leiber lebendig machen um des willen, dass sein Geist in euch wohnet. II - Non c è dunque nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito. IV - Perché la legge dello Spirito, che rende vivi in Cristo Gesù, mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.

Johann Franck Komm, Jesu, komm! Paul Tymisch Vieni, Gesù, vieni! Denn seine Gnade und Wahrheit waltet uber uns in Ewigkeit.

Mya Fracassini – Curriculum Vitae | Homme Armé

Facciamo quindi delle premesse telegrafiche di metodo: 1 i risultati andrebbero comparati in forma omogenea 2 la partecipazione elettorale modifica radicalmente i valori 3 le elezioni europee sono quelle in cui meno vale un criterio di voto utile e di importanza, in pratica sono vissute come un grande sondaggio 4 la diversit tra i sistemi elettorali tra i vari livelli e tra i periodi rende difficilmente leggibile e comparabile i risultati e di merito: il vento di destra generalizzato in europa lastensionismo rende alcuni risultati del tutto virtuali come in Italia in nessun paese del parlamento europeo importa qualchecosa 1 2 3 4 in tutte le valutazioni relative al pd occorre considerare la defezione radicale, che in particolare nelle citt pesa significativamente Ci premesso vediamo, grossomodo cos successo 1 Come al solito i sondaggi hanno cannato il risultato pi importante, cio a dire quanto prendeva Berlusconi.

Nessun sondaggio vedi tabella dava il pdl a quella percentuale nazionale. Per meglio dire i sondaggi registrano bene alcuni dati, e male altri, quelli probabilmente influenzati dagli ultimi giorni di campagna elettorale.

Non un errore dei sondaggisti, che sempre dicono che fotografano la tendenza del momento, un errore della politica non considerare che la campagna elettorale, o per meglio dire il trascorrere del tempo modifica il comportamento dellelettorato. Diventa quindi abbastanza ridicolo oggi ragionare sulle attese e le previsioni. Il sogno veltroniano dellautosufficienza definitivamente tramontato.

Il sogno potrebbe diventare incubo se passasse il referendum. Se non si inverte il quadro del nord ovest e della Lombardia in particolare non si va lontano.

La vecchia coalizione prodiana prende alle europee circa 13 milioni di voti, la coalizione Berlusconiana pdl, Lega, Lombardo, pensionati etc ne prende circa 14,5 milioni; nel nord ovest rispettivamente sono 4,6 per il centro destra, 2,6 per il centro sinistra.

La differenza fondamentalmente tutta qui. Si conferma cio che la questione centrale per il pd la questione del nord. Uno spostamento a destra c, ma non un maremoto In valori assoluti Ferrante perse in citta per per circa voti, Sarfatti per Oggi il divario di circa voti, non un abisso.

Quello che cambia il peso interno. Se cio lautosufficienza veltroniana inesistente a livello nazionale, localmente puro suicidio. Paradossalmente la coalizione prodiana prende pi voti con la frammentazione delle europee, che con la frammentazione delle politiche.

Comici Cabarettisti

Il centro destra appare quindi in citt pi solido, meno frammentato e capace di attrarre voti nuovi, almeno a base europee. In conclusione, sommariamente possiamo dire che il pd torna al punto di partenza politico: quali alleanze e che strategia, pi debole di un anno fa ma con un potenziale che resta abbastanza intatto. Milano contendibile, la Lombardia necessita di un miracolo. Serve un congresso? Sicuramente, ma sopratutto serve chiarezza. Lelettorato boccia lautosufficienza, ma i sistemi elettorali dei diversi livelli sono troppo diversi per trarre indicazioni senza un analisi pi approfondita.

Corritore, che impressione le ha lasciato questa campagna elettorale? A nessuno sar sfuggito come le elezioni europee si siano svolte rispetto, per certi versi, in sordina: agenda politica determinata dai media, minori messaggi dei partiti al grande pubblico, minore diffusione di volantini o posta elettorale, solo pochi cartelli 6X3 quelli che hanno spopolato nelle scorse elezioni europee.

Anche i famosi gazebo, una volta punto di riferimento nelle campagne elettorali, sono stati gestiti spesso con una minore affluenza di pubblico. Insomma, sulle elezioni europee, una campagna pi contenuta e ridotta, con uno sforzo immane dei candidati che dovevano raggiungere gli elettori in dimensioni territoriali e circorscrizionali enormi.

Un po diverso invece il clima nei luoghi in cui si votavano le amministrative comunali, per leffetto traino esercitato competizioni locali.

