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SCARICA GIGLIO CASAVATORE CANZONE

Posted on Author Gujas Posted in Ufficio


    Contents
  1. Bettoliere 2004
  2. Giglio del Sarto 2019
  3. Maxthon Cloud Browser
  4. "Very Neapolitan Songs", la compilation delle nuove proposte partenopee è gratis

Canzoni dell' Associazione La Formidabile Paranza Barrese La Formidabile. Postazione Giglio: Presentazione Clicca qui per scaricare Clicca per il testo. Barresi e SecondsFesta dei Gigli di Casavatore. Canzoni D'Occasione del Giglio del Bettoliere Paranza Nolana Pollicino. Clicca qui per scaricare Clicca per il testo. Suspire dint”o core. La Festa dei Gigli è una festa popolare cattolica che si tiene ogni anno a Nola in occasione . agli intervenuti la cassetta o il disco dove appunto sono incise le suddette canzoni. . Napoli, nel quartiere di Barra;; Brusciano; · Casavatore,; Mariglianella · Cimitile . Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile. scarica il nuovo spartito dela panettiere panettiere CANZONI DELLA FESTA DEI GIGLI DI NOLA FESTA DEI GIGLI A CASAVATORE.

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Debbono forse anch'essi essere dei? Debbono essere uguali a noi, che possiamo vedere e sapere tutto? Ostacoliamo dunque i loro desideri I loro occhi furono coperti, ed essi poterono vedere solo quello che era vicino, solo quello che ad essi appariva chiaro. I letterati, che non siano poeti, cioè scrittori stringati, si dividono in narratori e saggisti. In questo modo il successo è assicurato e non hai rompiballe che si sentono diffamati e che ti querelano e che, spesso, sono gli stessi che ti condannano.

Impossibile poi è essere saggisti e scrivere delle malefatte dei magistrati e del Potere in generale, che per logica ti perseguitano per farti cessare di scrivere. Devastante è farlo senza essere di sinistra. Quando si parla di veri scrittori ci si ricordi di Dante Alighieri e della fine che fece il primo saggista mondiale. Le vittime, vere o presunte, di soprusi, parlano solo di loro, inascoltati, pretendendo aiuto.

Io da vittima non racconto di me e delle mie traversie. Aforisma di Bertolt Brecht. Tante verità soggettive e tante omertà son tasselli che la mente corrompono. E questo al di là della sua convinzione di sapere già tutto dalle sue fonti? Provi a leggere un e-book o un book di Antonio Giangrande. Scoprirà, cosa succede veramente nella sua regione o in riferimento alla sua professione.

Cose che nessuno le dirà mai. Non troverà le cose ovvie contro la Mafia o Berlusconi o i complotti della domenica. Cose che servono solo a bacare la mente. Troverà quello che tutti sanno, o che provano sulla loro pelle, ma che nessuno ha il coraggio di raccontare.

Citazione di Alessandro Manzoni. Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!

Antonio Giangrande, perché è diverso dagli altri? Perché lui spiega cosa è la legalità, gli altri non ne parlano, ma ne sparlano. La legalità è un comportamento conforme alla legge ed ai regolamenti di attuazione e la sua applicazione necessaria dovrebbe avvenire secondo la comune Prassi legale di riferimento.

Legge e Prassi sono le due facce della stessa medaglia. La Legge è votata ed emanata in nome del popolo sovrano. I Regolamenti di applicazione sono predisposti dagli alti Burocrati e già questo non va bene. Ecco perché vige il detto: La Legge si applica per i deboli e si interpreta per i forti. Più difficile per loro parlar di Prassi generale, conoscendo loro signori solo la prassi particolare che loro coltivano per i propri interessi di privilegiati.

Ed è proprio la Prassi che fotte la Legge. La giustizia che debba essere uguale per tutti parrebbe essere un principio che oggi consideriamo irrinunciabile, anche se non sempre pienamente concretizzabile nella pratica quotidiana. Essa vien da lontano.

Questa spiegazione si trova nel Dizionario italiano ragionato e nel Dizionario etimologico di Cortelazzo-Zolli mentre gli altri vocabolari si limitano a indicare soltanto la matrice manzoniana. La legge non era uguale per tutti anche nel Seicento, secolo di soprusi e di prepotenze da parte dei potenti.

Egli rappresenta quindi un uomo la cui coscienza meschina è asservita agli interessi dei potenti. Compare anche nel capitolo quinto quando fra Cristoforo va al palazzotto di don Rodrigo e lo trova fra gli invitati al banchetto che si sta tenendo a casa appunto di don Rodrigo. Il suo tavolo invece è cosparso di fogli che impressionano gli abitanti del paese che vi si recano. Il suo nome Azzeccagarbugli è dovuto dal fatto che Azzecca significa "indovinare" e garbugli "cose non giuste", quindi: Indovinare cose non giuste.

Il Dottor Azzeccagarbugli è una figurina vista di scorcio, ma pur limpida e interessante. E' un leguleio da strapazzo, ma abile la sua parte a ordire garbugli per imbrogliare le cose, come lui stesso confessa a Renzo.

Ci vuole la conoscenza del codice, è necessario saper interpretare le gride, ma per lui valgono sopra tutto le arti per ingarbugliare i clienti. Tale è la morale di questo tipo di trappolone addottorato, comunissimo in ogni società. Il Manzoni lo ha ricreato di una specifica individualità esteriore, nell'eloquio profuso, a volte enfatico e sentenzioso, a volte freddo e cavilloso, grave e serio nella posa di uomo di alte cure, pieno di sussiego nella sua mimica istrionica. Don Rodrigo lo ha caro, come complice connivente nei suoi delittuosi disegni, mentre il dottore accattando protezione col servilismo e l'adulazione, scrocca lauti pranzi.

Alcuni osservano, e non a torto, che in questo personaggio il Manzoni abbia voluto farsi beffe dei legulei dalla coscienza facile. Chi dice le bugie al dottore, vedete figliuolo, è uno sciocco che dirà la verità al giudice. Capite bene che, salvando sé, salverà anche voi. Io vi parlo da amico: le scappate bisogna pagarle: se volete passarvela liscia, danari e sincerità, fidarvi di chi vi vuol bene, ubbidire, far tutto quello che vi sarà suggerito. Io non ho minacciato nessuno; io non fo di queste cose, io: e domandi pure a tutto il mio comune, che sentirà che non ho mai avuto che fare con la giustizia.

Quel prepotente di don Rodrigo…. Che mi venite a rompere il capo con queste fandonie? Fate di questi discorsi tra voi altri, che non sapete misurar le parole; e non venite a farli con un galantuomo che sa quanto valgono. E se le andava stropicciando, come se le lavasse davvero. Renzo voleva far cerimonie; ma il dottore fu inespugnabile; e il giovine, più attonito e più stizzito che mai, dovette riprendersi le vittime rifiutate, e tornar al paese, a raccontar alle donne il bel costrutto della sua spedizione.

A Parlar di azzeccagarbugli non vi pare che si parli dei nostri contemporanei legulei togati, siano essi magistrati od avvocati? Additare i difetti altrui è cosa che tutti sanno fare, più improbabile è indicare e correggere i propri. Non abbiamo bisogno di eroi, né, tantomeno, di mistificatori con la tonaca toga e divisa. La legalità non va promossa solo nella forma, ma va coltivata anche nella sostanza. Ti scontri sempre con la permalosità di magistrati e giornalisti e la sornionità degli avvocati avvezzi solo ai loro interessi.

Categorie di saccenti che non ammettono critiche. Se scrivi e sei del centro-nord Italia, i conterranei diranno: che bel libro, bravo, è uno di noi. Chi siamo noi? Da bambini i genitori ci educavano secondo i loro canoni, fino a che abbiamo scoperto che era solo il canone di poveri ignoranti.

