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COPIONI TEATRALI BRILLANTI DA SCARICA

Posted on Author Dizragore Posted in Libri


    scarica gratis i copioni di Stefania De Ruvo per commedie brillanti e drammi teatrali, premiati in vari concorsi, divertenti, perfetti per la messa in scena. Testi e copioni comici commedie teatrali prosa e musicali. Scarica e leggi i copioni brillanti e i testi comici delle commedie teatrali (Finestra 2 da sinistra). Scopri come scaricare Commedie Comiche, divertenti e brillanti!. I copioni teatrali che trovi nel nostro sito sono di proprietà degli autori, sono stati reperiti online o ci sono stati inviati da utenti che come te hanno usufruito del.

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    Benvenuti sulla mia pagina facebook. Qui troverete notizie sui miei copioni per commedie teatrali. Divertenti da leggere ma che aspettano sono attori e registi per vivere sul palco! Sul sito web tutti i copioni da scaricare gratis. Non perdetevela! E se proprio non potete Grazie per la bellissima locandina e l'emozione di sap

    Vi voglio bene!! Quasi pronti a "Pronti a tutto! Ingresso gratuito. Il testo sul mio sito. Ha debuttato!!!

    Noleggio Costumi

    La commedia brillante "In tre sotto il letto" è andata in scena per la prima volta nella versione con due donne e un uomo. E sembra sia andata benissimo!!!

    Con grande professionalità hanno portato in scena una commedia simpatica e frizzante. Ottimo ritmo , grande interpretazione , divertimento puro, per una stori Grazie a Stefania De Ruvo Stasera a Sappanico con "Il fidanzato ideale" versione senior, domenica a Montesicuro con "Pronti a tutto! Il teatro d'estate ad Ancona fa ridere con le mie commedie!!

    Questo weekend venite a teatro, tempo permettendo. Jump to. Sections of this page. Accessibility Help. Email or Phone Password Forgot account? See more of L'altra metà del teatro. Copioni di Stefania De Ruvo on Facebook. Log In. Forgot account? Not Now. Visitor Posts. Sarà un gioco tra le parti che porterà, anche con situazioni divertenti, a degli scontri fino al colpo di scena finale Si, proprio come uno starnuto! Sabato 3 ottobre Entrando in una vecchia casa di campagna, Marta e Vittorio, trovano un cranio umano avvolto nel giornale.

    La sera i due coniugi aspettano ospiti a cena, uno dei quali Sarah, è una potente Medium, amante di Vittorio. Durante la cena alcuni piatti sembrano far cadere il discorso su lugubri argomenti che, Alla fine il patto sarà rotto da Mea, e Gosto emergerà dalle lenzuola trionfante, intimandole di andare finalmente a chiudere l'uscio.

    Inizialmente pensavo che " Gosto e Mea" fosse una farsetta popolare: infatti l'ho sempre conosciuta in forma di prosa. La versione che avevo io era stata messa per iscritto da Franchino al secolo Franco Palamidessi , autore vernacolare odierno di queste parti. Del resto, le anche le ultime due battute di Mea e Gosto sono in rima, e la vicenda termina con una voce fuori campo che recita dei versi. Ho scovato questa poesia in biblioteca, scoprendo anche che " Gosto e Mea" è un titolo "non autorizzato" affibbiato spesso anche alla stessa poesia, il cui titolo vero è "La lingua di una donna alla prova".

    Se volete leggerla cliccate qui. I genitori, loro sono quelli che Per la precisione, sto parlando dei genitori dei compagni di scuola di mia figlia, che non appena seppero che io mi dilettavo nella scrittura di commedie, dissero subito "si fa una recita a fine anno? Tanto ce la scrive lui! L'ho scritta. Ma l'ho fatto volentieri, soprattutto perché il risultato mi piace assai. E' ambientato in un'aula scolastica, è semplice da mettere in scena e adatto a un pubblico poco esigente.