Attraverso le loro successive e inevitabili dimissioni, sono gi pronti a cedere il proprio posto a candidati minori, spesso sconosciuti al grande pubblico, che conquistano immeritatamente un seggio al parlamento europeo. Questi grandi nomi della politica nazionale non hanno quindi la necessit di condurre una personale campagna politica, lasciando ad altri questo non facile compito, mentre i recenti scandali nella vita personale del nostro presidente del consiglio non lasceranno traccia evidente sulla scelta di voto da parte degli elettori.

La partecipazione e gli interessi nei confronti delle elezioni europee sembrano particolarmente scarso. Quali sono, secondo le ragioni? C un minor interesse nei confronti delle elezioni europee dei cittadini che considerano il parlamento di Strasburgo troppo distante dai loro interessi: infatti pi contenuta laffluenza alle urne, fenomeno riscontrabile anche in quasi tutti i Paesi europei.

Credo che ci sia dovuto molto al fatto che il voto europeo tipicamente un voto identitario e di apparte- Quali, invece le sembra siano le costanti di questa campagna elettorale rispetto a quelle che lhanno preceduta? Ci troviamo di fronte come sempre alla grande frattura: da un lato il centro sinistra, animato fa grandi sforzi dei suo candidati e militanti, ma a corto di disponibilit economiche e finanziarie da mettere a disposizione per una campagna elettorale in grado di raggiungere il grande pubblico, dallaltro una forza di governo che dispone di mezzi, e non solo di comunicazione, in grado di agire in modo capillare.

Anche la stampa, di fronte a questa strategia, sembra talvolta assistere impotente a un attacco cos fulmineo e prepotente che si muove attraverso azioni camaleontiche, ossia capace di fornire assicurazioni, piuttosto che informazioni agli strati sociali pi diversi degli elettori in funzione dal pubblico che lo ascolta. Non sembra appaiono nuovi nomi nel panorama del Parlamento Europeo, dove sono finiti i giovani e le donne?

E inoltre, le recenti disavventure del presidente del consiglio avranno delle ripercussioni sul voto degli italiani? Siamo insomma il paese dei duelli, e se invece si chiede di riconoscersi in questa i quella parte politica, si fa pi fatica a trovare una motivazione forte nella collocazione politica.

Per questo credo si voti meno alle europee. Questo disinteresse, dovuto alla lontananza del potere si comprende per le elezioni europee. Converr che i problemi della provincia, anche se non incidono direttamente sulla vita dei cittadini, sono molto pi vicini e localistici. Certo - pone laccento Corritore sul tema delle elezioni provinciali che chiama alle urne diversi milioni ditaliani, sta avvenendo esattamente lopposto.

Il fenomeno meno evidente nei grandi centri urbani. Nelle province chiamate al voto, il riferimento immediato al territorio geograficamente pi limitato e a problemi concreti e immediatamente tangibili, linteresse alla vita politica, ai programmi dei candidati seguito con un mag- giore interesse: distribuzione di volantini, comizi elettorali e scambio didee e informazioni sono alla base del successo o meno dei differenti candidati.

Cos, mentre le elezioni europee si sono svolte in un clima pi stanco, la politica locale, quella soprattutto a livello provinciale sta subendo un ruolo significativo nelle scelte politiche di tipo e di portata locale. Spesso, tra una telefonata e limpegno al computer, mi capita di dare unocchiata dalla mia postazione privilegiata e, lasciando libero locchio di aggirarsi senza scopo, capita di vedere tante cose, le tante, belle e brutte cose che si avvolgono come un filo di lana, attorno al gomitolo della Stazione e quasi come James Stewart ne La Finestra sul Cortile di Alfred Hitchock osservo involontariamente quanto avviene attorno nel cortile della Centrale.

Un susseguirsi senza sosta di uomini, donne, bambini, ragazze, furgoni, bus, auto, tram, comitive, coppie, biondi, scuri, neri, tutto si trattiene per pochi istanti nella mia rtina per poi scomparire ed essere subito sostituita da uomini, donne, bambini. Solo la Stazione Centrale, la monumentale stazione di Milano, resta immota ed apparentemente immutabile.

In realt cos non , lo sappiamo, ed io vorrei, nel lasciare la mia felice condizione di osservatore privilegiato, condividere due spigolature, due esili tranche de vie della mia convivenza con la nostra bella e brutta stazione. Dalla mia finestra possibile vedere con agio la parte superiore del corpo centrale della Stazione. L, suppongo con grande fatica e uso di risorse, stata sostituita la copertura di rame e proprio l una mattina di qualche mese fa ho potuto constatare che la Stazione stinge.