Da studenti i maestri ci istruivano secondo il loro pensiero, fino a che abbiamo scoperto che era solo il pensiero di comunisti arroganti. Da credenti i ministri di culto ci erudivano sulla confessione religiosa secondo il loro verbo, fino a che abbiamo scoperto che era solo la parola di pedofili o terroristi. Da elettori i legislatori ci imponevano le leggi secondo il loro diritto, fino a che abbiamo scoperto che erano solo corrotti, mafiosi e massoni.

Ho vissuto una breve vita confrontandomi con una sequela di generazioni difettate condotte in un caos organizzato. Uomini e donne senza ideali e senza valori succubi del flusso culturale e politico del momento, scevri da ogni discernimento tra il bene ed il male.

È l'Italia degli sprechi e delle frodi fotografata in un dossier messo a punto dalla procura generale della Corte dei Conti che ha messo insieme le iniziative più rilevanti dei procuratori regionali.

Non sto qui a promuovermi. Ad ogni elezione legislativa ci troviamo a dover scegliere tra: il partito dei condoni; il partito della CGIL; il partito dei giudici. Io da anni non vado a votare perché non mi rappresentano i nominati in Parlamento. Oltretutto mi disgustano le malefatte dei nominati. Un esempio per tutti, anche se i media lo hanno sottaciuto. La riforma forense, approvata con Legge 31 dicembre , n. I nonni avvocati in Parlamento compresi i comunisti hanno partorito, in previsione di un loro roseo futuro, una contro riforma fatta a posta contro i giovani.

Ai fascisti che hanno dato vita al primo Ordinamento forense R. Da anni inascoltato denuncio il malaffare di avvocati e magistrati ed il loro malsano accesso alla professione. Intanto ti intimoriscono. Ed anche la giustizia amministrativa si adegua. La mafia cos'è? La risposta in un aneddoto di Paolo Borsellino: "Sapete che cos'è la Mafia Il fesso. Il magistrato che mi racconta che Andreotti ha baciato Riina io lo voglio in galera ". Il riferimento dell'ex premier è alle associazioni interne ai magistrati, come Magistratura Democratica.

Il Cavaliere è a Udine il 18 aprile per un comizio. Abbiamo una Costituzione catto-comunista predisposta e votata dagli apparati politici che rappresentavano la metà degli italiani, ossia coloro che furono i vincitori della guerra civile e che votarono per la Repubblica. Ogni dato virulento che il potere mediatico ci ha propinato, succube al potere politico, economico e giudiziario, ha falsato il senso etico della ragione e logica del popolo.

Come il personal computer, giovani e vecchi, devono essere formattati. Dobbiamo essere consci del fatto che esistono diverse verità. Ogni fatto è rappresentato da una verità storica; da una verità mediatica e da una verità giudiziaria. La verità storica è conosciuta solo dai responsabili del fatto. La verità giudiziaria è quella che esce fuori da una corte, spesso impreparata culturalmente, tecnicamente e psicologicamente in virtù dei concorsi pubblici truccati.

Nelle aule spesso si lede il diritto di difesa, finanche negando le più elementari fonti di prova, o addirittura, in caso di imputati poveri, il diritto alla difesa. Il gratuita patrocinio è solo una balla. La sentenza è sempre frutto della libera convinzione di una persona il giudice. Mi si chiede cosa fare. A differenza degli animali la maggior parte degli umani non si cura del proprio limite e si avventura in atteggiamenti e giudizi non consoni al loro stato. Quando a causa dei loro limiti non arrivano ad avere ragione con il ragionamento, allora adottano la violenza fisica o psicologica, ideologica o religiosa e spesso con la violenza ottengono un effimero ed immeritato potere o risultato.

I più intelligenti, conoscendo il proprio limite, cercano di ampliarlo per risultati più duraturi e poteri meritati. Con nuove conoscenze, con nuovi studi, con nuove esperienze arricchiscono il loro bagaglio culturale ed aprono la loro mente, affinché questa accetti nuovi concetti e nuovi orizzonti.

Acquisizione impensabile in uno stato primordiale. In non omologati hanno empatia per i conformati. Loro ed i loro interessi come ombelico del mondo. Da qui la loro paura della morte e la ricerca di un dio assoluto e personale, finanche cattivo: hanno paura di perdere il niente che hanno e sono alla ricerca di un dio che dal niente che sono li elevi ad entità.

L'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da un impegno di comprensione dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale simpatia, antipatia e ogni giudizio morale, perché mettersi nei panni dell'altro per sapere cosa pensa e come reagirebbe costituisce un importante fattore di sopravvivenza in un mondo in cui l'uomo è in continua competizione con gli altri uomini. Fa niente se i dotti emancipati e non omologati saranno additati in patria loro come Gesù nella sua Nazareth: semplici figli di falegnami, perchè "non c'è nessun posto dove un profeta abbia meno valore che non nella sua patria e nella sua casa".

Tutti vogliono avere ragione e tutti pretendono di imporre la loro verità agli altri. Chi impone ignora, millanta o manipola la verità. Il saggio aspetta che la verità venga agli altri. Solo gli sciocchi e gli ignoranti non cambiano mai idea, per questo sono sempre sottomessi. La Verità rende liberi, per questo è importante far di tutto per conoscerla. La Legalità è il comportamento umano conforme al dettato della legge nel compimento di un atto o di un fatto.

Lor signori non si devono permettere di selezionare secondo loro discrezione la società civile in buoni e cattivi ed ovviamente si devono astenere dall'inserirsi loro stessi tra i buoni.

Perchè secondo questa cernita il cattivo è sempre il povero cittadino, che oltretutto con le esose tasse li mantiene. Non dimentichiamoci che non ci sono dio in terra e fino a quando saremo in democrazia, il potere è solo prerogativa del popolo. Non sono conformato ed omologato, per questo son fiero ed orgoglioso di essere diverso.

Perle di saggezza destinate al porcilaio. I giornalisti della tv e stampa, sia quotidiana, sia periodica, da sempre sono tacciati di faziosità e mediocrità. Si dice che siano prezzolati e manipolati dal potere e che esprimano solo opinioni personali, non raccontando i fatti. Lo dice Beppe Grillo e forse ha ragione.

Ma tra di loro vi sono anche eccellenze di gran valore. Pochi lupi e tante pecore. Una selezione di nomi e fatti articolati per argomento e per territorio.

Questa è sociologia storica, di cui il Giangrande è il massimo cultore. Saggi pertinenti questioni che nessuno osa affrontare. Opere che i media si astengono a dare loro la dovuta visibilità e le rassegne culturali ad ignorare. Non è pubblicità gratuita che si cerca per fini economici, né tanto meno è concorrenza sleale. Si chiede solo di divulgare la conoscenza di opere che già sul web sono conosciutissime e che possono anche esser lette gratuitamente.

Evento editoriale esclusivo ed aggiornato periodicamente. Di sicuro interesse generale. Fa niente se dietro non ci sono grandi o piccoli gruppi editoriali. Politica, giustizia ed informazione. Sgualdrine che si atteggiano a verginelle e si presentano come aspiranti salvatori della patria in stampo elettorale.

I nuovi politici non si presentano come preparati a risolvere i problemi, meglio se liberi da pressioni castali, ma si propongono, a chi non li conosce bene, solo per le loro presunti virtù, come verginelle illibate. E chi svolse insieme a Maritati gli accertamenti su Cavallari? E per questo gli avvocati in Parlamento, anziché emanar norme, scioperano nei tribunali, annacquando ancor di più la lungaggine dei processi.

