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SCARICA VIDEOGIOCO DEI ROTE

Posted on Author Arahn Posted in Libri


    Guida su come scaricare e installare il gioco: Scarichiamo I Roteò cliccando sul pulsante di Download in fondo all'articolo;; Una volta scaricato. Evitando le chiacchiere, vediamo come si scarica e come si installa il gioco! Scarichiamo I Roteò cliccando sul pulsante di Download in fondo all'articolo; 2. Gioco per PC^^ Dove lo posso scaricare gratis? Se gioco la carta magia vincolo di potere e lo uso x evocare drago supremo chimeratech e sacrifico dei mostri?. Era il quando è uscito uno dei tanti fantastici giochi della Guida su come scaricare e installare il gioco: Scarichiamo I Roteò cliccando.

    Nome: videogioco dei rote
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    Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
    Licenza:Solo per uso personale (acquista più tardi!)
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    Il Davide Davide Return!!! Non ci credete? Check Silicon Valleys pag. Ring è Copertina: David Vineïs www. Siete poco più che bambini e solo fra qualche mese imparerete a scoprire voi stessi, condannandovi ad un futuro di cecità e peli sui palmi delle mani.

    Dopo l' esordio in campionato del lardone, San Siro fu distrutto dalle sue cadute rovinose, che testimoniarono, attraverso l'approfondita indagine della spia Pavon, la presenza di Ronaldo a Milano. Ronaldo era atteso sullo stretto da diverse settimane, ma, al dunque non scese in campo in quanto rimasto incastrato nella porta dell' Hollywood mentre inseguiva un travone. Quello che è successo dopo non è possibile menzionarlo, per rispetto ai familiari delle vittime. A Iuliano giunse voce che Ronaldo si fosse trasferito a Ravenna dopo l' incidente di Acquafan: era successo che il cicciobombo si era incastonato nel tubo di un' attrazione del parco, eveniente che aveva innestato una reazione a catena coinvolgendo diversi suoi simili, tra i quali Giuliano Ferrara, Galeazzi e Mangiafuoco, al quale non era ancora passato il vizio di far fiammeggiare gli occhi, incutendo timore ai poveri pargoli.

    I tre erano giunti ad Acquafan per un reportage sulla sicurezza del parco. Le conseguenze furono tragicomiche: Cattolica e Riccione furono completamente allagate e i suoi abitanti divennero profughi e ospitati a Ravenna; i sindaci parlarono di Nuova Atlantide e presero in seria considerazione di costruire case acquatiche, con buona pace dei pesci.

    L'acquario di Riccione divenne tutt'uno con il mare, rendendo finalmente liberi i delfini e alcune balene, parenti stretti di Ronaldo. In ogni caso il tanfo di merda sciolta uccise sul colpo tutti gli immigrati, a cui seguirono tumulti e stragi anche nelle profondità marine.

    Anche senza giocare, il suo influsso negativo fece sprofondare drasticamente il Ravenna in C1. Il torneo era sponsorizzaton dal famoso Barattolino Sammontana come lo amano i golosi e gli obesi, con Ronaldo controfigura del barattolino stesso poichè il degrado avanzato dell'azienda non consentiva un prodotto decente a disposizione.

    Il rumore dell' obeso che si frantumava nella stiva fu rindondante. Proprio in quel momento vide all'orizzonte il suo più acerrimo nemico, il Tonno Insuperabile, che tante volte si era fatto beffe del Nostromo, superandolo.

    Subito dopo ci fu una violenta collutazione tra i due, che creparono per lo sforzo di accopparsi a vicenda. I naufraghi si ritrovarono aggrappati alle poche travi di legno galleggianti ed avvinghiati l' uno all' altro. I più fortunati fecero ricorso alla scialuppa Adriano, sponsorizzata ancora una volta dalla Leite Ribeiro, con la camera a gas messa a nuovo per il viaggio da una nuova nuova loffa di Ronaldo.

    Infatti Ronaldo era l' addetto alla produzione di vapore anale nelle caldaie per il corretto funzionamento della nave perchè non c' erano i soldi per il carbone. Il transatlantico Ronaldo non ebbe vita facile in mare perchè dovette sfidare a singolar tenzone nientepopodimenochè il re dei Capodogli, match voluto fortemente e organizzato dal celebre Don King per riuscire a sottrarsi dalla povertà di ottavo livello dopo il fallimento di quel fenomeno da baraccone chiamato Tyson.

    Ronaldo venne accolto come il salvatore della patria dai golosi e gli obesi suoi simili, per l'avvenuto rilancio dell'azienda. Nonostante le lodi tessute dagli obesi, il transatlantico raggiunse le spiagge ivoriane in una condizione pietosa. Poco dopo perse i sensi. Recitava il ruolo di Gulliver al cospetto dei lillipuzziani, o meglio lillipuzzoni per il tanfo che quei negri emanavano dalle ascelle trasudanti.

    Ebbene essi gli si avvicinarono e cercarono di estrargli le zanne da castoro. Costoro lasciarono i loro lontani reami, cioè Boston, Parma e il remoto regno della Guadalupa, con il chiaro intento di tonfare l'obeso sonoramente. Tra il povero obeso e la possente triade si frappose lungo il percorso il ficcanaso Nelson Mandela, detto Piquet, detto Horatio.

    Ormai nessun ostacolo si frapponeva al compimento della giusta punizione. Avanzando passarono sopra il suino senza accorgersene perchè lo scambiarono per una duna di sabbia, tanto era panzone. Poi videro i denti castori e lo riconobbero.

    I tre negroni pestarono sodo il povero obeso, che, a causa della gravità dei colpi subiti, perse tutta la sua massa di lardo. Dopo il pestaggio rimase in coma quaranta giorni e quaranta notti, sognando gelati e snack. Al risveglio Ronaldo era in pieno stato confusionale: vi rimase per dieci giorni e dieci notti.

    Al termine delle tribolazioni Ronaldo si rese conto di essere agile e scattante come un tempo: non era più un obeso lardone, ma era di nuovo il Fenomeno! La notizia della rinascita di Ronaldo fece il giro del mondo in ottanta gorni. La teneva in serbo per il giorno in cui Moggi sarebbe crepato, con gioia di tutto il consesso civile e selvaggio del pianeta. I vecchi alleati si riunirono all'istante: di nuovo insieme Iuliano, i già citati Quiqueg e Pavon, e tutte le altre vecchie glorie Karanka, Pellegrino, Reiziger e Ivan Campo.

    Tutti insieme celebrarono un gran sabba, organizzato dall'indemoniato Quiqueg. La squadra più disastrasta del campionato, la Salernitana, era nella merda fino agli occhi. Al club furono messi sotto contratto anche le vetuste zappe Montero e Birindelli. Ma non fu un gioco da ragazzi perchè se il napoletano Ferrara era diventato il boss indiscusso della camorra grazie al contrabbando di Danette Danone, Pessottino era ancora convalescente all' ospedale di Udine.

    Il vestito di Maradona era dotato di una siringa attaccata al braccio con cocaina vera al suo interno. Grazie alla droga tutti quanti aumentarono esponenzialmente la loro forza d' urto. Risalirono Torre del Greco, ma dovettero pagare dazio ad Agamennone. Risalirono di nuovo il Vulcano, tirarono una bomba carta al greco bastardo che chiedeva di nuovo dazio, accoppandolo. Subito dopo attuarono la tattica del Pibe de oro.

    Il presunto Maradona si sarebbe appropinquato alla dimora del camorrista ed avrebbe scatenato l' euforia generale coinvolgendo i bodyguard Esposito e Montella negli autografi e concedendo il via libera a Pulcinella-Montero. I due allora ricorsero al piano B, ovvero far saltare l'intera magione.

    Quindi Montero e Birindo riuscirono a penetrare nella villa impenetrabile e, dopo aver stuprato le procaci cameriere, rapirono il boss Ciro, narcotizzandolo con i DVD sulle migliori giocate di Furino e Cuccureddu. A questo punto mancava solo un tassello per riunire la difesa più scandalosa d tutti i tempi: Gianluca Pessotto.

    Pessottino era ancora in coma quando gli scalmanati si catapultarono nell' ospedale udinese seminando il panico tra le vecchie in carrozzella e i decrepiti intacconiti alle sedie. Montero fece piazza pulita investendo vecchiacci a profusione e azzoppando giovani promesse del calcio. Fortunatamente scese dal cielo San Conte per rinsaldare le gambe al busto. Rialzatosi con uno sforzo inaudito si diede alla fuga per mezzo delle inseparabili stampelle razzo che lo fiondarono direttamente nella curva della Salernitana facendo la felicità dei tifosi che lo issarono a mo' di trofeo.

    La squadra era finalmente ultimata. L' unico e dichiarato obiettivo della squadra era di pareggiare tutte le partite, andando avanti un punto alla volta e scalando la classifica con la velocità di una lumaca arenata sullo sterco di un maiale. Il campionato continuava in modo glorioso per l'Inter, trascinata dai due fuoriclasse brasiliani, autori di uno spettacoloso calcio-samba.

    Specialmente Ronaldo era ormai inarrestabile. La Salernitana invece, come previsto, inanellava un pareggio dopo l'altro, autore di un gioco che avrebbe fatto ribrezzo anche alla nazionale italiana del All'altezza della trequarti i giocatori avavano scavato una tricea, davanti alla quale avevano piazzato del filo spinato, come se non bastasse, sostituirono le bandierine del calcio d'angolo con delle invalicabili torri di guardia, dove vennero appostati eccellenti tiratori quali Karanka e Reiziger.