Dal tetto in rame, scivolano verso il basso, umori verdastri che hanno ormai velato visibilmente la parte sud-est della facciata del corpo superiore della Stazione, e non devo essere stato il solo ad accorgermene. Qualche giorno dopo alcune figure, senza protezione, senza legamenti e imbracature, sono comparse sul tetto e, sulla superficie pericolosamente inclinata a oltre 30 metri daltezza, sono andate a verificare. Poi nulla, e nulla cambiato.

Limmagine mi parsa lesemplificazione lacerante del contrasto insostenibile tra la dovizia dei mezzi comunque messi a disposizione delle FF.

Il.Messaggero.Ed.Naz.07.09.11

Ma ancor peggio di s hanno dato prova nella gestione di un aspetto apparentemente secondario della vita della Stazione. Sul lato di Piazza Luigi di Savoia, da oltre due anni laccesso laterale della stazione verso i BUS di collegamento con Malpensa e altre destinazioni stato reso molto difficoltoso: unarea cantiere a forma di rettangolo 30 metri per 10 costringe gli sfortunati viaggiatori a circumnavigare la zona, se davvero vogliono usare dei trasporti che li attendono nelle due direzioni.

Sfortunati in condizioni diciamo normali, ma appena piove o batte il solleone, la transumanza dei poveri viaggiatori diviene uno spettacolo amaro e indecoroso. In uno slalom tra segnaletica, grate, spazi ristretti, sporco, chioschi malandati, asfalto bollente, vecchie biciclette abbandonate e lucchettate, pozzanghere, foglie fracide, umori umani, non conosciuti e sconosciuti, i nostri eroi, milanesi autoctoni o forestieri, trascinano bagagli, borsoni, roller, tracolle e quantaltro, senza uno straccio di segnaletica, ma semplicemente seguendo ciascuno il sedere dellaltro, nella speranza che non abbia sbagliato strada.

Gli sguardi cercano inutilmente unindicazione, un aiuto, una conferma, e si gira dantescamente attorno al grande rettangolo, la sua parte sporco e polveroso, incrociando talvolta ceffi poco rassicuranti, o semplicemente malmessi di salute e di tasso alcolico.

Non si parla poi, per carit di patria, della condizione in cui si vengono a trovare anziani malfermi, donne in gravidanza e persone con disabilit ed quanto pi indigna e ferisce. Cos mentre decine di milioni di Euro vengono spese in faraonici studi, pompose campagne pubblicitarie, inutili convegni sullinnovazione e lintermodalit, i fanfaroni manager non spendono poche migliaia di euro per assicurare ai propri clienti, in realt i loro stupidi finanziatori, una chiara indicazio- ne, un percorso agevole, una copertura dalle intemperie, un insomma confortevole breve tragitto tra il pezzo del viaggio gi trascorso e quello ancora da fare.

Lo spettacolo che tutti i giorni vedo dalla mia finestra sempre aperto, gratuito e spesso animato: venghino, signori, venghino, e non si deluderanno. Per quanto mi riguarda, fra poco chiudo la mia finestra. A questa falsa notizia della giunta milanese purtroppo si risponde con mezze frasi quasi a non voler sfatare questa che appare una bella cosa.

Quello di moltiplicare le aree a verde un vezzo antico delle amministrazioni milanesi che una volta perimetrata unarea come quella dellExpo spiegano che questa per met sar costruita e per met sar destinata a verde. Nessuno rileva invece che quella stessa area gi per intero non edificabile e che viceversa si procede a consumare nuovo suolo sottraendo aree vergini alla citt.

Sarebbe sufficiente dire la verit. Infatti nessuno contesta che per unopportunit come lExpo si possano perdere aree non edificate ma non si dica che si otterr nuovo verde perch questo non affatto aggiuntivo ma gi conteggiato nei piani urbanistici vigenti a tale scopo.

Purtroppo invalso luso ed diventato un diritto acquisito quello di accettare la monetizzazione degli standard pur essendo una facolt dei comuni e non un obbligo. Dalle aree dellExpo a quelle di Cascina Merlata, da tutte quelle aree gi destinate nel Piano Regolatore vigente a Servizi comunali o privati, a verde agricolo o verde comunale, per le quali si procede o si proceduto con Varianti edificatorie, quello che si ricava non un verde aggiuntivo ma una perdita di aree a standard che vanno a squilibrare lo strumento urbanistico che a suo tempo prevedeva il pareggio tra abitanti e la loro dotazione di aree a standard.