Il primo è un racconto che dura da anni. Del secondo invece non si deve parlare. La verità è che sono solo codardi. In una Italia, laddove alcuni magistrati tacitano con violenza le contro voci. Tutti hanno taciuto "Le mani nel cassetto. I giornalisti perquisiti raccontano". E cosa ci si aspetta da questa informazione dove essa stessa è stata visitata nella loro sede istituzionale dalla polizia giudiziaria che ha voluto delle copie del volume e i dati identificativi di alcune persone, compreso il presidente che dell'Ordine è il rappresentante legale?

Solo il popolo è depositario della sovranità: per questo Togliatti alla Costituente avrebbe voluto addirittura che i magistrati fossero eletti dal popolo, per questo sostenne le giurie popolari. Ordine o potere che sia, in ogni caso è chiaro che di magistrati si parla. E facile dire pregiudicato. Parliamo del comportamento degli avvocati.

Il caso della condanna di Sallusti. E qui, il giorno della sentenza, accadde un fatto decisamente singolare. Il giudice, una donna, lesse il dispositivo che condannava Sallusti a pagare circa 5mila euro e Andrea Monticone a pagarne più 30mila di risarcimento, che nel caso dei magistrati è sempre altissimo ma nelle motivazioni della sentenza, depositate tempo dopo, lo stesso giudice si dolse di essersi dimenticato di prevedere una pena detentiva.

Ma anche il Tribuno Marco Travaglio è stato vittima degli avvocati. Previti era effettivamente indagato ma a causa dell'impossibilità da parte dell' avvocato del giornale di presentare le prove in difesa di Travaglio in quanto il legale non era retribuito, il giornalista fu obbligato al risarcimento del danno quantificato in 79 milioni di lire.

Ma chi e quando le cose cambieranno? Per fare politica in Italia le strade sono poche, specialmente se hai qualcosa da dire e proponi soluzioni ai problemi generali. La prima è cominciare a partecipare a movimenti studenteschi fra le aule universitarie, mettersi su le stellette di qualche occupazione e poi prendere la tessera di un partito. Se di sinistra è meglio. Poi c'è la strada della partecipazione politica con tesseramento magari sfruttando una professione che ti metta in contatto con molti probabili elettori: favoriti sono gli avvocati, i medici di base ed i giornalisti.

C'è una terza via che sempre più prende piede. Se puoi occupati di qualche inchiesta che abbia come bersaglio un soggetto politico, specie del centro destra, perché gli amici a sinistra non si toccano. Comunque non ti impegnare troppo.

Va bene anche un'archiviazione. Poi togli la toga e punta al Palazzo. Se è un partito dei magistrati e per la corporazione dei magistrati. Loro "ci stanno". Rivoluzione Civile è una formazione improvvisata le cui figure principali di riferimento sono tre magistrati: De Magistris, Di Pietro e Ingroia.

Dietro le loro spalle si rifugiano i piccoli partiti di Ferrero, Diliberto e Bonelli in cerca di presenza parlamentare.

Forse perchè non era più alleato di Bersani e Vendola? Si chiede Gad Lerner. E che dire di Ingroia e il suo doppiopesismo: moralmente ed eticamente intransigente con gli altri, indulgente con se stesso. Il candidato Ingroia, leader rivoluzionario, da pm faceva domande e i malcapitati dovevano rispondere. Poi a rispondere, come candidato premier, tocca a lui. E lui le domande proprio non le sopporta, come ha dimostrato nella trasmissione condotta su Raitre da Lucia Annunziata.

L'elenco sarebbe lungo, spiega Alessandro Sallusti. Macchè "rivoluzione" Ingroia le sue liste le fa col manuale Cencelli. L'ex pm e i partiti alleati si spartiscono i posti sicuri a Camera e Senato, in barba alle indicazioni delle assemblee territoriali. E poi ci sono molti "paracadutati" che hanno ottenuto un posto blindato lontano dalla Sicilia.

Pietro Grasso , ad esempio, è capolista del Pd nel Lazio: "Non mi candido in Sicilia per una scelta di opportunità", ha detto, in polemica con Ingroia, che infatti in Sicilia non è eleggibile.

Bettoliere 2004

In Lombardia per Sel c'è capolista Claudio Fava, giornalista catanese, e non candidato alle ultime elezioni regionali per un pasticcio fatto sulla sua residenza in Sicilia per fortuna per le elezioni politiche non c'è bisogno di particolare documentazione Fabio Giambrone, braccio destro di Orlando, corre anche in Lombardia e in Piemonte. Celeste Costantino , segretaria provinciale di Sel a Palermo è stata candidata, con qualche malumore locale, nella circoscrizione Piemonte 1.

Anna Finocchiaro, catanese e con il marito sotto inchiesta è capolista del Pd, in Puglia. Sarà lei in caso di vittoria del Pd la prossima presidente del Senato. Sempre in Puglia alla Camera c'è spazio per Ignazio Messina al quarto posto della lista di Rivoluzione civile. E che dire di Don Gallo che canta la canzone partigiana "Bella Ciao" sull'altare, sventolando un drappo rosso. Lo afferma il presidente della Cassazione, nel suo discorso alla cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario Per Ernesto Lupo devono essere "gli stessi pm a darsi delle regole nel loro Codice etico".

Pari merito con la Bosnia, e persino dietro a nazioni del terzo mondo. Il Primo presidente ha, poi, chiamato gli stessi magistrati a darsi regole severe per chi scende in politica e a limitarsi, molto, nel ricorso alla custodia in carcere.

Per il Primo presidente nelle celle ci sono Almeno un quarto dei reclusi è in attesa di condanna definitiva e i giudici devono usare di più le misure alternative. Nella magistratura sono presenti "sacche di inefficienza e di inettitudine". Ma ha aggiunto una stoccata anche ad alcuni suoi colleghi - Non mi piacciono - ha affermato - i magistrati che non si accontentano di far bene il loro lavoro, ma si propongono di redimere il mondo.

Quei magistrati, pochissimi per fortuna, che sono convinti che la spada della giustizia sia sempre senza fodero, pronta a colpire o a raddrizzare le schiene. Parlano molto di sè e del loro operato anche fuori dalle aule giudiziarie, esponendosi mediaticamente, senza rendersi conto che per dimostrare quell' imparzialità che è la sola nostra divisa, non bastano frasi ad effetto, intrise di una retorica all'acqua di rose.

Certe debolezze non rendono affatto il magistrato più umano. Esempio lampante è Taranto. I magistrati contestano la legge, anziché applicarla, a scapito di migliaia di lavoratori. Lo strapotere e lo straparlare dei magistrati si incarna in alcuni esempi.

Sono le parole con le quali il presidente della Corte d'appello, Mario Buffa, ha aperto, riferendosi alla caduta del Governo Berlusconi, la relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario nell'aula magna del palazzo di giustizia di Lecce. Ma il connubio dura poco. Giudizi senza appello e senza processo. Non serve ai magistrati candidarsi in Parlamento. La Politica, in virtù del loro strapotere, anche mediatico, la fanno anche dai banchi dei tribunali.

Si vuole un esempio? Veramente mi disgusta il fatto che io debba leggere sul giornale, momento per momento, 'stanno per chiamare la dottoressa Tizio, la stanno chiamando E ancora: "Perchè se no qua diamo per scontato che tutto viene raccontato dai giornali, che si fa il clamore mediatico, che si va a massacrare la gente prima ancora di trovare un elemento di colpevolezza".

E poi ancora: "A me pare molto più grave il fatto che un cialtrone di magistrato dia indebitamente la notizia in violazione di legge Chi parla potrebbe essere Silvio Berlusconi, che tante volte si è lamentato di come le notizie escano dai tribunali prima sui giornali che ai diretti interessati.