    Possono farlo i genitori, ma anche i bambini. Perché non so se sono stato chiaro: questa me l'hanno chiesta i genitori, perché loro volevano recitare, mica i bambini! Atto unico. Sette personaggi, di qualsiasi sesso, più un numero di bambini idoneo a formare una classe di scuola primaria "elementare" si diceva una volta, ma a me viene da dirlo anche ora Gli errori di ortografia commessi da una classe ne provocano il trasferimento sul Pianeta " Sbagnato ", un posto dove è tutto sbagliato anche il nome, appunto e dal quale si potrà uscire solo correggendo tutti gli errori commessi.

    La classe farà conoscenza con una serie di personaggi bislacchi, originali e divertenti. E sbagliati. Chi fa parte di una compagnia teatrale amatoriale sa quale ne è il peggior nemico: le assenze. E allora si deve rinunciare a questa o quella replica, o imbastire in fretta e furia una nuova interpretazione; quando non si deve addirittura lasciar perdere e andare a cercarsi un copione nuovo.

    E allora io mi sono domandato: ma possibile che non si possa scrivere qualche cosa di "adattabile" a quanti siamo? Qualcosa che si possa mettere in scena anche se mancano uno o più interpreti? Qualcosa che, oltretutto, non preveda scenografie complicate e lunghe da montare? Il risultato è "Vi ci piglio tutti", questo atto unico. I personaggi vanno da quattro a dodici, a seconda delle risorse disponibili.

    A seconda. Delle risorse. Incredibile ma vero, ecco un testo che si adatta a voi e non viceversa. I personaggi vanno da quattro a dodici. Per quanto riguarda il sesso, quello di uno dei quattro "di base" deve essere per forza maschile, mentre negli altri sette "facoltativi" ce n'è uno che dev'essere per forza maschio e una che dev'essere per forza femmina.

    Il resto è a piacere, o meglio: a seconda delle forze in campo.

    Testi e Copioni Teatrali Comici - Commedie Musicali Brillanti

    Curiosità: tutti i personaggi meno uno si chiamano con i nomi degli interpreti. Scena: semplicissima, basta una sedia e un faretto. Per quanto riguarda la musica, viene utilizzato il "Sogno" di Schumann. L'anticamera di un concorso per aspiranti attori.

    C'è un usciere in scena, che tutti prendono per il regista; ed egli pazientemente riceve i vari aspiranti attori e li inoltra al provino vero e proprio. L'esito è a sorpresa, un po' surreale, ma denso di significato.

    Se volete ridere , questa è la commedia che fa per voi. E' disseminata di battute, trovate comiche, freddure, gags , colpi di scena, situazioni paradossali Insomma, tre atti che fanno ridere. Vi ricordate i nomi dei sette nani? Sapete la storia dei Mille di Giuseppe Garibaldi? Conoscete la famigerata superstrada Firenze-Pisa-Livorno? Tutte cose che vi torneranno utili.

    Poi mi sono deciso, e l'ho finita. Ed è proprio una bella commedia , facile da rappresentare e godibile. Tre atti, brillantissimi, in vernacolo toscano. Sei uomini e cinque donne. Una particolarità: nelle ultime scene della commedia tutti e undici i personaggi sono in scena contemporaneamente. Nei cinque appartamenti che compongono quello in cui si svolge questa vicenda, aperto da poco e gestito da Carlo, dalla moglie Andreina e dalla cognata Graziella, arrivano tutti ospiti toscani, che daranno non pochi problemi ai gestori.

    Si comincia con un solo appartamento occupato, per la precisione dalla signora Luigia, inconsolabile single non più giovane, ma altri tre verranno presto occupati dai vari personaggi che arriveranno.

    Le loro vicende si alterneranno e si intersecheranno, fino a far diventare tutti matti.

    Tre copioni teatrali da scaricare

    Per i sentimenti che smuove, per i valori che interessa, per le emozioni che entrano in gioco, probabilmente questa è la commedia più importante che ho scritto. Ha una valenza straordinaria, almeno per me, in quanto mi sono messo a confronto con eventi, fatti e pensieri di primaria rilevanza. Non pensate che sia noiosa o pomposa o melensa, tutt'altro. La vicenda è appassionante , è come una molla che si carica atto dopo atto. E si svolge negli anni che vanno dal al , un periodo storico che definire "cruciale" è quasi un eufemismo.