    Inoltre tutto il campo era disseminato di mine anticarro. Le partite della squadra del Trap erano talmente avvincenti che persino gli ultrà salentini boicottarono in massa le esibizioni della loro squadra, preferendo assistere al torneo interregionale di bocce in salita, con commentatori d'eccezione quali Bruno Pizzul e Auro Bulbarelli, che più che commentare si sbafavano sostanziosi panini con la porchetta e svuotavano otri di Sangiovese.

    Il lago di vino rosso era talmente profondo che era diventato navigabile: transatlantici e zattere sguazzavano allegramente insieme alle brille anatre starnazzanti. Gazza e Ferguson non credettero ai loro occhi e si lasciarono annegare nel buon vino.

    Ora si praticavano ben tre sport nella bocciofila-osteria: ciclismo, tuffo dagli spalti, immersione senza ritorno in superficie e al limite bocce in salita. Per quanto riguarda il campionato l' Inter all' ultima giornata era incredibilmente da sola al comando della classifica con due punti di scarto dalla Mobilieri Ponsacco, mentre la Salernitana doveva ottenere la tanto agognata salvezza con una vittoria.

    Ovviamente l'ultima partita si giocava a San Siro e avrebbe visto contrapposte l'Inter e la Salernitana. Torme di tifosi salentini migrarono in massa a Milano, guidati dai freschi eletti capi ultrà Pizzul e il Bulba. Iuliano aspettava questa partita da anni, e dovette imbottirsi di ingenti quantità di valium per non collassare. Ronaldo si trovava ormai a tu per tu con il portiere Quiqueg. Solo un uomo avrebbe posseduto le facoltà supreme di fermarlo: l'incommensurabile, l'irriducibile, l'infinito, l'eterno, l'incorreggibile, l'inafferrabile, l'ineguagliabile, sempre all'avventura tu vai!

    Oh oh oh oh oh oh oh! Iuliano vinse il premo di miglior giocatore del torneo e il premio fair-play. Le vecchie sguillavano nel pavimento come trottole impazzite.

    Un decrepitume fece canestro nel cesto dei cocomeri. Ronaldo venne bandito dal regno e chiese asilo politico al divino Thuram per redimersi ed essere ospitato nel misterioso reame di Guadalupa. A quel punto l'orda invase il reame del Catai, seminando il panico tra i bastardi gialli. Iuliano, a cavallo di Taddei, e Montero, sulla sua sedia rotelle a motore, diedero prova di grande coraggio, atterrando selvaggiamente ogni tappo possibile e immaginabile. In poche ore il paese fu messo a ferro e fuoco e conquistato.

    Conclusa la battaglia i tre capi si riunirono in una capanna e fecero firmare la resa incondizionata al leader cinese, il purtroppo mai realmente crepato Mao Tse Tung. Ronaldo intanto stava svernando in Guadalupa, ospite d'onore del principe locale Thuram.

    Ogni giorno gli schiavi dovevano provvedere al sostentamento dell'ospite, procurandogli valanghe di caschi di banane e noci di cocco. Lo scontro titanico per il controllo dei prestigiosi bananeti si protrasse a lungo. Le noci di cocco sfrecciavano ovunque, tanto che Ilunga Mbenga fu sotterrato da esse e di lui non si ebbero più notizie.

    Il nuovo territorio da annettere all'impero era il Vicereame di Transilvania. L'oscura regione era dominata da forze demoniache come il risorto Galliani, capo indiscusso, lo zio Fester Spalletti, l'allegra brigata dei Liverpolli, in cui agivano lo spaghetto Crouch, il fantasma Kuyt, lo scheletro Benayoun e l'ancor più scheletrico Skrtel anche il nome A guidare la corrida di pachidermi allo sbaraglio era come sempre Gerry Scotti, e contava tra le sue fila Ciccio Valenti, l'Uomo Fumetti e il commissario Winchester.

    Cassani ruba allegramente le pesche sotto il naso di quel coglione del fruttivendolo. Nonostante la tremenda perdita gli unni non dettero forfait, ma si inglobarono con l'orda mongospastica.

    Si narra che ogni notte i bimbi autolesionisti tirassero a sorte tramite morra cinese chi di loro si dovesse addentrare nella foresta impestata, di fatto condannandosi da soli ad una fine atroce, stuprati a morte dalle verghe dei pervertiti alberi mannari. Nell'estremo sottobosco si rannicchiava il Salbaneo Sella, folletto dei boschi. Lo scalatore si era autoesiliato in Transilvania, e ululava durante ogni notte di luna piena il suo odio per Bosisio, il quale gliel'aveva messa nel culo in una ormai leggendaria tappa del Giro, scatenando l'ilarità del Bulbarelli e del Cassani, che si spanciarono dalle risate.

    La maledizione persistette fino a quando un piromane non diede fuoco ai due disgraziati, liberandoli dalla corteccia che si era formata intorno a loro. Quel giorno fu coniata l' espressione "è fonota" e i suoi derivati "fon", "fine thanks" e "fune". La zappa cosmica si mise a leccare gli sbrodolii nell' impiantito per riacquistare possenza. Ora poteva destituire il venerando vampiro e divenire lui il principe del male ed allargare i suoi possedimenti a perdita d' occhio.

    Di fatto l' aureola non espletava più la sua funzione, ma era un pretesto per coprire la dirompente stempia. Moggi sarebbe riuscito a sbarcare incolume sulla costa di San Francisco solo da sotto il livello del mare, con il neopromosso al grado di sottomarino Adriano.

    Fino alla riva il Moggio fu perseguitato da una striscia di bava del mollusco e da un banco di scatolette di tonno Insuperabile. Di fatto l' Insuperabile non ci aveva abbandonato, ma continuava a vivere sotto forma di banco di scatolette di tonno. In ovviezza Moggi si era già equipaggiato con un giubotto anti-proiettile, anzi un giubbotto ultima generazione che rispediva i proiettili al mittente. Le telecamere esplosero una dopo l' altra inesorabilmente infuocando le auto che passavano.

    L' aspirante Bruce Lee si accorse tramite il settimo senso che un burlone rompeva le palle ed inflisse un colpo secco ai coglioni. Aveva ripercorso le gesta di Solid Snake nella storica battaglia contro Liquid e Gassos. A Cobolli Gigli rimanevano pochi attimi di vita. O si levava dai coglioni o Moggi lo avrebbe spedito a lavorare in una miniera in Belgio sotto la sua tutela di bastardo patentato. Lucianone si era falsificato la carta d' identità e si faceva chiamare duca Federico da Montefeltro, fingendo di essere il celebre condottiero naso storto rapito da Urbino dopo che un pirla si era intrufolato nella linea temporale del Cinquecento.

    Tutta questa baraonda perchè Moggi non accettava che la sua vecchia puttana non vinceva lo scudetto da diverse ere geologiche senza le sue ladrate. Al top era ancora la leggendaria Mobilieri Ponsacco, che aveva ormai talmente tante stelle da entrare in campo con un mantello trapuntato di astri e da regalare quelle avanzanti ad Orione ed al Grande Carro. A tenere botta era tornata in auge la Pro Vercelli che schierava in ogni posizione del campo cloni di Silvio Piola.

    Infatti, molti anni prima, il ritorno in A incutè timore ai tifosi che si rendevano conto che quella squadra di merda sarebbe riretrocessa automaticamente per delibera della CONCACAF. Un clone che si era dimostrato più clone di altri ricevette la chiamata del ct Balotelli nella nazionale italiana. Se non fosse che non è un uomo, ma un abominio della crezione, Moggi sarebbe stato l' unico a parte il sommo poeta ed aver inchiappettato Belzebù.

    Nel raggio di cinque chilometri si intasarono tutte le linee. Controllava persino Eolo modificando a piacimento lo svolgimento delle regate. Ebbe buon giuoco persino scommettendo l' esatto secondo in cui si sarebbe verificata un' eclissi di luna, vincendo gorghi di dollari. Il nuovo proprietario della mitica Pro si noti qualche somiglianza con Lucky Luciano.

    Ovviamente la Juve comandava la classifica, ma la corazata della Mobilieri Ponsacco teneva botta. Il team del nipote di Massimo Moratti, tale Massimo Moratti II, intendeva rilanciarsi in campionato, quindi rimise per l'ennesima volta sotto contratto il redivivo Ronaldo, scacciato dal reame di Guadalupa dal monarca Thuram perchè non c'era più di che sfamarlo. Stremato ricadde esattamente nella piscina di Moratti II, che, nostalgico delle sconfitte passate, lo rivolle di nuovo con la vecchia casacca.

    Alla fine della partita non andava con gli altri nello spogliatoio, ma veniva depositato nel recinto delle scrofe, insieme a Chivu. Burns infatti vennero sgamati mentre tentavano di creare una nuova arma di distruzione di massa unendo dei barili di petrolio con l'energia atomica. In poche parole si ritrovarono tutti ad affogare nella corrida dei dilettanti allo sbaraglio.

    Il campionato si prolungava in maniera epica poichè l' unico arbitro era l' insostituibile pluridottor fasullo betullo d' Inghilterra Gerry Scotti, che causa di panza maggiore riusciva ad arbitrare solo una partita alla volta. I guardalinee erano i fidi commissario Winchester e Ciccio Va lento. Le pluriretrocesse persero tutti i nomi e dovettero sprofugarne di nuovi.

    I giocatori rescissero in blocco i contratti ma lasciarono la bonuscita per pietà.

    Fu collocato davanti a un campo arato da Materazzi con applicate seimila flebo. Per quel che concerne l' Hunter tutti i gringos argentini, sdegnati per essersi infognati sotto i tombini del calcio, tra cui Segafredo Zanetti, Stempiasso, Samuel the brick in the wall, Schiribhizzo Burdisso, Solari Bilboa, Don Fabio Capello Crespo, di nuovo Vivas Mortas, di nuovo Veron Falson, il Jardineiro impalato nella Cruz, di nuovo il contadino Almeyda, Guglielmotellsanpietro e di nuovo Simeone il beone.