E sufficiente porsi una semplice domanda: costruendo sulle aree che sono state individuate per lExpo il consumo di suolo aumenta o diminuisce? La risposta banale, ribadito che per unoccasione del genere vale la pena compiere un sacrificio a patto che si dica la verit e non si barattino i numeri promettendo per nuovo verde quello che gi esiste.

Le obiezioni ricorrenti sono due. La prima si fonda sul fatto che vero che si porta a casa solo met dellarea prima destinata a verde ma senza spendere risorse per lesproprio e in pi attrezzata. Grazie per le panchine ma il bilancio non in pareggio fra quanto ne beneficia loperatore e ci che ne riceve la collettivit che nellaccordo negoziato, con il comune che acconsente, sempre lalibi e non loggetto dellintervento altrimenti il proprietario non lo proporrebbe.

La seconda che lattuale Piano regolatore generale tarato, per quanto riguarda gli standard, su una popolazione di 2.

Questo scostamento non pu indurre nessuno ad affermare che allora Milano sovra dotata di aree a servizi e a verde. N che nonostante ci si possa pensare che il giochino di costruire su aree non edificabili cedendo standard non costituisca ulteriore consumo di suolo. Con questo metodo inteso a ritenere le Varianti autosufficienti in s in termini di assolvimento degli standard si capisce perch la citt andata in deficit di verde e servizi sconvolgendo i dati in equilibrio, sulla carta, del vecchio P.

Se Milano negli anni 70 aveva stabilito che il Piano Regolatore dovesse prevedere la met del suo territorio ml di mq a verde e servizi 91 ml di mq pari a 2. Ma il conto ragionieristico non appassionante seppure un raffronto per misurare lo standard ci deve pur essere considerato che la stessa legge regionale oggi vigente afferma che esso non pu essere meno di 18 mq per abitante, pi un tot per altre considerazioni come sulla mobilit delle presenze.

Certamente una citt come Milano non potr indicare nel suo prossimo Piano di Governo del Territorio, P. Le aree a servizi e a verde nel nuovo P. Non c dubbio che meglio qualcosa in meno dei sogni cartacei previsti rispetto alla disponibilit di servizi reali e qualitativi.

Va sottolineato peraltro che non fa onore a una citt come Milano il non essere stata politicamente in grado di redigere questo strumento nei tempi di legge e di essere in regime di proroga, essendo il comune di Milano quello con le aree critiche pi popolose e il pi dotato che idonei uffici tecnici n di essere stato come capoluogo di regione un esempio trascinante.

Ci detto, innanzitutto non si pu tornare indietro rispetto alla situazione esistente in termini di quantit di aree a servizi e a verde gi ora insufficienti e ne deve essere previsto un aumento significativo posto che oltre due terzi del suolo milanese edificato. Poi deve essere data unindicazione percentuale, seppur flessibile, cosa che oggi la legge purtroppo non prevede, intesa a programmare nel Piano dei servizi, fatto quanto contiene, quant la quota delle aree destinate a non essere edificate e che quindi devono rimanere a verde e quant quella delle aree dedicate ai servizi alla persona, in edifici pubblici o privati che siano.

Occorre inoltre stabilire dei principi precisi per quanto riguarda la concessione della possibilit di monetizzare gli standard limitando questa facolt nei soli casi in cui larea o lintervento non lo consenta. E necessario un continuo monitoraggio del consumo di suolo affinch tra una variante e laltra si rimanga in equilibrio tra esigenze della popolazione e sviluppo della citt. Per fare ci necessario non considerare le varianti autosufficienti in s ma pesarle nel bilancio complessivo dellinsieme del territorio comunale.

Infine vi sia un maggior coordinamento metropolitano per distribuire meglio benefici e svantaggi dei pesi insediativi. Se non vi sar chiarezza su questi punti saremo di nuovo sommersi dagli annunci di nuovo verde in una citt che viceversa ne avr sempre meno.

Riforme essenziali per il bene del Paese, per le quali la Commissione Diocesana Milanese di Giustizia e Pace gi nel lontano , con notevole lungimiranza, proponeva i seguenti suggerimenti: superare un atteggiamento emotivo e rabbioso che confonde il federalismo con una rivendicazione gretta e localista, che nulla ha a che fare con i principi di sussidiariet, indipendenza e solidariet; sviluppare una politica economica-sociale che vede nel regionalfederalismo un importante mezzo di partecipazione e di efficienza; realizzare con queste riforme una pi completa forma di democrazia partecipata.

Infatti il concetto base e lobiettivo finale del federalismo fiscale non ha al primo posto, come sembrerebbe dal dibattito politico corrente, lesigenza di mantenere sul territorio il maggior volume possibile delle imposte, ma il bisogno di attribuire maggior efficienza alla produzione di servizi pubblici locali, realizzando solo quelli per i quali la maggioranza dei cittadini disposta a pagare le tasse.