    Non sono di quelli che fanno le cose alla svelta, ve l'ho detto, e per far combaciare tutte le cose per benino ci ho dovuto rimuginare un bel po'.

    Ma del risultato sono assolutamente entusiasta , vi consiglio veramente di metterla in scena. Tre atti e un intermezzo, brillanti, in vernacolo toscano. Sei uomini e due donne. Nessun pezzo cantato, nessuno stacco musicale: durante una scena si dovrà udire il "silenzio" militare. In scena è necessaria una riproduzione del quadro di Giovanni Fattori "Colline senesi" vedi qui a lato ; non vi spiego perché, vi dico solo che quel quadro è connesso alla trama.

    Non voglio fare il prezioso o il misterioso, è solo che svelando questo particolare vi toglierei una parte delle emozioni che provereste vedendo la commedia o leggendo il copione. Durante l'ultima guerra, un prete chiede a delle ragazze non fidanzate di dargli i propri indirizzi, che lui porterà ai soldati italiani pure non fidanzati, perché possano scriversi.

    Valeria, che lavora come cameriera in una locanda gestita dallo zio Osvaldo e dalla cugina Giuliana, accetta e viene messa in contatto con Mauro, un caporale dell'esercito: e il rapporto epistolare ha inizio. Questo è l'antefatto: tutto quello che viene dopo è la trama vera e propria, che vedrà entrare in gioco anche Emilio, una camicia nera, Ivano, il fidanzato di Giuliana, e Paride, un fioraio che si ritrova coinvolto suo malgrado, ma che alla fine avrà un ruolo determinante nell'esito della vicenda.

    Nella foto il sottoscritto emozionatissimo con la targa del Premio e parte della giuria che lo ha assegnato: da sinistra Giovanni Bogani giornalista , Giacomo Billi assessore al turismo della Provincia di Firenze , Sergio Forconi attore teatrale e cinematografico , me medesimo, Antonella Zucchini presidente della Giuria e autrice vernacolare rappresentata in tutta Italia, visitate il suo sito e Roberta Capanni editore e giornalista.

    In particolare, il personaggio di Morena, la ragazza che va a servizio, è molto bello nel suo essere scostumata e rivelarsi pian piano sincera e altruista.

    Ogni personaggio ha una sua evoluzione. Questo è senz'altro il premio più importante della mia bacheca, l'ha ricevuto la commedia che amo di più e l'ha assegnato una giuria tecnica, che ha tenuto in particolare considerazione il valore, la qualità e lo stile della mia opera. Ragazzi, sono al settimo cielo! Ecco la commedia che a me piace di più, quella che sento più mia in assoluto: "I' lume dell'occhi ". E' nata in un tempo che per me è relativamente breve : da giugno a novembre , per l'esattezza.

    La prima idea mi venne mentre ero al mare: alla televisione fecero vedere una scena di "Luci della città" , il film di Charlie Chaplin nel quale il protagonista sottrae a un facoltoso signore una somma di denaro, che poi regala ad una ragazza cieca affinché si operi e possa riacquistare la vista. Mi chiesi "chissà quel facoltoso signore come l'avrebbe presa se avesse saputo a cosa servivano i soldi che gli avevano rubato".

    Colsi l'occasione per inserire nella vicenda anche Maresca e Marusca , due personaggi comici che mi erano baluginati in testa da un po' di tempo e che mi ero ripromesso prima o poi di infilare in qualcuna delle mie commedie. Al mare mi ero portato dietro il portatile se no che portatile è e la sera, quando la famigliola dormiva, mi mettevo sul terrazzo, al fresco, e via.

    Chissà perché quando mia moglie e mia figlia dormono lavoro meglio. Il personaggio chiave di questa commedia è Matilde, una ragazza non vedente. E non a caso l'intera opera è dedicata a mia nonna Caterina , morta nel a 93 anni e da una decina almeno quasi completamente cieca, perché - come dico nella dedica stessa - lei sapeva bene cosa vuol dire vivere senza il lume degli occhi. Tutta la vicenda vive infatti sul dualismo del lume degli occhi, inteso da una parte come la facoltà di vedere, dall'altra come un bene prezioso cui si tiene come le proprie pupille.