    Si trovarono di nuovo faccia a faccia da culo Iuliano e Ronaldo, anche se il castoro non poteva vedere il suo avversario per i denti davanti agli occhi.

    La clava gli offese i coglioni e l' obeso si strinse i maron glassè a terra. Montero rivide Galliani intento ad azzannarlo, Pessottino panevino si rivide in procinto di gettarsi dal palazzo con la cruz in mano, Reiziger entrare costantemente a valanga negli anni del Milan, Pellegrino sottoforma di birillo Cirillo al cospetto di Scholl nella finale di Champions, Karanka cadere come un sacco di patate durante una trasferta in Russia, mai realmente disputata, Pavon scivolare buttando il pallone nella sua porta, Chiellini nelle sembianze di un tagliaerba mentre affettava la caviglia di Cannavaro Cannavoro suo compagno di nazionale e di merende, decretando in anticipo di due settimane la fine della sua carriera.

    Tutti gli incubi avevano una costante: vale a dire l'onnirompiballe Iuliano. In verità in verità vi dico che Iuliano ebbe una visione scioccante: Ronaldo che scorrazzava beato tra le donne tu sarai, tan, conduce Paolo Bonolis, e sano come un pesce McGrady davanti a lui. Fu un trauma trrremendo.

    Rimase paralizzato sul cerchio dell' area di rigore fino al fischio finale ed anche dopo. Il giorno successivo le quattro zappe dell' ave Maria si accorsero di aver perso per strada Iuliano e ritornarono a San Siro.

    Il povero Mark era ancora un mobile immobile con gli occhi fuori dalle orbite. Chiamarono il Banco del mutuo soccorso e la Premiata forneria Marconi. Mentre la PFM aveva conservato a pieno la sua maestosità prog, il banco dispensava prestiti ad interesse mostruoso ai dementi che accettavano tassi del percento.

    Ma le crocerossine, giunte sul terreno di gioco, si innamorarono in blocco di Mark e non capirono più niente. Iuliano si ergeva imperioso.

    I suoi occhi da matto scoperchiarono il cuore e non solo vedi tette delle donne. La stempia gli donava un' aria da uomo maturo e gli conferiva un sex appeal notevole.

    Gli occhi agghiaccianti lo rendevano accattivante e fascinoso. Lo riempirono di baci e lo travolsero strappandogli i vestiti interrati di dosso. Dopo l' esperienza in Transilvania la sua prestanza era aumentata enormemente e il pisellone era ormai fuori controllo. Litri di spermatozoi ricoprirono tutta la Brianza fecondando faine, lucertole, locuste e uomini talpa compreso il loro idolo Torricelli, donne in meno pausa, vagine rugose e ormai neutre e di nuovo l' ultramillenaria moglie di Abramo, che dopo il concepimento di Isacco ad ottant' anni, mise alla luce una legione di gemelli siamesi.

    Rese fertili i campi, fece sbocciare giardini di valerio fiori, sorsero foreste in tutta la Lombardia.

    La rigogliosa vegetazione invase i muri delle case, i tetti, le tette, i cofani delle auto volanti, le strade. Iuliano ricevette dal leader dei Verdi il premio ambiente pulito, anche se la zappa dovette recarsi nella sua camera perchè le piante che alloggiavano nell' ano non consentivano più al pecorone di camminare.

    Gli ebrei riconobbero nella Lombardia la Terra Promessa e, senza più Hitler tra i piedi callosi e verrucosi, poterono portare le loro pidocchiose barbe chilometriche altrove, impadronendosi delle ville su quel ramo del lago di Como che volge a Mezzogiorno sfrattando celebrità di Hollywood.

    Questi avvilupparono i palazzi acquatici, sfacendoli. Non mi interessa approfondire il discorso. La Padania Emiliana non fu toccata dalla fertilità, allora il satanasso Bossi e la sua armata Brancafringuello tanto per non cambiare impugnarono i residuati bellici della guerra di secessione americana, estinguendo le stortezze marine. Iuliano, affranto, decise di espatriare, ma non fece in tempo a varcare il confine che gli scagnozzi di Umberto gli tesero un'imboscata: lo reclusero nel bagagliaio delle loro carriole, gettarono le chiave e la refurtiva fu consegnata al paraplegico.

    La zoccola fu scelta dopo una selezione struggente. L'uomo ictus non si teneva più: i suoi istinti primordiali lo facevano correre ogni decimo di secondo a spararsi una sega nel bagno degli andicappati. Per evitare il pericolo eruzione a sostituirlo era la checca Cristiano Malgioglio, che gestiva al contempo le selezioni di quei babbioni di X Factor. La scelta fu altamente ponderata, tant'è che il boss Bossi si permise di scartare con nonchalance cavalle di razza del calibro di Giorgia Palmas e Magda Gomes, in quanto non ritenute abbastanza troie ahahahahahahahahah!!!

    La vacca prescelta fu portata sugli allori al fortunato schiavo, che la uccise a suon di frustato con il suo bestione. Non solo barbagianni ma anche pomidori panettoni torroni e plum cake, agrumi di sicilia e cavoli a merenda furono esportati in tutto il mondo conosciuto e ignoto, diminuendo la disoccupazione poichè chiunque era diventato commerciante, anche se nessuno comprava. In particolare la repubblica democratica delle banane di Re Luigi richiese espressamente le banane Chiquite e Morosite alè alè dell'Emilia, molto più succherine.

    Era un palazzo ai limiti del barocco e anche del tarocco. Le altre scimmie sopravvivevano ancora come potevano, ma non osavano ancora ribellarsi al potere del potentissimo scimpanzone. In parte si nutrivano con il lardo consenziente di Ronaldo: il lardume infatti aveva ormai volontà propria, si cibava parassitando Ronaldo e si strascicava come quella melma immonda di grimer fino al regno dei Banani.

    Il rubicondo lardo fu al centro di approfondite ricerche da parte dei più esimi e pii studiosi del regno, in quanto un parassita di quelle dimensioni non si era mai visto: venne addirittura varata una nuova scienza per capire come mai il paziente fosse affetto dallo strano morbo.

    Se i microorganismi parassitari fossero in qualche modo fuoriusciti dalla cavia Ronny, questi probabilmete avrebbero invaso il mondo. Per evitare l'invasione aliena non rimaneva altro che isolare il disgraziato.

    A farla da padrone nel bronx era nientepopodimenochè il re dei negri Coly, coadiuvato dal suo adepto Mariga. Organizzava ronde notturne contro i pochi bianchi rimasti.

    Fu strangolato insieme ai bianchi. Buttava su tornei di rap tra i più vergognosi e qualsiasi competizione finiva a bastonate, risse e quant' altro potesse ribadire la scimmiaggine dei negri. I quattr' occhi intanto arrivarono a tentoni fino alle città vuote. Tentarono di aumentare i watt dei lampioni per vederci un minimo, ma le potenti luci ridussero in frantumi le lenti di quelle lente talpe. Allora gli exquattrocchi cominciarono ad errare a vuoto, a rovinare sulle vetrine dei negozi, ad autostriplarsi cioffando nei pozzi, a incendiarsi nei fornelli, a rimanere intrappolati in carta moschicida e scroccati voracemente dai ragni mutanti.

    Morirono uno dopo l' altro compassionevolmente, estinguensosi. Annoverava già tra le terre soggiogate Cina, Mongolia, regno degli Unni e la Transilvania. Decise di plasmare un nuovo esercito partendo dai pilastri imprescindibili Quiqueg e Pavon, ormai coppia di fatto riconosciuta anche da Zapatero. Quindi Satana si era inculato da solo. Alle pedine fondamentali dello scacchiere si aggiunsero quei pecorari dei Verdi, che erano riusciti a divorare i microbi tramite le piante carnivore site nel culo.

    Si spostarono verso Nord. Il morbo imperversava ancora negli organi della zappa cosmica che risolse di debellare il morbo a modo suo. In una saccoccia del soprabito conservava una scorreggia di Galeazzi incanalata tramite imbuto dentro una bottiglia di quindici uomini sulla barca del morto e una bottiglia di rum. Questo onde evitare l' appassimento dell' orto della chiappa sinistra.

    L' arma batteriologica fu sprigionata in tutta la sua spasmodicità pusillanime friggendo i micoorganismi fetenti, disarmandoli del loro potere. Inoltre evaporarono Reggio, Piacenza, Parma e i suoi prosciutti, la nuova Ravenna distrutta venti capitoli orsono, Ferrara e Giuliano Ferrara, che a causa del suo lardo sopraffino era incastrato da otto anni nel portone del municipio, non permettendo al sindaco di adempiere alle sue mansione e costringendolo a buttarsi nel fossato della fortezza estense.

    La terra era di nuovo libera di vivere in santa pech. Proseguirono il cammino, ma si invischiarono nel labirinto della foresta nera. Qui se la cavarono con bacche marce e radici. A forza di inghiottire vegetume, gli intestini furono avvolti in una ragnatela di piante in cui verminarono bachi da sette e da dodici. Invasi dai vermi, si caricarono per disperazione nei treni fantasma dei nazisti per morire a Dacau.

    Il campo di concentramento era stato trasformato da migliaia di anni in terme di spopolamento. Chi ci andava si avviava consapevolmente a rigenerare l' apparato digerente dall' impurità per poi crepare felici e puliti.

    Erano riservate ad elementi che non ce la facevano più. Fu fatta loro una lavanda gastrica da un SS fantasma. Tornati lindi, erano pronti per essere abbrustoliti nei forni crematori, quando lo stronzo trasparente fu aspirato dal vorticoso pene-pompa del superdotato Iuliano, ricordatosi dei giorni che furono.