Pertanto nellattuale situazione economica-sociale dellItalia non solo importante ridurre le tasse, ma altrettanto essenziale offrire a livello comunale, provinciale e regionale servizi pubblici sempre pi efficienti ed economicamente favorevoli, specialmente per le famiglie e i cittadini con minor potere dacquisto dei propri salari e redditi.

Una considerazione questa che indicata anche da Bonanni, Segretario Generale della CISL, che lo scorso anno affer- mava La politica dei redditi si fa a partire dai territori con una concertazione sui contenuti della spesa locale, sulle tariffe, sui prezzi e sulla pressione fiscale in stretto collegamento alla promozione generalizzata del secondo livello contrattuale aziendale e territoriale.

A mio avviso sar proprio la realizzazione del federalismo regionale, che lasciando autonomia fiscale agli Enti locali, dar a Comuni, Province e Regioni la possibilit di sanare a livello locale tante disuguaglianze e i relativi problemi sociali. Inoltre Milano stessa vive al proprio interno fortissime contraddizioni e contrasti socio-economici, che sono stati scientificamente comprovati da uno studio realizzato nel dallUfficio Statistico del Comune di Milano, in collaborazione con la Camera di Commercio e lAgenzia delle Entrate.

Riporto qui a grandi linee laggiornamento al della suddetta ricerca quindi al netto degli effetti dellattuale crisi finanziaria internazionale svolto sempre dalla Camera di Commercio milanese e pubblicato su Conquiste del Lavoro da F.

Gagliardi: - alcune differenze che segnano Milano sono date dalla capacit di spesa me- dia tra centro e periferia 4. Dati questi che mettono in risalto lesigenza di ricercare a livello innanzitutto comunale un nuovo modello di prelievo fiscale legato al costo della vita, alla capacit dacquisto del reddito, ma soprattutto al tenore di vita, al livello di vita di ogni cittadino.

Unico, dai beni immobili e mobili, dallubicazione delle abitazioni i cui valori variano da quartiere a quartiere, dalla composizione della famiglia, dai beni di consumo posseduti auto, barche, ecc. Penso che solo seguendo questi obiettivi si potr passare dal cittadino-cliente dei servizi comunali al cittadino che conosce-decidecontrolla partecipando attivamente alla vita della sua citt e del Paese.

Abbiamo gi scritto sulle pagine di questo magazine di quanto sia inutile opporsi a un progetto che i milanesi non conoscono, soprattutto per gli effetti deleteri che la manifestazione avr sul territorio. Non solo non sanno i cittadini perch non sono stati adeguatamene informati ma nemmeno quel manipolo di attenti professionisti che al progetto Expo, per quanto che dato loro sapere, si oppongono con il potere e le energie che hanno a disposizione.

Bisognerebbe sapere di pi sulla natura, gli scopi e gli obiettivi di questo fantomatico BIE, la cui sede a Parigi e sul cui sito internet non compaiono n lo statuto n le finalit, n naturalmente i membri che la compongono e dirigono. Insomma, chi sono questi commissari che interloquiscono col nostro sindaco? Sembrerebbe pensarlo e saperlo. Allora, niente Expo diffusa - una scelta imposta del luogo della manifestazione - e rispetto, per quanto possibile, delle promesse fatte dallItalia nellormai celeberrimo dossier di presentazione.

Appare evidente, come ho gi sottolineato, che i rapporti tra Italia e BIE sono regolati da una sorta di contratto o dichiarazione dintenti legalmente vincolante, che prevede da parte del nostro paese obblighi, tempi e modi. Durante lincontro con il nostro sindaco, che stato cortesemente invitato a presentarsi a Parigi, il BIE ha preteso giustamente una descrizione dellandamento dei lavori. Immagino che il sindaco Moratti avr stancamente ripetuto che siamo riusciti addirittura a siglare degli accordi ne ignoriamo i dettagli - nientepopodimeno che con la Mongolia, assestando poi nella campagna elettorale - un colpo vigliacco a Penati, reo di aver nella pratica ostacolato levento.

Bel colpo. Ignoro come la Mongolia, senza voler togliere niente allonorato paese, possa dar vero lustro al tema dellExpo, anche considerando - e questo non deve passare inosservato - che gli Stati Uniti, forse il pi importante paese nel campo della ricerca scientifica internazionale - sar assente: il gigante americano si sottratto prudentemente da paese membro del Bureau Internazionale.


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