E invece, quelle che riporta il Corriere della Sera, sono parole pronunciate nel giugno nientemeno che del capo della polizia Antonio Manganelli, al telefono col prefetto Nicola Izzo, ex vicario della polizia. E' successo anche ad altri più importanti e autorevoli magistrati, a cominciare da Giovanni Falcone.

Tra loro esiste una distanza misurabile in milioni di anni luce. È il commento del procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, ai microfoni del TgLa7 condotto da Enrico Mentana contro l'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, ora leader di Rivoluzione civile. Io non mi sono mai paragonato a Falcone, ci mancherebbe. La prossima volta pensi e conti fino a tre prima di aprire bocca. Quanto ai suoi personali giudizi su di me, non mi interessano e alle sue piccinerie siamo abituati da anni.

Mi basta sapere cosa pensava di me Paolo Borsellino e cosa pensava di lei. Un'ammissione in piena regola fatta negli studi di La7 dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia. Che sostanzialmente ha ammesso l'esistenza per non dire l'appartenenza di toghe politicizzate. Dunque, la regola aurea è sempre quella. I pm dopo aver bacchettato la società tutta, ora si bacchettano fra di loro, rievocano pagine più o meno oscure, si contraddicono con metodo, si azzannano con ferocia.

Uno spettacolo avvilente. Nel suo intervento al congresso di Magistratura democratica del 2 febbraio il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha alluso criticamente, pur senza citarla direttamente, alla procura di Trani, l'ultima ad aprire, tra le tante inchieste aperte, un'indagine su Mps.

A censurare il fenomeno il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nel suo intervento al congresso di Md. Il procuratore di Milano ha puntato l'indice contro il "populismo" e la "demagogia" di certi magistrati, che peraltro - ha osservato - "non sanno resistere al fascino" dell'esposizione mediatica. Di tutto quanto lungamente ed analiticamente detto bisogna tenerne conto nel momento in cui si deve dare un giudizio su indagini, processi e condanne.

La Repubblica delle manette e degli orrori giudiziari. Augusto Minzolini, già direttore del Tg1, è stato assolto ieri dall'accusa di avere usato in modo improprio la carta di credito aziendale. Tutto bene? Per niente, risponde scrive Alessandro Sallusti. Perché quell'accusa di avere mangiato e viaggiato a sbafo lo zelante Pm aveva chiesto due anni di carcere gli è costata il posto di direttore oltre che un anno e mezzo di linciaggio mediatico da parte di colleghi che, pur essendo molto esperti di rimborsi spese furbetti, avevano emesso una condanna definitiva dando per buono il teorema del Pm suggerito da Antonio Di Pietro, guarda caso.

Minzolini avrà modo di rifarsi in sede civile, ma non tutti i danni sono risarcibili in euro, quando si toccano la dignità e la credibilità di un uomo. Fa rabbia che non il Pm, non la Rai, non i colleghi infangatori e infamatori sentano il bisogno di chiedere scusa. È disarmante che questo popolo di giustizialisti non debba pagare per i propri errori. Che sono tanti e si annidano anche dentro l'ondata di manette fatte scattare nelle ultime ore: il finanziere Proto, l'imprenditore Cellino, il manager del Montepaschi Baldassarri.

Storie diverse e tra i malcapitati c'è anche Angelo Rizzoli, l'erede del fondatore del gruppo editoriale, anziano e molto malato anche per avere subito un calvario giudiziario che gli ha bruciato un terzo dell'esistenza: 27 anni per vedersi riconosciuta l'innocenza da accuse su vicende finanziarie degli anni Ottanta.

L'uso spregiudicato della giustizia distrugge le persone, ma anche il Paese. Uno per tutti: il caso Finmeccanica, che pare creato apposta per oscurare la vicenda Montepaschi, molto scomoda alla sinistra. Solo la magistratura italiana si permette di trattare come se fosse una tangente da furbetti del quartierino il corrispettivo di una mediazione per un affare internazionale da centinaia di milioni di euro. Cosa dovrebbe fare la più importante azienda di alta tecnologia italiana 70mila dipendenti iper qualificati, i famosi cervelli in concorrenza con colossi mondiali, grandi quanto spregiudicati?

E se fra due anni, come accaduto in piccolo a Minzolini, si scopre che non c'è stato reato, chi ripagherà i miliardi in commesse persi a favore di aziende francesi e tedesche? Attenzione, che l'Italia delle manette non diventi l'Italia degli errori e orrori.

Un tempo era giustizialista. Ora invece ha cambiato idea. Magari si avvicinano le elezioni e Beppe Grillo comincia ad avere paura anche lui.

Magari per i suoi. Le toghe quando agiscono non guardano in faccia nessuno. Un duro attacco alla magistratura da parte del comico genovese, che afferma: "Questa magistratura fa paura. Io che sono un comico ho più di ottanta processi e Berlusconi da presidente del Consiglio ne ha 22 in meno, e poi va in televisione a lamentarsi".

Il leader del Movimento Cinque Stelle solo qualche tempo fa chiedeva il carcere immediato per il crack Parmalat e anche oggi per lo scandalo di Mps. Garantista part-time - Beppe ora si scopre garantista. Eppure per lui la presunzione di innocenza non è mai esistita. Dai suoi palchi ha sempre emesso condanne prima che finissero le istruttorie.

Anche se in passato, il leader Cinque Stelle non ha mai perso l'occasione per criticare Berlusconi e le sue idee su una riforma della magistratura. E sul record di processi Berlusconi, ospite di Sky Tg24 , ha precisato: "Grillo non è informato. Io ho un record assoluto di udienze. I procedimenti contro di me più di cento, credo nessuno possa battere un record del genere". Molti di loro vorrebbero i barboni in Parlamento. Dimenticandoci che ci sono altri boiardi di Stato: i militari, i dirigenti pubblici e, soprattutto, i magistrati.

Mai nessuno che si chieda: che fine fanno i nostri soldi, estorti con balzelli di ogni tipo. Se è vero, come è vero, che ci chiudono gli ospedali, ci chiudono i tribunali, non ci sono vie di comunicazione strade e ferrovie , la pensione non è garantita e il lavoro manca.

Non è un Potere, ma la sinistra lo fa passare per tale, ma la Magistratura, come ordine costituzionale detiene un potere smisurato. Potere ingiustificato, tenuto conto che la sovranità è del popolo che la esercita nei modi stabiliti dalle norme. Le storture del sistema dovrebbero essere sanate dallo stesso sistema. Non è prevista la ricusazione del Pubblico Ministero che palesa il suo pregiudizio. La rimessione per legittimo sospetto, poi, è un istituto mai applicato.

Giglio del Sarto 2019

E questo ancora nella fase embrionale delle indagini Preliminari. Quei magistrati contro tutti, compreso il governo centrale, regionale e locale, sostenuti solo dagli ambientalisti di maniera. Pubblichiamo ampi stralci dell'intervista di Affaritaliani. Livadiotti, giornalista del settimanale l'Espresso e autore di Magistrati L'ultracasta , sta aggiornando il suo libro sulla base dei dati del rapporto del Cepej Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa.

Livadiotti è anche l'autore di un libro sugli sprechi dei sindacati, dal titolo L'altra casta. La giustizia italiana non funziona, al netto delle polemiche politiche sui processi Berlusconi.

Il rapporto del Cepej Commissione europea per l'efficienza della giustizia del Consiglio d'Europa inchioda il nostro sistema alla sua clamorosa inefficienza: giorni per un processo civile in primo grado, contro i della Spagna, i della Francia e i della Germania.