    I crematori furono cremati, le ss ssate. Perpetuarono dunque il cammino nella folta boscaglia finchè non si imbatterono in quel bamblon di Pinocchio che stava stupidamente seminando rarissime e preziosissime monete d'oro. Iuliano fu inebriato dai soldi e abbattè a furia di vomerate il pezzo di legno marcito che divenne stuzzicadenti, impadronendosi degli zecchini. Queste sono le incogruenze del racconto, vi piaccia o no dovete prendervela come viene.

    Pirelli, la potenza è niente senza controllo e il controllo latitava. Il Grillobeppe fece la rivoluzione contro i da sempre nemici di Pinocchio tali Mangiafuoco, che dopo dieci milioni di anni era ancora incastrato ad acquafan, ormai abitata dalla nuova razza degli uomini-pesce che avevano come capostirpe Tracy McGrady, e la balena bianca stranamente somigliante a Moby Dick, nonchè segreta amante di Ronaldo.

    Alla vista dei comunisti scalpitanti, il cetaceo emise il suo canto ultrasonoro da balena. La richiesta di aiuto fu subito captata dall' amante, che stava pacificamente banchettando con i miseri resti di Owusu-Abeye, squartato per sfamare l' insfamabile perchè scarseggiavano sia banane che cocco, unici alimenti conosciuti in Guadalupa. La balena Ronaldo bevve il Red Bull delle sue amiche oche, compagne di una migrazione di qualche capitolo indietro.

    Spuntavano già le prime barbe, con correlati bastoni-serpente e tavole della legge, che le acque si richiusero senza pietà. I comunisti finirono in balia del mare anche loro scomparendo per sempre dal parlamento. La rupe vertiginosa che si profilava dinanzi a loro pareva senza fine. Si stagliava in lontananza un' altra parete rocciosa che poneva fine al burrone. I malattrezzati avevano bisogno di un pericolante ponte all' Indiana Jones, di quelli che quando li vedi dici sempre cade cade ma gira mista e imbroglia crolla solo quando è passato l' ultimo della fila, che per forza di cose per salvarsi deve necessariamente saltare.

    Si misero a sese e cercarono di formulare uno stratagemma per valicare l'invalicabile, ma mentre si finivano gli occhi nelle mappe più astruse e arzigogolate le carte se ne andarono in fuga tentando di raggiungere Bulbarelli scattato ormai sei o sette capitoli orsono.

    Propriamente barcollavano nella carne soda dell' Olanda di Eva Henger e gli alberi non erano altro se non i fitti peli della vagina e il cratere non era altro che la figa slabbrata della pornodiva. La nudità fatta porca si stava infatti alzando in piedi, quindi stava sballottando mezza Baviera. Inizialmente a sbavare fu solo quel dio cilibre di Iuliano, ma alla vista di cotanto splendore, i froci divennero seduta stante eterosessuali. Ma non fecero in tempo a spugnettare che si sfracellarono come stalattiti al suolo.

    Per quanto riguarda la coppia ben assortita di demoni aprirono le loro ali da satanassi infernali e paracadutarono dolcemente. Tutti gli altri creparono: si impalarono da soli con i tronchi che avevano nel culo. I tre cagnacci bastardi risollevarono le loro sorti e assediarono Berlino Est. I nostalgici del Gran Kahn, gemello segreto del defunto Gengio Cane, furono aboliti. I segugi scavarono un tunnel sotterraneo e affiorarono come geyser chiefs nell'accampamento degli hildebrandiani.

    Furono ingabbiati dalla supremazia tecnologica tedesca Continental e dai guantoni antitutto del portierone. Il muro veniva scardinato per l' ultima volta il pericolo comunismo era sprofondato nel mar Baltico, causa di forza Ronaldo.

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    Stava per imbarcarsi in una nave vichinga per riversarsi in Scandinavia, quando vide in lontananza uno sfiatatoio di una Balena. Poteva essere una balena, ma in cuor suo sapeva che era la Balena.

    Ivi spodestarono dal ruolo di pezzente stonato Assurancetourix, che fece canestro nel pentolone della pozione magica, affogandoci. Iuliano si riprese tonicamente e, sentitosi preso per i fondelli da quel busto Abraracourcix, strappando i baffi al baffo, parente stretto di sacchetta Tosatti.

    Quando irruppe Baiocco stava già discutendo animosamente con Dio per strappare un buco in paradiso, mentre Satana stava già ghignando.

    Nonostante la bevanda magica e nonostante l' eccedenza di Obelix, compagno di cinghialate di Ronaldo, i villici furono ridotti in piattole al passaggio dell' energumeno Iuliano. Anche la Gallia e la Scandinavia si inchinarono alla zappa megalomane. La Spagna e l' Italia, fuori dalla giurisdizione di Moggi, si arresero senza combattere. In pratica l' intera Eurasia apparteneva alla divina zappa. Nel mondo stava accadendo qualcosa di strano, stormi di canguri fantasma si aggiravano per il deserto rosso dell' Australia sollevando la sabbia e provocando incidenti continui nelle strade sterrate.

    Anche Mega Gay dovette soccombere: fu castigata ripetutamente dalla moltitudine canguresca e insacchettata nella borsa del capo-canguro. Le isole Vergini furono sverginate. Su Urano e Saturno si canocchialarono movimenti sospetti, che gli astronomi non seppero interpretare. Era Ronaldo che preparava l' invasione finale, ovvero l' ordine Con il passare degli eoni, infatti, a furia di non fare un cazzo e mangiare per tre caserme, strrati su strrati di grasso si sedimentarono su Ronny, tanto che nel manuale delle Giovani Marmotte venne catalogato come pianeta avente stagioni ed asse d' inclinazione, poli ed equatore.

    Sotto la crosta niente ossa, ma solo gelatina lardosa. Da quel giorno la massa di Ronny non fece che crescere esponenzialmente, permettendo ad altri organismi, dopo la formazione di oceani e laghi sulla sua superficie, di svilupparsi ed evolversi. Sullo strutto di Ronaldo stesso spuntarono come funghi costruzioni megalitiche. Gli abitanti si sostentavano con lo stesso. L'evoluzione della razza fu di una rapidità imbarazzante: dopo solo un secolo infatti la popolazione ammontava a venti miliardi di conigli famelici.

    Le risorse ben presto finirono, spazzolate dai voraci stomaci, che dovettero provvedere al sostentamento invadendo i pianeti vicini, razziandoli. Il primo fu Platone, pianeta popolato esclusivamente dai discendenti degli antichi greci. Gli autoctoni, autochiamatisi platani, si batterono con furore, ma vennero inesorabilmente divorati dai famelici conigli.

    Succesivamente i conigli mannari stipularono l'invasione in massa della terra, alleandosi con i residenti di Urano e Saturno: gli abitanti di Urano erano schifosi uomini-rana, stranamente somiglianti a Ricardo Oliveira, guidati dal leader Charisteas, mentre quelli di Saturno erano cloni di Yuri Chechi, il signore degli anelli.

    Le rane e gli yurichecoidi si amalgamarono naturalmente ai conigli mannari. I conigli mannari poi, adocchiando le stelle filanti, misero la transuniverso in stand-by per papparsele. Pensando che i mannari fossero schiattati tutti, le rane dettero forfait, ritirandosi in blocco e tornando al pianeta natio.

    In realtà i conigli erano ancora vegeti e iniziarono a cibarsi di qualsiasi cosa incontravano sul loro cammino. Aveva persino preparato delle contromisure: aveva infatti piazzato qua e là tagliole e trappole per conigli, con lo scopo do batterli facilmente. In onor del vero mancavano all'appello mostri sacri come il Nostromo, Pessotto, Birindelli, Montero e Ferrara, ma erano purtroppo crepati in blocco in circostanze mai chiarite, e Iuliano non aveva fatto in tempo a radunare le sfere del drago per riportali in vita.

    Piano piano l'allegra brigata stava progredendo verso la meta prelibata Ronaldo. Si spararono nell' etere con dei cannoni da pagliaccio. I due satanassi non ebbero bisogno dell'espediente e si librarono in Fabio Volo con le loro ali da struzzo. L' attaccante dell' Ascoli aveva carpito le auree astrosferiche di gente come Capitan Findus, Steven Seagal.

    Noi vivremo per sempre felici e contenti, ricchi da fare schifo, con quattro marmocchi e con una sfrenata attività sessuale. E dovevi vedere l'espressione ispirata sul suo viso! Una volta estratto il mazzo di carte dalle affascinanti immagini dorate e rappresentanti figure di nudo, aveva iniziato a descrivere i più sfrenati amplessi fra lei e il nipote. In realtà, avrebbe voluto chiedere alla signora Drake se avesse sentito parlare di Gandalf. Ma, non ap-pena ci aveva provato, lei aveva sentenziato, con aria profetica, che tutte le risposte erano nelle carte e aveva troncato il discorso.

    Quando sei imbarazzata, corrughi la fronte proprio qui, fra gli occhi. Eccola qui. La tua deliziosa rughetta. Se conosco bene mia nonna, ha una fantasia sfrenata.

    E io potrei cogliere qualche suggerimento. Giochetti da fare nel bosco, nel letto, in ascensore. Lei con i tacchi a spillo, sopra di lui, pronta a cavalcarlo come uno stallone sel-vaggio. Zoe ci era stata rare volte. Voleva proprio vedere cosa sarebbe successo una volta che lei e Dex si fossero trovati da soli. La sobrietà tipica dei genitori di Dex. Non è il tuo stile. Ricordo come intimidivi i nostri compagni.

    Ti comportavi come ti pareva, infischiandotene dei giudizi degli altri. Mia nonna. Mi sono specializzato in attività e applicazioni strategiche. Ho fatto un bel po' di soldi, che ho mandato a casa per sostenere i miei, poi mi sono licenziato ed eccomi qui. Il sospetto che lui potesse essere Gandalf venne liquidato all'istante. Tuo padre si lamentava sempre delle spese che doveva sostenere per la gestione dell'hotel.