    E' una commedia brillante , ma non proprio brillantissima. Non è la classica commedia dove "ci si butta via dalle risate", come si dice da queste parti; anzi, forse nel finale fa più commuovere che sorridere. Una delle persone che l'hanno letta dice che nel finale "se ne piglia una fredda e una calda" , nel senso che a una battuta vengono gli occhi lucidi per la commozione, a quella dopo si ride di gusto.

    Tre atti, brillanti, in vernacolo empolese, piuttosto lunga. Sei uomini e sei donne. L'adattamento breve. Questa commedia aveva un solo, terribile difetto: era lunga.

    Nella mia attuale compagnia teatrale, Gavenadopocena , la scartammo a malincuore , perché ci rendemmo conto che la sua messa in scena avrebbe superato le tre ore di durata. Ma solo gli sciocchi non cambiano idea, come disse Oscar Wilde. Ci avevo provato , eccome, e più volte, ma non riuscivo a trovare il modo. Ma furono proprio le sue parole che mi spinsero a riprovarci con più convinzione , anche perché nel frattempo m'era venuta qualche idea nuova.

    E, come si dice, chi la dura la vince! Adesso l'adattamento breve de "I' lume dell'occhi " è realtà, ed è proprio una bella realtà , lasciatemelo dire.

    Vi sono due personaggi in meno, ma le parti comiche più o meno ci sono tutte; e nemmeno la trama è cambiata. Devo dire che ne sono molto soddisfatto , e consiglio a tutti quelli che hanno letto l'originale di dare un'occhiata anche a questo adattamento.

    Un bel giorno i soldi della vincita spariscono, e con loro anche la serva Vera e la di lei figlia Matilde, non vedente; e nel frattempo i pretendenti per le figlie di Arturo sono arrivati.

    Per Arturo sembra un'impasse senza via di uscita, ma non sempre il prossimo è come lo si giudica. E poi, come succede nei libri gialli, l'assassino torna sempre sul luogo del delitto Potete trovarlo:. No di certo. Con una commedia, possibilmente brillante.

    Questa era la presentazione che la compagnia teatrale " Gavenadopocena " aveva scritto per " Gaveneide ".

    Si tratta di un atto unico, pensato e realizzato per Gavena, una frazione del comune di Cerreto Guidi Firenze. Non è, e lo dico subito, una commedia che possono mettere in scena tutti. In essa si parla esclusivamente di Gavena e dei Gavenesi presenti e passati; in sostanza, si tratta di un lavoro che ha poco senso presentare a chi non conosce il paese e i suoi abitanti.

    L'idea originale venne in occasione di un racconto di un aneddoto successo a Gavena, una storiella di paese come ce ne sono in tutti i paesi del mondo; ci fu una voce che disse "a Gavena ce ne sarebbe tante da poter scrivere una commedia!

    E ogni tanto ritornava fuori quell'idea: "ma ti ricordi di quando si disse di fare una commedia su Gavena? Finché, nel settembre , iniziammo a lavorarci sul serio.

    Io, mia moglie Roberta e sua cugina Beatrice due Gavenesi doc raccogliemmo alcune notizie storiche su Gavena con il prezioso aiuto di Simona Bartolommei e intervistammo alcune famiglie per raccogliere aneddoti e descrizioni di personaggi "storici" del paese. Poi, io scrissi il soggetto e i dialoghi. Dalla rappresentazione di " Gaveneide " nella quale io facevo la parte di Meo poi ha preso le mosse " Gavenadopocena " , la compagnia teatrale di cui ora faccio parte.

    Atto unico, brillante, in empolese ma non troppo, perché doveva essere rappresentata da degli autori dilettanti molti erano alla loro "prima volta" e non volevo metterli in difficoltà più di tanto con un testo che per qualcuno poteva risultare ostico nella lettura; durata un'ora e venti circa. Sette uomini di cui un ragazzo, un bambino è anche meglio e quattro donne. Nessun pezzo cantato, stacchetti musicali a piacere.

    Nelle rappresentazioni fatte da noi lo stacchetto musicale c'era, composto appositamente dal M.


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