Milioni di procedimenti pendenti. E magistrati che fanno carriera senza alcuna selezione meritocratica. E senza alcun effettivo rischio di punizione nel caso in cui commettano errori o illeciti. Dunque niente meritocrazia, niente efficienza in tribunale? E dello stipendio. E come si spiega? Io stesso quando ho studiato i meccanismi sulle prime non ci credevo. Fanno carriera automaticamente, solo sulla base dell'anzianità di servizio.

E di esami che di fatto sono una barzelletta. Tutto questo indipendentemente dagli incarichi? E questa carriera automatica si riflette, ovviamente, sulla spesa per le retribuzioni. Quasi sempre i magistrati addebitano ritardi e inefficienze al basso budget statale per la giustizia.

Ma almeno rischiano sanzioni disciplinari? Il magistrato è soggetto solo alla disciplina domestica, ma sarebbe meglio dire addomesticata, del Csm. E cane non mangia cane. Quali dati? Ebbene, tra il e il - un dato che fa impressione - sugli 8. Ma poi ci saranno state delle sanzioni, o no?

Ma c'è anche una legge sulla responsabilità civile, che permette a chi subisca un errore giudiziario di essere risarcito! E com'è andata, questa legge? Di queste ultime, 16 sono ancora pendenti e 18 sono state decise: lo Stato ha perso solo 4 volte. Cioè non si sa quanto lavorano e guadagnano? Sugli stipendi bisogna vedere caso per caso, perché ci sono molte variabili. Chi frequenta assiduamente le aule dei tribunali, da spettatore o da attore, sa benissimo che sono luogo di spergiuro e di diffamazioni continue da parte dei magistrati e degli avvocati.

Certo è che sono atteggiamenti impuniti perché i protagonisti non possono punire se stessi. I manettari ed i forcaioli saranno convinti che questa sia un regola aurea per affermare la legalità. Poco comprensibile e giustificabile è invece la sorte destinata alle vittime, spesso trattate peggio dei delinquenti sotto processo.

Tutti hanno sentito le parole di Ilda Boccassini: "Ruby è furba di quella furbizia orientale propria della sua origine". In queste serate - afferma il pm - si colloca anche il sogno di Kharima. Fino a prova contraria Ruby, Karima El Mahroug, è parte offesa nel processo. La ciliegina sulla torta, alla requisitoria, è quella delle Ancora come esempio riferito ad un caso mediatico è quello riconducibile alla morte di Stefano Cucchi.

Stavolta a parlare non è il senatore del Pdl Carlo Giovanardi — anticipa Ilaria al Fatto —, ma il pubblico ministero Francesca Loy , durante la requisitoria finale. A firma di Ermanno Forte. Requisitoria da anni '50 nel dibattimento sull'omicidio del maestro: il pm difende gli imputati e se la prende con le 'bizzarrie' della vittima.

Non c'è stato sequestro di persona perché la contenzione è un atto medico e quindi chi ha lasciato un uomo legato mani e piedi a un letto, per oltre 82 ore, ha semplicemente agito nell'esercizio di un diritto medico.

Al massimo ha ecceduto nella sua condotta, ma questo non basta a considerare sussistente il reato di sequestro. E' questa la considerazione centrale della requisitoria formulata da Renato Martuscelli al processo che vede imputati medici e infermieri del reparto di psichiatria dell'ospedale San Luca di Vallo della Lucania, per la morte di Francesco Mastrogiovanni.

Il pm ha dunque in gran parte sconfessato l'impianto accusatorio imbastito nella fase delle indagini e di richiesta di rinvio a giudizio da Francesco Rotondo, il magistrato che sin dall'inizio ha lavorato sul caso, disponendo l'immediato sequestro del video registrato dalle telecamere di sorveglianza del reparto psichiatrico, e che poi è stato trasferito. Nella prima parte della requisitoria - durata un paio d'ore, davanti al presidente del tribunale Elisabetta Garzo —Martuscelli si è soffermato a lungo sui verbali di carabinieri e vigili urbani relativi alle ore precedenti al ricovero quelli dove si descrivono le reazioni di Mastrogiovanni alla cattura avvenuta sulla spiaggia di San Mauro Cilento e le presunte infrazioni al codice della strada commesse dal maestro , oltre a ripercorrere la storia sanitaria di Mastrogiovanni, già sottoposto in passato a due Tso, nel e nel Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno giustiziati.

Cassazione e Tar hanno stabilito che non ci sono stati abusi, dandomi ragione piena. Ho le piante secche? E loro: deve venire con noi. Forza, tirate fuori le telecamere, dove sono le telecamere?

Siete di Scherzi a parte. Sto male, non sono più lo stesso. A Buoncammino mi hanno messo in una cella minuscola, giusto lo spazio per un letto, il vetro della finestra era rotto, la notte faceva freddo. Un detenuto mi ha regalato una giacca, un altro i pantaloni della tuta, alla fine ero coperto a strati con in testa una papalina.

Mi hanno salvato il carattere e gli altri detenuti. Un ragazzo che sconta otto anni e mezzo perché non ha voluto fare il nome dello spacciatore che gli aveva consegnato la roba.

Otto anni e mezzo, capisci? Mi sento in colpa per loro, solo per loro. Ringrazio le guardie carcerarie, si sono dimostrate sensibili… Mi ha tradito la Sardegna delle istituzioni. Ma adesso voglio il perché, la verità. Ma ho provato vergogna. Non ho fatto un cazzo di niente. Dopo la revoca dei domiciliari per un paio di giorni non ho avuto la forza di tornare a casa. Sono rimasto ad Assemini con gli avvocati, Altieri e Cocco — Cocco per me è un fratello. E le intercettazioni? Da giorni mi raccontano di assessori che si dimettono, di magistrati che chiedono il trasferimento.

Cosa penso oggi dei magistrati? Io sono dalla parte dei pm, lo sono sempre stato! Per esempio, rimanendo in ambito sportivo in tema di legalità, è da rimarcare come l a parola di un altoatesino vale di più di quella di un napoletano. Almeno secondo Alex Schwazer, atleta nato in quel di Vipiteno il 26 dicembre , trovato positivo al test antidoping prima delle Olimpiadi di Londra Era il 28 giugno Due giorni dopo, un test a sorpresa della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, avrebbe rivelato la sua positività all'assunzione dell'Epo.

Due giorni dopo, il 30 giugno, l'atleta viene trovato positivo all'Epo. Ma l'insieme della contraddizioni a voler essere gentili non finisce qui. Nella sua confessione pubblica dell'8 agosto , Schwazer ammise di aver assunto Epo a causa di un cedimento psicologico.

Era un brutto periodo, e qualcosa bisognava pur fare. Ma le indagini dei Ros di Trento e dei Nas di Firenze contraddicono la versione dell'assunzione momentanea. Competizione, lo ricordiamo, dove l'atleta di Vipiteno, vinse l'oro alla marcia di 50 chilometri. Infatti, questo si evince anche nel decreto di perquisizione della Procura di Bolzano. E dire che, oltretutto, è la parola di un carabiniere, qual è Alex Schwazer.

L'Italia è un Paese fondato sulla fregatura: ecco tutti i modi in cui gli italiani raggirano gli altri e sé stessi. Dai più alti livelli ai più infimi, dalle truffe moderne realizzate in Rete a quelle più antiche e consolidate. In Italia, fottere l'altro - una parola più tenue non renderebbe l'idea - è un vizio che è quasi un vanto, "lo ti fotto" è una legge: di più, un comandamento. E fottuti siamo stati dagli albori della Repubblica. In realtà non si trattava affatto di un armistizio ma di una vera e propria resa senza condizioni da parte dell'Italia.