    Fantasie senza volto

    Non oso pensare a quanto saranno preoccupati sapendomi a spasso. Voleva fare qualcosa per lui e, allo stesso tempo, ricostruire il loro legame. La dura e granitica Zoe, che aveva costruito attorno a sé una vera e propria fortificazione per difendersi dalle cattiverie del mondo, gli aveva teso una mano.

    Non riuscendo a trattenersi, lui fece scivolare un braccio attorno alle sue spalle e, con un sorriso, la strinse in un caldo abbraccio. E tu che mi dici? Mi sembra di capire che hai una carriera di successo. Perfetto per me! Tuttavia, i suoi intensi occhi verdi, velati di inquietudine, non mostravano la stessa si-curezza. Io arrivo, esamino, risolvo e me ne vado felice e soddisfatta.

    Fine dei giochi. Intendo la sicurezza di un impiego, la pensio-ne, robe del genere. In linea di massima, non ci penso. Una grande compagnia mi offre una possibilità di carriera. Dovrei an-dare a lavorare ogni giorno, sempre agli stessi orari, e io mi sentirei intrappolata. Da quando tua madre è diventata una patita di videogiochi? Nintendo lo sa. Le casette di Colli Ariosi fig.

    Nintendo è perfettamente consapevole del ritmo lento e della dispersività che da sempre affliggono le fasi subacquee dei videogiochi, e ne ha pertanto ridotto al massimo la presenza in SMS. Una suprema forma di integrazione tra sistema di controllo, gameplay e level design si realizza in occasione degli scontri con i boss fig.

    Paradossalmente, il meglio e il peggio del level design di MP risiedono entrambi nel criterio di stratificazione secondo cui Tallon IV si lascia esplorare. Sotto il profilo stilistico, per la modellazione di Tallon IV Retro Studios ha visualizzato una civiltà aliena attraverso la creazione di uno stile architettonico ad hoc. Dopodiché ha proceduto alla ragionata demolizione degli scenari costruiti, per restituir loro un aspetto remoto, decaduto e sottilmente malinconico.

    È nel complesso delle Chozo Ruins fig. Grafica pittorica, virtuosismi registici, panorami poetici, atmosfere incantate, scorci caratteristici la città non è altro che una Venezia tra i monti , sensazionale uso del colore abbinato ad alcune delle migliori texture viste su PS2. Tutto questo spalleggiato da una colonna sonora a tratti sorprendente per un VG europeo il pezzo Propaganda è eccezionale, e anche il sottogioco cui si accompagna è molto divertente. Ma anche il cane è da sbellicarsi.

    Tutti espressivi, originali, pittoreschi.

    E poi è graziosa l'idea del giornalismo d'assalto, lo scopo di ogni infiltrazione è quello di scattare delle foto, un po' come nel Tanker di MGS2. Ma ahimé, manca tutto quello zoccolo duro di gioco che poi sarebbe andato ad ornarsi di tutti i pregi qui sopra elencati. A cominciare dalla grafica: stile a profusione, ma accompagnato dal peggior motore grafico della storia di PS2.

    Se durante le cut scene il gioco è visualizzato in formato , durante le fasi di azione la porzione di schermo attiva si restringe ulteriormente. Troppo, troppo, troppo stretto. Ancel dice che il gioco era già completo, seppur diverso, due anni fa.

    Anche ammettendo che due anni fa Ubisoft avrebbe avuto il coraggio di rilasciare un gioco con questo motore grafico, nei due anni extra non si poteva ottimizzarlo un tantino? Ancel su Dreamcast o PC: stesso stile, ma con texture e colori ancora più belli, a tutto schermo.

    Non mi dire che ti ha dato fastidio una cosa simile. A me è addirittura piaciuta. Ti sembra di stare col naso nel culo di Jade: sexy quanto vuoi ma ti viene da spostare indietro la sedia. Se a questo ci aggiungi il frame rate claudicante e la nevrosi della telecamera virtuale il mal di testa è assicurato. Allora GTA che effetto ti fa? Un alien che balla la rumba all'interno della scatola cranica? Il peggio si verifica quando si cerca di scorgere che cosa ci sia un filo più in alto o più in basso di Jade.

    Si deve ricorrere alla soggettiva perché lo schermo finisce poco sopra la sua testa e appena sotto i suoi piedi; ma la soggettiva ha i bordi oscurati per dare un effetto obiettivo da macchina fotografica. L'eccellente stile grafico riversato nel gioco mi basta e mi avanza. Che mi frega del polygon count? Come avere un pittore sensazionale e farlo dipingere su dei quadratini di carta igienica invece che su una tela di un metro per due.

    Un fottuto spreco. Prendi Rayman 2 sempre del team capeggiato da. A meno che non stiamo cercando animali, ma in questo caso serve appunto la fotocamera.

    Avere la visuale di gioco dimezzata non è proprio un vantaggio. Pensi la stessa cosa quando ti vedi Le Due Torri? Anche durante le cut sce-. D'altronde ci sarà un motivo se ci si lamenta da anni delle bande nere nei giochi PAL. Oltretutto i giochi PAL schiacciano ma non tagliano niente.

    Una scelta di stile? Ci credo poco: l'engine non riesce neanche a gestire uno schermo metà nero, mai nella vita avrebbe potuto muovere una grafica a pieno schermo. Conta il risultato, non la causa che lo ha prodotto. Stessa cosa per gli anni di sviluppo. Buoni per nozionismi ma ininfluenti nel giudizio di un'opera. Ma il pupazzo che avevano fatto quelli degli effetti speciali era talmente penoso che ha dovuto tenerlo nascosto inventandosi millemila inquadrature geniali e sequenze al cardiopalma DU-DUM che fanno del film il capolavoro che é.

    Brillanti anche molti enigmi: semplicissimi, ma perlomeno un po' originali. Ma siamo alle solite: c'è tutto il contorno, ma manca lo scheletro. Guardie che hanno un cono visivo approssimabile alla linea retta, intelligenze artificiali inesistenti, credibilità generale delle situazioni evasive pari a zero. Io no. È semplicemente una delle regole del gioco. I nemici di BGE invece hanno una visuale che si estende in lunghezza ma non in larghezza: cosa ampiamente voluta dagli sviluppatori e che va ad incastonarsi in un gameplay che ne fa un uso consapevole.

    Inoltre non condivido il "primordiale". Ci sono un sacco di trovate per rendere varia l'azione stealth ed il tutto rivela un buon studio delle cau-. E non dimentichiamoci che si tratta di puzzles. Non è Splinter Cell né vuole esserlo.

    Tutto già fatto e già visto decine di volte. Ora soluzioni del genere fanno specie come farebbe specie se ne Le Due Torri Gollum fosse una marionetta di plastica. Sono giochi che stabiliscono delle regole vista in profondità, bombole sulle spalle come punto debole, granata pulisci-tutto e su questo imbastiscono il loro gameplay.

    I combattimenti poi, mamma mia. Ancora una volta il contorno è intrigante, ma la pietanza cruda. Gli scontri si svolgono in questa maniera: appena bisogna menare le mani il frame rate fa le valige e parte per le Canarie, dopodiché rimane da pestare come fabbri X facendo giusto un po' d'attenzione a quando gli avversari caricano e allora giù di botte al quadrato per schivare. Non consideri poi la direzione in cui pestare.

    Anche quella è importante, molto più che schivare: questa utile soprattutto contro i mostri sulla luna. I combattimenti sono divertenti, anche se poco approfonditi. E poi continua a ripetere cose ovvie. Già alla fine dell'introduzione si capisce lontano un miglio che le Squadre Alfa sono in combutta con gli alieni. Nonostante questo le tre ore di gioco successive sono un susseguirsi di informazioni a supporto di una conclusione già ampiamente conclamata.

    Narrativamente la storia non si sviluppa per farti scoprire quello che già. Ad esempio, Jade pronuncia un sacco di battute da idiota da cui si evince che non ha ancora capito nulla. Nonostante questo ci si ritrova a selezionarle per poi sentirsi dare del tonto dal proprio interlocutore. La mia autostima ringrazia.

    Se fai scoprire subito che le Squadre Alfa sono certamente in combutta con i DomZ, togli potenza a questo conflitto, perché dài a Pey'j un motivo valido per continuare cercare di impedire nuovi rapimenti. Inoltre è ovvio che sono cliché, ma sono cliché usati con competenza: il colpo di scena dello Zio Maiale a capo dell'IRIS, poi, è veramente bello.

    Per due motivi: 1 Pey'J è un suino. E come usa come nome in codice? Inventiva saltami addosso. Se lo merita di farsi catturare. È Jade che decide di indagare.

    Indovina-indovinello: si arriva alla base DomZ in due per recuperare un terzo, prima di ripartire è necessario recarsi in un luogo che richiede la presenza di tre. Quando troviamo il terzo questo è morto. Secondo voi è proprio morto morto morto?

    Di solito ci si lamenta di come un ottimo gameplay sia sciupato da una pessima trama. Qui è il contrario, con un colpo di scena il cui effetto è letteralmente infranto da un gameplay telefonato.

    Trovi l'ascensore a tre. Poi trovi Pey'j, imprigionato come Han Solo. Sicuramente, dài. Poi lo liberi e lo trovi morto. Ma in un VG, se una cosa c'è, è perché prima o poi va usata, non ci sono santi. Serve invece a evidenziare, ancora una volta, il legame strettissimo che lega Jade a Pey'j, nonché a dare qualche indizio sulla vera natura di lei.

    E voglio sottolineare come il tutto segua le regole classiche della narrazione, vale a dire che quando si deve ribadire una cosa, bisogna farlo in un contesto di tensione crescente: dal semplice rischio di morire durante il primo boss, alla "morte apparente" nel finale.

    È quasi lo stesso motivo per cui Aragorn, ne Le Due Torri, vola giù dal dirupo. Qualcuno in sala pensava veramente che Aragorn fosse morto? Allora la scena è stato un fallimento? No, assolutamente. Narrativamente è il momento peggiore di tutto il film, peggio di Legolas SSX.

    Perché quella scena è poco credibile non per il fatto che muoia il protagonista seee, come no , ma perché non è girata con i crismi delle morti importanti. Quando Aragorn finisce di sotto non c'è nessuno slow motion sempre c'è lo slow motion quando muore qualcuno, vedi Boromir o Haldir , nessuna colonna sonora lirico-struggente, nessuna immagine, anche parziale, di Viggo che vola di sotto. Non é un caso che una scena simile sia stata inserita alla vigilia della battaglia del Fosso di Helm.

    Se mi metti lo slow motion usi un codice universalmente riconosciuto per una cosa specifica: la morte di un personaggio. Se poi il personaggio non muore allora mi girano, perché il codice é stato usato per imbrogliare.

    Giusto per far fare il sobbalzo finale sulla poltroncina. Qui invece c'è un personaggio a cui vogliamo bene che sta nascondendo qualcosa che potrebbe condurlo alla rovina: è un'anticipazione sulla prossima puntata che ahimé, dubito vedremo.

    Qualsiasi sceneggiatura di un videogame, se fosse stata in un film, l'avrei distrutta. Per me non si tratta di un medium inferiore, perlomeno a livello di grammatica, poi, come sostiene Nemesis, a poter dire qualcosa col VG sono in quattro gatti in virtù dei mostruosi investimenti alle spalle di ogni produzione. Ma questo è un limite estrinseco del medium, non intrinseco. Ritengo il VG a livello di grammatica inferiore a cinema e letteratura. L'interazione valorizza moltissimo una trama.

    Ma se togli. Nel globale di un racconto, intendo. Nelle piccole scene invece ancora ancora se la cava. Per dire: Final Fantasy il film. La storia è schifosa. Siamo tutti d'accordo. Ma se tale storia la sposti in un VG credo che molti videogiocatori eiaculerebbero sui forum di mezzo mondo. Quando nella recensione dicevi che i giochi Nintendo come Zelda li puoi maltrattare quanto vuoi ma alla fine reggono sempre, credo che intendessi questo: sulla barca di Link ci si annoia a morte, ma tutto fila via liscio come l'olio: i controlli, la camera, il motore grafico, i colori, le animazioni di Link, tutto.

    Le fondamenta ci sono, poi magari sono sotto-sfruttate, ma mostrano la loro forza. Penso che questo genere di giochi sia il più difficile da sviluppare, perché devi competere con una cosina da nulla chiamata Zelda e perché racchiudono in sé moltissimi stili di gioco.

    E tutto deve essere ben amalgamato e coerente. Vale lo stesso discorso per Vice City e Shenmue: ottimi giochi nell'insieme, mediocri nei vari sottogiochi che li compongono sparatorie di GTA e picchiaduro di Shenmue anyone? È un inferno, sono pronto a scommetterci. Un platform in confronto è una bicchierata d'acqua. Uno è un autentico Decamerone del VG, l'altro "solo" un platform.

    Ti rispondo dicendo che secondo me un dungeon di Zelda è la cosa in assoluto più difficile da realizzare a livello di game design. Inoltre gli sviluppatori hanno pagato il loro essere alla prima esperienza nel fare un gioco simile.

    L'idea dei comprimari, le sequenze racing, pensa che ho riconosciuto un motivo sonoro preso paro paro da Ra-. Farebbe bene a qualsiasi gioco. Ci sono le idee, ma manca la sostanza. Forse a Ubisoft è mancato davvero del coraggio. Quando due anni fa avevano finito un gioco, avrebbero dovuto pubblicarlo.

    Posso capirli. Il re dei Pilder I grandi picchiaduro della storia non hanno solo imposto il proprio sistema di combattimento, ma hanno anche inculcato nell'immaginario dei giocatori personaggi come quelli di Street Fighter II o Tekken o King of Fighters. È vero che di recente l'etichetta di Osaka si è profusa in molti picchiaduro su licenza, come quello bidimensionale di Jojo, quello tridimensionale di Spawn, o il mastodontico Marvel vs Capcom 2.

    E Chooko Senki Kikaioo, per quanto sfoggi un cast di personaggi inediti, in un certo senso è anche lui figlio di simili condizioni. Il cast del gioco non è pertanto una semplice tessera del carisma di questo impeccabile picchiaduro1, ma anche una chiave di lettura di quelle che sono le tensioni semiotiche del character design nipponico.

    Cerotti rotantiii! Junpei [foto], pilota di Kikaioo, è il classico protagonista delle serie a cartoni anni '70, rozzo ma dagli alti ideali.

    Una testa calda poco imbarazzata dalle donne, che pensa solo a salvare il mondo, far vincere la giustizia e andare d'accordo con gli amici. Il suo viso possiede un particolare ben visibile: un cerottone grande e grosso sul naso. Lo sfregio sulla faccia o il cerotto è una caratteristica ricorrente in molti personaggi giapponesi: in una società in cui il viso sbarbato e impeccabile è la condizione principale di bellezza esteriore, abbinato ove possibile a capelli di forma e colore assurdi, il protagonista con imperfezioni sul viso sta diventando una figura classica dell'immaginario a cartoni e quello videoludico.

    Luffy del blockbuster One Piece squarcio sulla guancia : tutti personaggi distinti da imperfezioni del volto che saltano immediatamente agli occhi, senza le quali risulterebbero impersonali e ordinari. Lo sfregio o il cerotto che la nasconde risponde alla classica necessità narrativa di dare una cifra di distinzione al protagonista, è vero,. Una simile interpretazione ovviamente non vale in senso assoluto, ci sono esempi di segno completamente opposto Sayuki, trasmesso da MTV, tanto per dirne uno tuttavia è innegabile che una simile "corrente di pensiero" da parte di molti character designer sia più che diffusa, e questo perché in genere il loro lavoro è indirizzato ad un pubblico che non è dedito a coltivare un aspetto modaiolo e appariscente.

    Si pensi a Final Fantasy X, in cui lo sbruffone Tidus, tanto simile nell'aspetto ad un adolescente trendy nipponico abbronzatura artificiale, tinta bionda, abbigliamento cool viene presentato come un egocentrico incapace di rendersi conto della situazione che sta vivendo: è proprio questa scelta estetica di Nomura che accentua la drammaticità del momento in cui l'eroe deve affrontare la realtà dei fatti sino ad allora trascurata, perché lo spettatore ha fin dall'inizio del gioco etichettato Tidus in base alla sua apparenza.

    Una scelta che dimostra come l'ormai ufficiale character designer di Final Fantasy non sia un semplice appassionato di tamarri, ma un disegnatore di talento in grado di sintetizzare le intuizioni degli sceneggiatori con personalità e malizia. Sono figo perchè non ci vedo Anche il "personaggio con gli occhiali" è un altro segno dei tempi. Santificato dall'inimitabile caratterizzazione di Gendo Ikari, il quattrocchi è una figura narrativa che sta acquistando uno status di onnipresenza senza precedenti.

    Il Simon Harvard di Kikaioo, comunque, più che parte di questa nuova corrente, è l'inequivocabile stampino di Maximilian Genius e va catalogato semmai come un tributo al suo antenato di Macross2. Eppure che sia uno dei protagonisti della vicenda nonostante la pecca delle lenti, salta agli occhi. Un esempio più valido del contagio di questo trend in ambito ludico è il Lizard Vales di Valkyrie Profile, raffigurato come un diabolico cospiratore col vizio di aggiustarsi gli occhiali ogni cinque minuti.

    La sua miopia, probabile conseguenza di uno studio incessante, non ha la funzione di esprimere un aspetto estetico poco appetibile quanto più sottolineare l'eccezionalità della sua intelligenza e quindi la sua superiorità, che l'inquietante mago piega a propositi di ogni risma arrivando persino a costruirsi cloni della protagonista per farne bambole sessuali.

    Fondamentale in questo senso la gamma di interpretazioni di Yoshiyuki Sadamoto, character designer tra i più abili, la cui carriera offre originali esempi di stilizzazione di personaggi miopi che hanno poi contagiato l'immaginario degli anime in modo a dir poco radicale.

    Il Ramus di Lunar, ad esempio, è doppiamente tarato dagli occhiali e dal suo sovrappeso, ma è un personaggio solare e in più di un caso è quello che prende le redini del gruppo: nonostante abbia tutte le carte in regola per essere un escluso da antologia, rappresenta invece una figura positiva e di comando.

    Una caratterizzazione molto curiosa per il periodo, in cui le "spalle" munite di lenti da vista occupavano la classica funzione che potremmo definire, con un sostantivo volontariamente comico, dello "spiegatore": il personaggio che mentre l'eroe fa a botte col cattivo o calcia un "missile" in porta, sta in disparte a commentare le mosse e le tecniche utilizzate.

    Categoria che rispecchia proprio l'elevato indice di maniacalità degli otaku, spesso fisicamente inermi ma al contempo depositari di conoscenze insolitamente approfondite per l'età che possiedono. Grazie a Sadamoto l'archetipo del personaggio miope compie la sua evoluzione conclusiva, consegnando finalmente alla storia dell'animazione due quattrocchi con tutte le qualità per essere protagonisti: socievoli quanto istruiti, il loro ruolo entusiasta e vivace non è più quello accessorio dei cartoni di un tempo ma diventa anzi quello fondamentale dei personaggi.