Poiché tale atto stabiliva la sua entrata in vigore dal momento del suo annuncio pubblico, esso è comunemente detto dell'" 8 settembre", data in cui, alle Eisenhower e, poco più di un'ora dopo, alle In quei frangenti vi fu grande confusione e i gerarchi erano in fuga. La grande ipocrisia vien da lontano. Ci si fa largo tra i morti, ogni pagina è una fossa e ci sono perfino preti che negano la benedizione ai condannati.

È un viaggio nella memoria negata, quella della guerra civile, altrimenti celebrata nella retorica della Resistenza.. Le storie inedite di sangue e violenza che completano e concludono "Il sangue dei vinti", uscito nel Si tenga conto che da queste realtà politiche uscite vincenti dalla guerra civile è nata l'alleanza catto-comunista, che ha dato vita alla Costituzione Italiana e quantunque essa sia l'architrave delle nostre leggi, ad oggi le norme più importanti, che regolano la vita degli italiani codice civile, codice penale, istituzione e funzionamento degli Ordini professionali, ecc.

Esecuzioni, torture, stupri. Le crudeltà dei partigiani. La Resistenza mirava alla dittatura comunista. Le atrocità in nome di Stalin non sono diverse dalle efferatezze fasciste. Anche se qualcuno ancora lo nega scrive Giampaolo Pansa. Altra storica menzogna è stata sbugiardata da "Mai più terroni. La fine della questione meridionale" di Pino Aprile.

Come abbattere i pregiudizi che rendono il meridione diverso? Come mettere fine a una questione costruita ad arte sulla pelle di una parte d'Italia? La risposta sta anche negli strumenti di comunicazione odierni, capaci di abbattere i confini, veri o fittizi, rompere l'isolamento, superare le carenze infrastrutturali.

E se per non essere più "meridionali" bastasse un clic? Con la sua solita vis polemica, Pino Aprile ci apre un mondo per mostrare quanto questo sia vero, potente e dilagante.

Ma come, già? Terroni a chi? Tre libri sul pregiudizio antimeridionale. Come è nata e come si è sviluppata la diffidenza verso il Sud. Tre libri ne ricostruiscono le origini e provano a ipotizzarne gli scenari.

D'accordo, la frase è netta e controversa. Sulla questione meridionale, nell'ultimo secolo e mezzo, si sono sprecati fiumi di inchiostro, tonnellate di pagine, migliaia di convegni. In gran parte dedicati all'indagine sociologica, al pregiudizio politico o alla rivendicazione identitaria. De Francesco è ordinario di Storia moderna all'Università degli studi di Milano, ma definire il suo ultimo lavoro essenzialmente storico è quantomeno limitativo.

In poco meno di duecento pagine, l'autore traccia l'identikit di un pregiudizio, quello antimeridionale appunto, nei suoi aspetti sociali, storici e politici.

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Lo fa rincorrendo a una considerevole pubblicistica per niente autoreferenziale, che non si ostina nel solito recinto storiografico. Il risultato si avvicina a una controstoria dell'identità italiana e, al tempo stesso, a un'anamnesi dei vizi e dei tic dell'Italia Unita.

E' quello che accade nel "Libro napoletano dei morti" di Francesco Palmieri Mondadori. Per narrarla, si fa scudo della voce del poeta napoletano Ferdinando Russo ricostruendo con una certa perizia filologica e una sottile verve narrativa le luci e le smagliature di un'epopea in grado di condizionare la realtà dei giorni nostri.

Ha il respiro del pamphlet provocatorio e spiazzante invece l'ultimo libro di Pino Aprile, "Mai più terroni" Piemme , terzo volume di una trilogia di successo Terroni e Giù al Sud i titoli degli altri due volumi. Aprile si domanda se oggi abbia ancora senso dividere la realtà sulla base di un fantomatico pregiudizio etnico e geografico che ha la pretesa di tagliare Nord e Sud. E si risponde che no, che in tempi di iperconnessioni reali e virtuali , quelli stereotipo è irrimediabilmente finito.

Nelle nuove realtà virtuali, vecchie direzioni e punti cardinali non esistono più, relegati come sono a un armamentario che sa di vecchio e obsoleto. Cominciamo a dire: da quale pulpito viene la predica. Vediamo in Inghilterra cosa succede.

I sudditi inglesi snobbano gli italiani. Ci chiamano mafiosi, ma perché a loro celano la verità. Noi apprendiamo la notizia dal tg2 delle Il loro lavoro è dar la caccia ai criminali, ma alcuni ladri non sembrano temerle: le forze di polizia del Regno sono state oggetto di furti per centinaia di migliaia di sterline, addirittura con volanti, manette, cani ed uniformi tutte sparite sotto il naso degli agenti.

Dalla lista, emersa in seguito ad una richiesta secondo la legge sulla libertà d'informazione, emerge che la forza di polizia più colpita è stata quella di Manchester, dove il valore totale degli oggetti rubati arriva a quasi Qui i ladri sono riusciti a fuggire con una volante da E poi. Cosa sarebbe oggi la Germania se avesse sempre onorato con puntualità il proprio debito pubblico?

Forse non a tutti è noto, ma il Paese della cancelliera Merkel è stato protagonista di uno dei più grandi, secondo alcuni il più grande, default del secolo scorso, nonostante non passi mese senza che Berlino stigmatizzi il comportamento vizioso di alcuni Stati in materia di conti pubblici.

E invece, anche la Germania, la grande e potente Germania, ha qualche peccatuccio che preferisce tenere nascosto. Anche se numerosi sono gli studi che ne danno conto, di seguito brevemente tratteggiati. Riapriamo i libri di storia e cerchiamo di capire la successione dei fatti. Come spesso accade in questi casi, i vincitori hanno presentato il conto alle nazioni sconfitte, in primis alla Germania stessa.

Un conto salato, soprattutto quello successivo alla Prima guerra mondiale, talmente tanto salato che John Maynard Keynes, nel suo Conseguenze economiche della pace, fu uno dei principali oppositori a tale decisione, sostenendo che la sua applicazione avrebbe minato in via permanente la capacità della Germania di avviare un percorso di rinascita post-bellica. I marchi risparmiati furono destinati ad avviare la rinascita economica e il programma di riarmo. Si sa poi come è andata: scoppio della Seconda guerra mondiale e seconda sconfitta dei tedeschi.

Il rappresenta il secondo default tedesco. Il lettore non sia indotto in inganno: secondo le agenzie di rating, anche le rinegoziazioni volontaristiche configurano una situazione di default, non solo il mancato rimborso del capitale e degli interessi la Grecia nel e l'Argentina nel insegnano in tal senso. Il risultato ottenuto dai tedeschi dalla negoziazione fu davvero notevole:.

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Sempre secondo gli accordi del '53, il pagamento di una parte degli interessi arretrati fu subordinata alla condizione che la Germania si riunificasse, cosa che, come noto, avvenne nell'ottobre del Non solo: al verificarsi di tale condizione l'accordo del si sarebbe dovuto rinegoziare, quantomeno in parte.

Un terzo default, di fatto. Secondo Albrecht Frischl, uno storico dell'economia tedesco, in una intervista concessa a Spiegel, l'allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell'accordo.

A eccezione delle compensazioni per il lavoro forzato e il pagamento degli interessi arretrati, nessun'altra riparazione è avvenuta da parte della Germania dopo il Una maggiore sobrietà da parte dei tedeschi nel commentare i problemi altrui sarebbe quanto meno consigliabile.

Tre default, secondo una contabilità allargata. Non male per un Paese che con una discreta periodicità continua a emettere giudizi moralistici sul comportamento degli altri governi. Il complesso da primo della classe ottunde la memoria e induce a mettere in soffitta i propri periodi di difficoltà. Accidenti, da quale pulpito viene la predica.

Non solo. Un altro luogo comune viene sfatato ed abbattuto. La Germania di Angela Merkel è il paese che ha l'economia sommersa più grande d'Europa in termini assoluti.

L'economia in nero teutonica vale miliardi di euro. Sono circa otto milioni i cittadini tedeschi che vivono lavorando in nero. Secondo gli esperti il dato è figlio dell'ostilità dei tedeschi ai metodi di pagamento elettronici.

I crucchi preferiscono i contanti. La grandezza dell'economia in nero della Germania è stata stimata e calcolata dal colosso delle carte di credito e dei circuiti di pagamento Visa in collaborazione con l'università di Linz.

In relazione al Pil tedesco il nero sarebbe al 13 per cento, pari a un sesto della ricchezza nazionale. Quindi in termini relativi il peso del sommerso è minore, ma per volume e in termini assoluti resta la più grande d'Europa. Chi lavora in nero in Germania di solito opera nel commercio e soprattutto nell'edilizia, poi c'è il commercio al dettaglio e infine la gastronomia. Il livello del nero in Germania comunque si è stabilizzato.

Il picco è arrivato dieci anni fa. Nel la Germania ha attraversato la peggiore stagnazione economica degli ultimi vent'anni e all'epoca il nero valeva miliardi. Ora con l'economia in ripresa che fa da locomotiva per l'Europa, il nero è fermo al 13 per cento del Pil. Tornando alla repubblica delle manette ci si chiede. Eppure nella mia vita non ho mai trovato sulla mia strada una toga degna di rispetto, mentre invece, per loro il rispetto si pretende.

A me basta ed avanza essere Antonio Giangrande, senza eguali per quello che scrive e dice. E cosa sono le bande di briganti se non piccoli regni? Anche un bambino comprende che il potere assoluto equivale a corruzione assoluta. Oggi nessuno parlerebbe o straparlerebbe di assolutismo. I tempi del Re Sole sembrano più lontani di Marte. Per dirla con lo storico Tacito d. E come si manifesta questa passione scandalosa? Detto in termini aggiornati: elevando il tasso di statalismo presente nella nostra società.

Engels ragionava in termini di classe, ma nelle sue parole riecheggiava una palese insofferenza verso il protagonismo dello Stato, che lui identificava con il ceto dirigente borghese, che massacrava la società. Una società libera e giusta è meno corrotta di una società in cui lo Stato comanda in ogni pertugio del suo territorio. Bisogna placarne gli appetiti. Uno Stato efficiente e trasparente si fonda su buone istituzioni, non su buone intenzioni.

Se le Istituzioni non cambiano si potranno varare le riforme più ambiziose, dalla giustizia al sistema elettorale; si potranno pure mandare in carcere o a casa tangentisti e chiacchierati, ma il risultato in termini di maggiore onestà del sistema sarà pari a zero. Altri corrotti si faranno avanti.

La controprova? Oggi ci si scontra con una dura realtà. La magistratura di Milano? Un potere separatista. In troppi, in Italia, non hanno ancora capito che non esiste più niente del genere, se non, in misura fisiologica e moderata, a livello di Quirinale-Consulta-Csm.

Ma per il resto procure e tribunali fanno quello che vogliono: basta un singolo magistrato e arrivederci. Prodigio delle toghe: per lo stesso reato salvano il Pd e non il Pdl. Ma andiamo con ordine. Nel febbraio fervono i preparativi in vista delle elezioni. È sfida tra Roberto Formigoni e Filippo Penati. È il Comune a sollevare dubbi e il caso finisce in Procura. Lo fa appellandosi a una riforma legislativa e il giudice gli dà ragione.

È successo che Bruni, tra i penalisti più stimati della città, ha scandagliato il testo unico delle leggi sulle elezioni. Testo che in sostanza indica in tre anni il tempo massimo per procedere ed emettere la sentenza. Mentre nel caso di Rossi tutto è scattato per un intervento del Comune di Seriate. Tutti per falso ideologico, come Rossi, e tutti per firme raccolte tra gennaio e febbraio del Non è detto che il destino del democratico Rossi coinciderà con quello degli imputati azzurri di Milano.

Strano ma vero. Detto questo parliamo del Legittimo Impedimento. Nel diritto processuale penale italiano, il legittimo impedimento è l'istituto che permette all'imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula.

In caso di assenza ingiustificata bisogna distinguere se si tratta della prima udienza o di una successiva. Se invece l'assenza riguarda una udienza successiva alla prima ed in quella l'imputato non è stato dichiarato contumace, questi è dichiarato semplicemente assente.

Tre ''tratti distintivi'' della magistratura, ha sottolineato il capo dello Stato, ricevendo al Quirinale i magistrati ordinari in tirocinio , che rappresentano ''un costume da acquisire interiormente, quasi al pari di una seconda natura''. Napolitano ha chiesto poi rispetto verso la Consulta : serve " leale collaborazione , oltre che di riconoscimento verso il giudice delle leggi, ossia la Corte Costituzionale, chiamata ad arbitrare anche il conflitto tra poteri dello Stato''.

Eppure la corte Costituzionale non si è smentita. Per quanto riguarda il Legittimo Impedimento attribuibile a Silvio Berlusconi, nelle funzioni di Presidente del Consiglio impegnato in una seduta dello stesso Consiglio dei Ministri, puntuale, atteso, aspettato, è piovuto il 19 giugno il "no" al legittimo impedimento. Per le toghe l'ex premier doveva partecipare all'udienza e non al CDM. A deciderlo, nel conflitto di attribuzioni sollevato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in dissidio con i togati milanesi, è stata la Corte Costituzionale che ha ritenuto che l'assenza dall'udienza non sia stata supportata da alcuna giustificazione relativa alla convocazione di un Cdm fuori programma rispetto al calendario concordato in precedenza.

Siamo allibiti, amareggiati e profondamente preoccupati. La decisione - aggiungono - travolge ogni principio di leale collaborazione e sancisce la subalternità della politica all'ordine giudiziario".

Al Cavaliere, si legge, "i deputati hanno confermato che non sarà certo una sentenza giudiziaria a decretare la sua espulsione dalla vita politica ed istituzionale del nostro Paese, e gli hanno manifestato tutta la loro vicinanza e il loro affetto".

Primo: la sentenza è un'offesa al buon senso, tanto varrebbe dichiarare l'inesistenza del legittimo impedimento a prescindere, qualora ci sia di mezzo Silvio Berlusconi. Terzo: la risposta di Berlusconi e del Pdl con lui è di netta separazione tra le proteste contro l'ingiustizia e leale sostegno al governo Letta.

Quarto: non rinunceremo in nessun caso a far valere in ogni sede i diritti politici del popolo di centrodestra e del suo leader, a cui vanno da parte mia solidarietà e ammirazione. Quinto: credo che tutta la politica, di destra, di sinistra e di centro, dovrebbe manifestare preoccupazione per una sentenza che di fatto, contraddicendo la Costituzione, subordina la politica all'arbitrio di qualsiasi Tribunale''.

E' quanto afferma Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl. Nessuna preoccupazione a sinistra. Non si aveva nessun dubbio chi fossero gli idolatri delle toghe. A breve distanza dalla notizia che la Consulta ha negato il legittimo impedimento a Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Mediaset, arriva anche la reazione di Rodolfo Sabelli, presidente dell'associazione nazionale magistrati, che ribadisce alle voci critiche che si sono sollevate dal Pdl la versione delle toghe.

La Corte costituzionale ha detto no. Si legge nella sentenza: "Spettava all'autorità giudiziaria stabilire che non costituisce impedimento assoluto alla partecipazione all'udienza penale del 1 marzo l'impegno dell'imputato Presidente del Consiglio dei ministri" Silvio Berlusconi "di presiedere una riunione del Consiglio da lui stesso convocata per tale giorno", che invece "egli aveva in precedenza indicato come utile per la sua partecipazione all'udienza".