    Buffo come oggi sembra non ci sia niente di più cool che tenere un paio di lenti calate sul naso All'ombra di Gundam Shadow red è uno dei personaggi più riusciti del cast di Kikaioo, anche se il mistero che lo circonda si dissolve in fretta: è il padre di Junpei, e l'epigono, ovviamente, è Darth Vader.

    Ora, tracciare una mappa delle figure narrative ispirate all'irascibile sith ideato da Lucas è impossibile, tuttavia se si limita lo spettro d'analisi al cosmo delle produzioni giapponesi il cerchio si stringe. Non solo, trascurando l'elemento di parentela tra Shadow red e il protagonista del gioco, quello che rimane è un aspetto esteriore che sembra parodizzare il Sephiroth di Yoshita-.

    Shadow red non ispira antipatia: è morale, è forte, è sicuro di sé, è un ideale maschile; eppure allo stesso tempo rappresenta lo sbugiardamento del pregiudizio estetico secondo cui l'aspetto è la chiave dell'accettazione e della superiorità, perché attraverso questa icona la bellezza esteriore e quella interiore.

    La katana in spalla è invece tributo ad un altro parco dell'immaginario, cioè quello delle serie cosiddette sentai, le produzioni televisive giapponesi che noi conosciamo come Power Rangers, o Spectreman, o Megaloman.

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    In queste opere caratterizzate da una capillare frequenza di scontri a mani nude, non di rado sono presenti nelle fazioni dei cattivi personaggi molto simili a samurai medievali dotati di una forza superiore a quella di chiunque altro. In loro ricorre l'equipaggiamento della spada, per due motivi: il primo è il simbolo della loro scorrettezza un arma bianca contro i semplici pugni , il secondo è l'ideale di onore e coraggio che il loro aspetto cavalle-.

    Tale caratterizzazione contraddittoria è classica nel fantastico giapponese a cartoni quanto in quello a fumetti, proprio perché entrambi figli di una cultura segnata da una millenaria matrice scintoista, in cui bene e male non sono concetti assoluti ma compenetranti. Un personaggio che è l'esempio più riuscito di questo modello è Char Aznable, apparso nel leggendario Kidoo Senshi Gundam.

    Bello e abile, Char è allo stesso tempo un traditore si arruola nell'esercito di Zion per ucciderne i leader, mandanti dell'omicidio del padre e un ufficia-. Doppiato da Shuichi Ikeda e contraddistinto dalla predilezione per il rosso colorazione che ricorre in tutti i mech che pilota , Char è stata una figura talmente cardinale e memorabile nell'animazione nipponica che Kawamori non ha potuto fare altro se non renderlo la matrice principale dell'affabile Shadow Red.

    Il risultato è una nemesi tra le più riuscite nella storia dei picchiaduro Capcom, che condivide lo stesso doppiatore di Char Aznable. Sarà un caso?

    Non è tutto Horus quel che luccica Alma e Nakato foto in basso sono forse i personaggi ideati con meno fantasia di tutti, nel cast di Kikaioo. I loro assurdi nomi sono un tributo alle opere di Yoshiyuki Tomino, in cui i protagonisti delle storie hanno identità esotiche o inesistenti3 connotate al background narrativo spazio o universi paralleli.

    In esse Tomino inscena la sua personale visione della natura umana, mostrando come anche ad anni luce di distanza o in realtà alternative questa sia comunque caratterizzata da una drammatica inclinazione alla guerra. I "buoni" delle sue storie non sono mai impeccabili eroi dalla rigorosa condotta morale, né i suoi "cattivi" dei semplici tiranni assetati di sangue. È per questo motivo che sia Alma che Nakato non offrono alcun elemento estetico distintivo, perché nelle produzioni di Tomino le figure narrative principali sono sempre inizialmente neutre, ingenue, incontaminate.

    Sono gli eventi e gli incontri che affrontano a portarli a maturare nelle attitudini e nella sensibilità o a indurire i loro cuori , senza mai rivelarsi dei "semplici" superuomini capaci di salvare il mondo con l'aiuto di un robot. Non è un caso che entrambe le storyline di Alma e Nakato siano separate dal cosmo di Kikaioo, quasi come se Kawamori li avesse ritratti per concedere un atto di presenza ad un'interpretazione estetica e comportamentale con cui probabilmente non si trova a suo agio, ma che pure riconosce come tipica e vivida nei cartoni robotici.

    Il celebre autore è da sempre stato legato a caratterizzazioni più cool, affini a quelle che popolano i vari Macross in cui i piloti sono sempre spacconi, spavaldi e perché no anche un filino antipatici.

    È quindi probabile che abbia trovato varie difficoltà a gestire due personaggi tanto distanti dal suo gusto. Non è raro che una stessa saga presenti caratterizzazioni grafiche e attitudinali dei personaggi ben diverse da una serie all'altra, basti pensare ad un altro esemplare titolo ispirato ai robot giganti: Zone of the Enders. Come nella maggior parte dei capitoli di Gundam ad essere protagonista del primo capitolo è un ragazzino, Leo.

    Nelle intenzioni dell'autore originale lo svolgimento della serie di Z. È non è un caso che il character designer del primo Z. Diversi elementi già visti, ma proposti in una soluzione inedita.

    Tuttavia, con l'avvicendamento alla direzione della serie, le premesse tipicamente "tominoidi" di Z. Rimossa la riluttanza all'assassinio di Leo, tolto l'unico elemento di contrasto con il clima cupo e bellico la purezza di Ceres , privato il Baphram di qualsiasi elemento umano Noman sembra ormai semplicemente spalleggiato da un esercito di mech automatizzati quello che resta è un one-man show che si risparmia interrogativi e conflitti etici.

    E Leo è ormai già cresciuto, i suoi contrasti interiori risolti probabilmente da lungo tempo. Avvincente comunque, ma che spreco.

    Nella storia giapponese le donne hanno sempre assunto dei ruoli piuttosto insoliti per l'ottica occidentale: le prime fondamentali opere letterarie sono state composte dalle cortigiane dell'imperatore, molti fantasmi della tradizione sono di sesso femminile si veda l'interessante Fatal Frame e molti governi sono stati condotti all'ombra di donne che riuscivano a manipolare il volere dei reggenti con il metodo più vecchio del mondo.

    Ma quello che è veramente strano è il superomismo "in rosa". In Giappone esiste tutto un filone di personagg"esse" ispirate alla Cutie Honey di Go Nagai, che combattono le forze del male sostituendo al dinamismo muscolare l'impiego delle proprie traballanti grazie.

    La scintilla scoccata dal papà di Devilman ha acceso un focolaio di imitazioni che nel tempo hanno sostituito all'ironico spirito dell'eroina nagaiana, diretto a sbeffeggiare il machismo imperante nei manga anni '70, una corposa cifra soft-core. Reika Amamiya, alter-ego umano di Diana 17, non è infatti altro che una delle tante wonder-woman nipponiche a occupare l'immaginario del pubblico maschile sentimentalmente e psicologicamente meno sano.

    Un'atipica cosmogonia di cui fanno parte le Knight Sabers di Bubble Gum Crisis [foto a destra], le sette agenti di Silent Moebius, la protagonista di Moldiver, la smutandatissima Aika protagonista dell'omonimo cartone animato e tante altre. Ma non è di queste che vogliamo occuparci, nonostante ad alcuni di voi farebbe sicuramente piacere. Piuttosto è interessante evidenziare le tracce che un simile filone ha lasciato nel mercato videoludico.

    Possibile che il pubblico odierno preferisca ad un coetaneo in cui riconoscersi, l'immedesimazione con la donna che si vorrebbe trombare? Chi scrive ha sempre adocchiato con un certo sospetto quei giocatori che nei picchiaduro selezionano personaggi femminili, ma perlomeno in quel caso si deve tenere conto che un utente si possa trovare a proprio agio con un determinato set di colpi associato alla Chun-li di turno.

    Grazie all'avanguardistico supporto ottico in un epoca dove era la cartuccia a troneggiare, la console di Nec aveva battezzato un numero imprecisato di nuovi generi e sottogeneri. Tra questi facevano bella mostra le simulazioni d'appuntamento, prosperate grazie alla possibilità di campionare decine di minuti di doppiaggio e di filmati sui compact disc. Generalmente si trattava di ordinari platform in cui a interpretare il ruolo di protagoniste erano eroine con una ricorrente doppia identità di liceali in uniforme e di guerriere in armatura, ma col tempo molti altri generi sono stati pornografati a dovere.

    Nel corso degli anni queste improbabili ragazzine superdotate non solo continuarono a far mostra di sé nel genere platform, ma invasero anche le terre dello shoot-em-up Galaxy Fraulien Yuna, Musha Aleste e dell'RPG Megami Tengoku, Dragon Half. E vendevano! Chi volesse saggiare il grado di follia raggiunto da queste produzioni potrà agevolmente farlo procurandosi un paio di titoli: Wonder Momo per Pc-Engine e Mugenshi Valis per Duo. Quest'ultima in particolare era divenuta nel tempo una saga "storica" a tutti gli effetti, tanto da continuare a sfornare a ripetizione nuovi capitoli sull'elitaria console di Nec.

    Due erano le principali attrattive per il pubblico: la difficoltà della impresa ludica e tinte voyeuristiche sempre più audaci. Mugenshi Valis non era solo un prodotto settario nella sua ostilità al completamento ma anche nel fascino della sua protagonista Yuko, che mostrava le sue "arrapantissime" mutandine bianche al momento di saltare o di scivolare, che poteva cambiare fino a otto abiti, e che offriva allo schermo un bel paio di chiappe budinose durante i segmenti animati.

    La cosa preoccupante è che fino a poco tempo fa questa sindrome affliggeva solo i giovani nipponici che, si sa, sono un popolo non esattamente canonico.