Ma è veramente imparziale la Corte costituzionale? Gli obelischi di legno prendono il nome delle antiche corporazioni delle arti e mestieri , nell'ordine:. I Gigli e la Barca sfilano lungo un tradizionale percorso individuato nel nucleo più antico della cittadina al ritmo di brani originali e reinterpretazioni attinte dalla tradizione musicale napoletana, italiana e internazionale eseguiti da una banda musicale posta sulla base della struttura.

La manifestazione copre l'intero arco della giornata. Nel corso della mattinata, i Gigli e la Barca vengono trasportati in piazza Duomo, la piazza principale di Nola, dove avviene la solenne benedizione da parte del vescovo. Il programma dei festeggiamenti segue un cerimoniale articolato e complesso, disciplinato da un preciso copione, su di un arco temporale di un anno intero.

La tradizione della festa si intreccia con quella delle corporazioni in cui precisi erano gli obblighi di devozione in occasione delle feste patronali, finalizzati a consolidare i rapporti interni e a relazionale i consociati con la restante parte della società civile. Il "Mastro corporativo" è colui che vantando la tradizione della più antica licenza del settore è investito, dopo averne fatto richiesta al comune, dell'onore di organizzare le celebrazioni per il patrono di un singolo Giglio o della barca.

L'attribuzione del Giglio o della barca al maestro di festa è sottolineato da un simbolico "passaggio della bandiera" rappresentante l'effigie del patrono dalle mani dell'organizzatore del precedente evento al nuovo.

A questo rito segue la "cacciata", tradizionale festoso annuncio per i vicoli del centro storico del rinnovarsi ciclico dell'evento con l'organizzazione del processo che porterà alla nuova festa. Ciascun maestro di festa organizza eventi vari tra cui le "tavuliate", pasti riffe destinati alla raccolta dei fondi necessari allo svolgimento della festa e finalizzati a opere caritatevoli.

La domenica successiva al 22 giugno, allo scadere della mezzanotte, nel Palazzo di città, dove ha sede il Comando dei Vigili, viene assegnato il giglio al nuovo maestro di festa.

In passato l'assegnazione veniva fatta a titolo di anzianità, attribuendo il giglio a quel maestro di festa che portava alla firma il rappresentante più anziano della categoria di cui era interessato, sempre se quest'ultimo non avesse firmato già negli anni precedenti. Lo si sente subito dopo che al maestro di festa è stato assegnato il giglio.

Questi tramite dei botti batteria , annuncia alla popolazione la sua investitura. Piccolo corteo con fanfara che dopo qualche giorno sfila per le vie della città con il nuovo maestro di festa.

Somma di denaro che si usa dare ai vari rappresentanti delle paranze, delle fanfare e dei costruttori dei gigli dal maestro di festa durante la settimana successiva alla manifestazione, in modo da assicurarsi da questi la loro prestazione. Manifestazione molto sentita da tutta la popolazione. Essa avviene nel periodo che va dal mese di settembre ai principi di dicembre. Tale avvenimento viene annunziato alla città sin dalle prime luci dell'alba con colpi di mortai in aria.

Si compone quindi un grande corteo con in testa il nuovo maestro di festa e ci si reca presso la casa del vecchio maestro di festa per ritirare la bandiera. Qui, dopo che la fanfara ha eseguito in onore del vecchio maestro di festa il motivo musicale del suo giglio, riprende il corteo verso il Duomo dove avviene il cambio.

I nuovi maestri di festa, al fine di ridurre i costi dell'intera manifestazione che è a loro carico, costituiscono a volte un comitato, i cui componenti chiedono un contributo agli artigiani e commercianti locali. Si svolge poi un banchetto al quale vengono invitati parenti ed amici.

Sul finire del pranzo, il maestro di festa inizia il giro dei tavoli e grazie agli intervenuti riesce a raccogliere una certa somma di denaro che gli consentirà di sopportare gli oneri da sostenere. Nella stessa giornata della questua, il maestro di festa ufficialmente presenta i motivi musicali che accompagneranno il giglio per le strade della città. In omaggio, poi, durante il banchetto, darà agli intervenuti la cassetta o il disco dove appunto sono incise le suddette canzoni.

Agli inizi di giugno gli artigiani iniziano la costruzione del giglio.

La prima operazione è quella di montare la "borda" lunga pertica che costituisce la spina dorsale del giglio ed è lunga 25 metri. Dopodiché si prepara la base che è di forma quadrangolare posata su quattro piedi ferrati avendo ognuno uno spessore di cm. La base è alta 3 metri e larga mt. Ultimata questa operazione, si passa all'innesto della borda che perpendicolarmente deve essere messa al centro della base.

Quindi si procede a montare i sei pezzi che formano il prospetto 1 pezzo mt. Il giglio spogliato risulta alto 25 metri con un peso complessivo di circa 20 quintali. Una volta terminata la costruzione, i gigli vengono, il sabato e la domenica precedente alla festa, trasportati nelle varie piazze nolane.

Tale avvenimento, oltre ad essere consuetudinario, serve come prova generale per le paranze. Dopo che i gigli sono stati trasportati davanti alle abitazioni dei maestri di festa, inizia la vestizione con la struttura in cartapesta che serve per rivestire questi grandi obelischi di legno.

Su tali strutture vengono rappresentati dei soggetti ben precisi religiosità, cultura, sport attualità ai quali si sono ispirati gli artisti. Il 22 giugno giorno dedicato a San Paolino, nel tardo pomeriggio, verso le ore L'intera popolazione circa Vi partecipano, oltre alle autorità religiose, civili, politiche e militari, i vari comitati delle corporazioni.

Il sabato del giorno che precede la festa, ha luogo la sfilata dei comitati. Essi sono nove e rappresentano ognuno la propria categoria. Ogni comitato è formato da centinaia di persone che indossano la stessa "divisa", seguiti da una fanfara che ripropone continuamente i motivi musicali 'e canzon' del giglio di appartenenza.

Durante il percorso si rende visita omaggio agli altri gigli recandosi alla loro postazione. Il giorno prima alcuni uomini provvederanno a sistemare le "barre" sono otto in legno di castagno della misura di mt. Verso le ore 9. Subito dopo i gigli dal loro rione vengono trasportati a spalla in piazza Duomo. Qui, dopo essersi esibiti in una lunga e prolungata "ballata", restano poi fermi per un breve periodo ai lati della stessa piazza.

Verso le il Vescovo dalla Cattedrale, seguito dal Busto d'argento di San Paolino portato a spalla da un gruppo di persone, benedice i gigli. Essa avviene intorno alle ore Marcello e in ultima via C. De Notaris. I gigli, in questo tradizionale percorso, fin dai tempi antichi, sfilano nel seguente ordine: Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.

Si tratta senza dubbio di un percorso molto difficile, poiché in ognuna delle strade suddette ci sono tante difficoltà da superare. Perché tutto riesca bene occorre, oltre ad una buona paranza, un bravo capoparanza, che, coadiuvato dai cosiddetti "caporali", riesca alla fine col giglio a superare indenne alcuni di questi trabocchetti "girata" di caparossa, 'o vico de' Monache, "Foro 'o largo", "for e carcere , o pésole alpino", "for 'o Salvatore , o palazza 'a catena" ed infine o vico e Piciocchi".

Centinaia di anni fa i gigli usciti dal vico di Piciocchi, vicolo strettissimo attraverso il quale, il giglio viene trasportato solo con le barre, poiché non c' è spazio per i "varrielli", cioè per i laterali e questo comporta una precaria stabilità all'obelisco, ritornavano di nuovo ai loro posti abitazioni dei maestri di festa.


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