    Ma se pensate che gli occidentali siano immuni al pericoloso trend delle uber-woman, fate un attimo un pensierino a Lara Croft Colpevoli senza volto L'acefalo Wiseduck con la sua troupe di ben sei piloti riporta invece alla mente un altro noto filone robotico giapponese, quello realistico inaugurato da Ryosuke Takahashi con Soko Kihei Votoms Votoms Cavalleria armata in cui ancor più delle vicende dei singoli piloti o delle prodezze di titanici mech antropomorfi a venire esaltata è la "natura" della guerra.

    Ancora più che nelle serie di Yoshiyuki Tomino, ugualmente attinente a tematiche militariste, Takahashi priva i robot delle sue storie di qualsiasi parvenza umana: tanto le armature corazzate di Votoms quanto i mech del recente Gasaraki si distinguono per la loro estrema funzionalità, privi di colori appariscenti o "visi" che richiamano alla memoria i barocchi elmi giapponesi. In questo senso Takahashi non ha ispirato solo altri autori del mondo dell'animazione ma anche e soprattutto gli autori di Front Mission, serie di videogiochi in cui tanto la fantapolitica genere carissimo al regista quanto la caratteristi-.

    Svicolando l'attenzione dello spettatore dai mech e dalle loro perfomance, Takahashi dà risalto alla realtà della guerra con amici che finiscono nel trovarsi su fronti opposti, dove i buoni e i cattivi riconoscono di somigliarsi più. Non è un caso se tanto nel primo Front Mission ma solo nella recente riedizione per PlayStation quanto nel terzo, il giocatore è chiamato a prendere le parti di due diversi personaggi che militano in fronti opposti e calato in un contesto ove gli è permesso assistere concretamente alle tante assurdità della macchina bellica.

    Un po' come avviene nello story-mode del Wiseduck, in cui il protagonista Alvin si deve scontrare con una realtà che lo mette di fronte a scelte che non vorrebbe fare ma è costretto a compiere pur di sopravvivere.

    Tant'è che due sono i finali possibili: uno con la pace raggiunta a costo del sacrificio di una bambina che il protagonista fa di tutto per salvare, e l'altro che vede salva la bambina ma Alvin morto, con i compagni persi a ricordarlo puro e idealista, forse un po' cambiati dall'averlo incontrato. Che il machismo di tanti eroi dei cartoni robotici anni settanta sia stato abbandonato in favore di caratterizzazioni più originali e meno "appetibili", è un aspetto della produzione attuale che va lodato, tanto che gli esempi iconoclasti risultano sempre più frequenti.

    D'accordo la diversità, ma. Note [1] Chi ha dubbi in proposito potrebbe concedere un occhiata allo scopiazzatissimo War of the Monsters. Persino il personaggio principale è identico. È con malcelata rigogliosità che inauguriamo in questa sede una nuova rubrica tappabuchi.

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    Ami travestirti come il tuo eroe o eroina, quella ne serve tanta preferito per poi magari compiere lunghe passeggiate sui viali? Scrivi a posta project-ring.

    Frattanto godetevi questa splendida principessa Zelda. Non sarà Uma Thurman, ma almeno è resistente alle carestie…. Un simile casting era stato escogitato già in Gundam Victory.

    Qui ne abbiamo riportata una a scelta a caso. Fra picchiaduro e action game sono sedici anni che Ryu cammina sui muri; permetterete che vi dia una lezione di knowhow. Né come, in effetti, sia riuscito a implementarle. Nessuno mette in discussione il principio per il quale Belmont trarrebbe giovamento dal vandalizzare le proprietà del Vampiro a scudisciate. Sebbene suggestivo e considerevolmente coreografico, non dilata le tempistiche con pause ad effetto o primi piani teatrali. Ninja Gaiden è un videogioco, nel senso classico e più elementare del termine, e suggestione e sospensione di incredulità non sono le sue priorità.

    È un mio sacrosanto diritto di videogiocatore avere la possibilità di fare spese prima dello scontro con un boss, e per non obbligarmi a ripercorrere a ritroso monasteri, cripte, laghi di magma e caverne di ghiaccio per tornare giù in città dove upgradare la spada, ecco che il centenario esercente ha precauzionalmente installato, in ogni un angolo, un distributore automatico di pozioni, armi e accessori. Sarebbe come chiedersi perché, quando sul tavolo ci sono regio, tre di denari e sette di bastoni, io che in mano ho il regio, il regio sono obbligato a prendere.

    Tranne quella cosa del biglietto, in effetti. Se questo tipo di rappresentazione grafica ha consentito un contesto estetico più verosimile, a certi sviluppatori è parso. Un attimo. Il che, trovando una conveniente scorciatoia fra le perifrasi, significa che è dare la scalata alla curva di apprendimento la parte più malagevole; ma una volta sulla cima si scende con lo.

    Non esiste una strategia statica che permette di affrontare i combattimenti in relativa tranquillità. Bisogna essere stilosi ma efficaci, rapidi nel parare i colpi ma senza arroccarsi nella postura tartaruga ninja , dimentichi che i nostri avversari sono capaci di prese particolarmente bastarde. Flessibili e costantemente consapevoli della conformazione del teatro dello scontro.

    Per quanto forti siate, per quanto potenziata la vostra lama ed estesa la barra energetica, ogni combattimento è potenzialmente foriero di una spartana schermata di game over. Resume Game Il primo trittico di capitoli perplime per struttura eccessivamente pretestuosa e level design troppo evidentemente piegato ad un ruolo introduttivo. I paragrafi si susseguono rinnovandosi. La componente tagliaffetta, predominante ma non isolata, non tedia, sostenuta da un numero di tecniche paragonabile a quella di un beat em up 1 contro 1 e si ricorda che ognuna delle armi del gioco ha una nutrita movelist dedicata.

    E proprio quando si pensa di poter prevedere la direzione nella quale si evolverà il gioco, Ninja Gaiden sor-. La stessa geometria di Tairon subirà variazioni rilevanti in seguito a particolari eventi della sceneggiatura. Fino alla fine il Team Ninja sa miscelare questi elementi per offrire un bilanciamento diverso, una sfida stimolante, un diversivo, un incentivo.

    Capitolo XV — The Core: Il Team Ninja riesce per primo pienamente a far coesistere immediatezza bidimensionale e suggestione tridimensionale.

    O quasi. Nondimeno, alcuni errori potevano e dovevano essere evitati. In particolare, sono i rapidi spostamenti verticali di Ryu a causare grattacapi allo scioperato cameraman che a questo punto ci figuriamo adiposo e sofferente. I boss, che si inseguono in rutilante coreografia, potrebbero in alcuni casi essere supportati da meccaniche di gioco più creative: in generale, gli scontri più memorabili sono quelli con altri nerboruti ninja della nostra taglia, che funziona-.

    Maneggia con sapienza varie armi per il corpo a corpo e da lancio, non disdegnando incantesimi di rara possanza visiva. Quello che altri personaggi impiegano alcuni istanti potenzialmente fatali a capire, Ryu Hayabusa lo intuisce.

    E con stupefacente precisione lo mette in atto. Altri ancora attaccano con pattern fin troppo elaborati e imprevedibili, al punto che un giocatore meno che orgoglioso, dopo qualche tentativo infruttuoso, potrebbe decidere di tornare da Muramasa per rimpinguare le scorte prontosoccorsiche e affrontare il mostro caricandolo a testa bassa e tracannando pozioni curative, incuranti del suo ostentare atteggiamento ostile nei nostri confronti.

    Si potrebbe anche dire che Ninja Gaiden ha un valore narrativo prossimo al nullo e fa poco per sedurci con i suoi interpreti, se si esclude modellare sul torace di Rachel un robusto paio di gigantiche tette, secondo una spensierata consuetudine della software house nipponica.

    La trilogia è diventata una serie, ma assieme ai tempi narrativi si è dilatata anche la qualità. Il genere delle avventure vive del senso spettacolare che tenta di riprodurre, dell'impatto estetico, dell'attenzione che provoca intorno a sé con gli screenshot diffusi dalla stampa. L'unico modo che ha di resistere alla sua fama è mantenere le promesse, perché non esiste delusione maggiore di un prodotto che fallisce pur in UNO solo degli aspetti ove garantiva eccellere.

    Viene spontaneo chiedersi come si possa riuscire ad avere per le mani il sistema di combattimento di Onimusha 2, non impeccabile ma comunque gustosamente sfaccettato, e finire con l'edulcorarlo al punto di renderlo monotono e frustrante. Non capita di rado ultimamente: basta dare un'occhiata alla saga di Devil May Cry. Ciononostante la preoccupante piega che ha preso Capcom nella realizzazione dei suoi prodotti di grido fa cascare le braccia e non solo quelle.

    In Onimusha 3 non è più possibile sconfiggere un avversario secondo il metodo che si preferisce, ma si deve anzi categoricamente ricorrere a tecniche specifiche per ciascun tipo di nemico.

    Non viene concesso spazio all'improvvisazione e allo stile. L'accento dato all'esecuzione degli Issen fulminei movimenti della spada che eliminano gli avversari con un colpo solo li ha resi non più risorse da "utente esperto" ma strumenti imprescindibili. A ben poco serve tentare gli Issen a catena premere rapidamente il tasto quadrato per effettuare a ripetizione la tecnica appena descritta visto che il tempismo richiesto per metterli a segno risulta ancor più inaccessibile di quello per le Chain di Vagrant Story.

    In definitiva il non poter gestire autonomamente le strategie d'attacco impedisce di acquisire la piena padronanza del sistema di combattimento, lasciando in bocca il sapore amaro dell'umiliazione. Intanto lo sguardo corre alla confezione di Viewtiful Joe: la tentazione di afferrarla diventa sempre più grande È cambiato qualcosa, con il tanto sbandierato passaggio alle tre dimensioni?


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